09/05/2008
17:47

commenti (1)

Lo squadrista

cfr: Cristian Corrini - giornalettismo.com

Grillo attacca Scalfari, colpevole di aver parlato male di lui. Usando quella stessa disinformazione mirata che imputa a chi lo attacca e a quella “casta” dei giornalisti che ora è il suo nemico numero uno. Ma la vera contraddizione delle sue battaglie è lui stesso.

Sono stati così bravi ad analizzare e spiegarci il manganello mediatico di Berlusconi e dei suoi maggiordomi, che adesso lo maneggiano loro stessi con grande dimestichezza, il più delle volte dalla parte del manico. Parlo di qualche grillino, e di chi dei grillini è il guru, ossia l’ex comico Beppe. Vi spiego: succede che Eugenio Scalfari va in una trasmissione televisiva e dice che Beppe Grillo incarna il peggio dei difetti dell’italiano. Commento non dissimile da quello fatto all’indomani del primo V-Day, sulle pagine del suo giornale, cioè La Repubblica. Succede allora che Beppe Grillo se la prende, amareggiato anche dal fatto che le firme raccolte per i tre referendum, almeno quelle raccolte fino al 7 maggio, non hanno nessun valore. All’indomani della suddetta trasmissione televisiva, sul suo blog commerciale, eccoti un post al veleno contro Eugenio Scalfari.


ANALISI ILLOGICA - Il post è un copia incolla disordinato e senza nessuna coerenza di notizie prese un po’ da Wikipedia, un po’ da un articolo dell’opinionista di destra Massimo Fini, già sostenitore del V-day, già editorialista di Libero e la Padania. Scrive Fini nell’articolo linkato da Beppe: “Una volta chiesi a Montanelli un giudizio su Eugenio Scalfari. «Non è dei nostri», rispose senza esitazione il grande Indro, intendendo dire che non è un giornalista.” Intendendo dire che non è di destra, più presumibilmente.
Beppe doveva essere arrabbiato: riduce Scalfari ad un banchiere voltagabbana, amante del denaro, complice morale del delitto Calabresi, filo sovietico. Chiude con una citazione del giornalista di destra Montanelli, preso come Vangelo da Fini così come da Grillo, alludendo al fatto che Scalfari è anche un furfante, come cigliegina sulla torta.

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA - Ora: ci credereste? Questo bombardamento violento, col solito sistema travagliesco delle notizie buttate lì singolarmente destituendole di qualsiasi significato storico e contestuale, solo perché Scalfari si è permesso di dare un giudizio politico in senso ampio sulla figura di Grillo. Ci si chiede se ha senso ridurre una persona che ha vissuto la storia dell’Italia repubblicana nella sua interezza, che ha vissuto tutte le contraddizioni, le scelte, i cambiamenti; ridurlo in 4 notizie come il peggior furfante, animato da un interesse berlusconiano di denaro e potere, politicamente una banderuola e tutto il resto. Ha senso?

DISINFORMAZIONE - Tirare fuori un articolo di gioventù, (era l’epoca di Chrušcev che denunciava i crimini di Stalin) dipingendolo come filo sovietico e antioccidentale. Cosa che probabilmente Grillo non sapeva, ma che ha frettolosamente copiato dall’articolo del già citato giornalista avverso alla democrazia rappresentativa, Fini. Poi quando si tirano fuori gli articoli di Montanelli che in gioventù inneggiava al fascismo tutti a urlare (giustamente) al sistema squadrista. Quando il manganello si tiene dalla parte del manico però la tentazione è troppo forte.
Dire del documento contro Calabresi, alludendo ad una sua complicità morale con l’omicidio, nel modoPasolini, Fortini, Eco, Fellini, Bobbio. Tutti delinquenti. Altra manganellata.
più becero e squadrista che ci possa essere. Omettendo tutta la realtà storica che sta dietro a quel documento, firmato tra gli altri da

UNA SCOMODA VERITA’ - Poi parla di cuore a sinistra e portafogli a destra. Lui? Che porta strumentalmente nelle piazze gli argomenti di padre Zanotelli, anti capitalistici e nel frattempo sguazza nel denaro che ha fatto vendendo gadget dal sito. Lui, mister condoni, mister 4 milioni di euro l’anno, mister ville con piscina, barche e ferrari. Dice cuore a sinistra e portafogli a destra a Scalfari, rimanendo serio, e sperando di risultare credibile. Disse Alex Zanotteli commentando il suo primo incontro con Grillo: “Io sono entrato come si entra nei grandi santuari: una bellissima villa con piscina e mi son seduto un po’ imbarazzato e lui lo era ancora più di me e dice: “Sai io mi sento imbarazzato davanti a te, però cos’è che possiamo fare?”. Io gli ho detto: “Guarda io non mi aspetto da te che tu faccia il monaco, ma penso che sia importante in questo momento che facciamo girare determinati messaggi e quindi se tu puoi portare in giro per l’Italia e ho visto che c’è gente che ha voglia di una cultura alternativa, per favore datti da fare. Poi sul tuo stile di vita ci ritorneremo sopra”.
Non ci sono più tornati sopra. Grillo ha accantonato quei temi. Ora il suo obiettivo è abolire l’ordine dei giornalisti, e manganellare le voci critiche.