10/07/2007
13:33

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BINARIO MORTO.

Technorati Profile Archiviato da fraba in: pensieri
binari-714330Mi hanno sempre accusato di leggere troppo e di tutto. Francamente, comincio ad avere difficoltà per confutare tale affermazione. Stanotte, l’ennesima passata a ciondolare per casa, mi è capitata davanti agli occhi questa frase: “L'uomo muore una prima volta nel momento in cui perde l'entusiasmo.” (Honorè de Balzac).

Come dargli torto? Esiste la morte fisica, cercata o semplicemente incontrata per caso. Di per se, spetta a chi è avanti con gli anni. Ma esiste anche un altro tipo di morte: quella di chi affoga nel grigiore del proprio spirito, della propria insulsa esistenza. E’ questa una morte interiore, che può arrivare spesso molto prima del decesso fisico. Spesso la precede, ne anticipa i definitivi effetti con una lenta e penosa agonia. E’ una sofferenza che ti accompagna in ogni istante della tua esistenza, che ti da indicibile pena e che, come una lenta tortura, tormenta ogni tuo pensiero.

Non ho paura a dirlo: ho perso l’entusiasmo. Ho perso la speranza, la fiducia, il senso della vita. Sono abulico, vivo nella noia. Sono un'ombra che passeggia solitaria lungo un inesistente viale fatti di rimpianti, rimorsi, ricordi sempre più sfocati. Ogni giorno che passa è un giorno inutile, vissuto nell’insulsa speranza che qualcosa finalmente cambi. Ci ho provato, in tutti i modi, ma ho fallito. Fare pace con questa penosa realtà è forse un primo passo. Ma un primo passo poi, per cosa, per dove?

Le speranze, i sogni, sono l’unico motore vero della nostra presenza su questa terra. Svaniti quelli, svanisce tutto. Il mio futuro l’ho definitivamente perso a febbraio di quest’anno e non per mia completa responsabilità, anzi. No, sia chiaro, non è vittimismo. E’ solo la consapevole realtà delle cose. In una qualche giornata di febbraio qualcuno ha arbitrariamente deciso che il mio futuro dovesse essere il nulla, e così è stato. Mi arrendo. Sono stanco di lottare contro un invisibile nemico, di provare ogni notte ad immaginare che “domani andrà meglio”, che non è possibile cadere ancora più in basso.

Magari la verità sta solo in quello che in realtà sono: nulla.