16/01/2008
11:00

commenti (12)

Fascisti.

corriere160108Joseph Alois Ratzinger, ovvero, Papa Benedetto XVI non andrà alla Sapienza. Invitato dal Rettore, il Papa, da abile marpione politico, ha gentilmente declinato l’invito in virtù ed in conseguenza dell’indegna gazzarra scatenatasi all’interno dell’ateneo all’annuncio della sua partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico. Con questo gesto, Ratzinger ha reso evidente un devastante cortocircuito culturale e politico: l'assoluta incapacità della nostra società a confrontarsi con chi è portatore di idee, sentimenti, cognizioni e convinzioni differenti dalle nostre. Lecito è non condividere, e quindi criticare, l'idea del rettore d'invitare il Papa alla Sapienza. Altro è invece far sì che concretamente la visita non avvenga.

I “dissidenti”, professori in testa, avrebbero potuto serenamente disertare in segno di protesta la cerimonia salvaguardando il diritto di chi invece era interessato alle parole del Pontefice che, fra l’altro, è stato anche un brillante e riconosciuto accademico. Occupare il rettorato ed organizzare una contro-manifestazione, con tutte le conseguenti incognite di ordine pubblico, ha invece tutt’altro sapore. Tutto ciò è una palese rifiuto del dialogo e del confronto, cosa francamente inaccettabile per un Paese che si definisce costituzionalmente democratico. Il tutto alla faccia di chi predica la libertà d’idee e la possibilità della loro libera espressione.

Il pur discutibile Ernesto Galli della Loggia ha scritto ieri sul corsera: “Ma se si accettasse oggi una cosa del genere, mi chiedo, come potremmo allora condannare, come invece sia pur retrospettivamente facciamo, le gazzarre organizzate per esempio, nel 1923-24, dagli studenti fascisti fiorentini per impedire a Salvemini e Calamandrei di tenere lezione?”

Questo per me ha un solo nome: fascismo. Senza se e senza ma.

Lettura consigliata al riguardo: Salvo Toscano sul suo blog.