16/06/2007
10:10

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IL BICCHIERE MEZZO PIENO.

FeltrinelliSono le quattro del pomeriggio. Rileggo quanto devo raccontare da qui a due ore e mi prende una stretta allo stomaco. Anche “Repubblica Napoli” ha pubblicato un pezzo sulla presentazione di oggi pomeriggio citandomi finanche fra i relatori (SIC!). Ma come mi è venuto in mente di accettare l’invito di Alex? Certo, sono abituato a parlare in pubblico, ma so che non potrò farlo come vorrei. Non posso pretendere di parlare a braccio su di un argomento tanto vasto e complesso.

Riprendo in mano i fogli: ho scritto troppo! Proverò a tagliare. L’obiettivo và perseguito, sempre. E l’obiettivo dell’ incontro, almeno per me, è aiutare un amico che ha scritto un libro bellissimo nella sua stesura, nella sua singolarità e nella sua completezza informativa. Ci tenevo troppo ad organizzare questa presentazione per Alex e non mi sono fatto scoraggiare da qualche “porta in faccia”.

Mi telefona Daniela L. : è già fuori da Feltrinelli e mi aspetta. Arrivo che mancano venti minuti alle sei. Incrocio Daniela e vado ad appoggiare la mia roba nella saletta dove si terrà l’incontro. Non è arrivato ancora nessuno. Esco ed incrocio Alex con Cinzia. Hanno con loro i libri. Nei prossimi giorni cercherò di farmi venire un’idea per cercare di aiutarlo nel problema della distribuzione. Non è possibile che un libro del genere debba essere quasi una roba da “carbonari”. Ci penserò su e vedrò se posso inventarmi qualcosa. Esco da la “Feltrinelli” e vado a prendere un caffé in compagnia di Daniela e di un altro “relatore”: Antonio Risi. Scambio con lui qualche battuta e mi accorgo che sarà difficile confrontarsi con lui. Passi per la vis polemica, quella non manca neanche a me, ma lo stressare il tecnicismo rende incomprensibile ai più la sostanza del problema.

Ci accordiamo per l’ordine degli interventi ed i tempi. Sono il primo ad intervenire ed ho dieci minuti per farlo. Ma come si fa a raccontare cos’è l’emergenza rifiuti in Campania in dieci minuti? Mentalmente provo a tagliare le parti del mio intervento e mentre salgo le scale della “Feltrinelli” mi viene voglia di sparigliare le carte in tavola e di lasciare il mio tempo ad Alex. Ma il vedere la sala piena e la stretta allo stomaco che ne consegue, immobilizza ogni mio proponimento. Prendiamo posto e mentre Daniela apre l’incontro chiedo ad Alex, che è vicino a me, di segnalarmi qualora dovessi sforare il tempo a me assegnato.

Immagine1Comincio a parlare. Cerco di spiegare in due parole perché definisco la mia presenza alla presentazione un’”ANOMALIA”. (L’emergenza dei rifiuti in Campania, è una tragica “ANOMALIA”). Racconto di come il mondo dei blogger stia cambiando, in maniera a dir poco “antropologica”, l’universo dell’informazione. Descrivo di come e perché il libro di Alex è anch’esso un’”ANOMALIA”. Salto la parte che ho scritto sul ciclo ordinario dei rifiuti e mi lancio a “corpo morto” nel raccontare il vero nocciolo della questione, l’aspetto più tragico e trascurato di questa emergenza: lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici. Elenco i danni prodotti da anni di sversamento illecito posto in essere dalla camorra, della spaventosa incidenza di tumori prodotti da tali criminali azioni e di come gli organi d’informazione siano stati “latitanti” di fronte a tutto ciò. Racconto dei soldi bruciati in consulenze inutili od inutilizzate, in compensi a commissari e sub-commissari, in viaggi al Grand Hotel di Rimini, nelle telefonate erotiche agli 899 ed in un piano di bonifica che tutto ha fatto fuorché bonificare.

Dal silenzio della sala, ho la sensazione che le mie parole vengano raccolte, ma vorrei un riscontro. Per farlo, uso un vecchio trucco: mollo il microfono dicendo che mi da fastidio ma immediatamente la platea mi chiede di riprenderlo altrimenti la mi voce non viene sentita in fondo alla sala. (Cacchio, mi ascoltano!)

Denuncio ancora una volta il ruolo passivo e contiguo al potere della stampa napoletana e l'inefficienza di Super-Gennarino Mola ed il Vicerè.
Poi Alex mi si avvicina e mi dice: “stai parlando da 35 minuti.
Provo un attimo di smarrimento: “cazzo, così tanto?

Cerco di chiudere velocemente ma mi perdo nei miei fogli e mentre torno al mio posto, mi accorgo che avrei ancora tante cose da raccontare. Mentre Daniela introduce Antonio Risi, mi giro verso Alex e quasi a volergli chiedere scusa per il tempo che ho “rubato”, gli chiedo: “ho detto tante cazzate?
Affatto”, mi risponde lui.

Prende la parola Antonio Risi: critica subito il mio dilungarmi e la mia aperta critica al sistema politico (che classe!). Si complimenta con l’autore (e ci mancherebbe altro) e poi comincia a disquisire attraverso tecnicismi, leggi della termodinamica e paradossi variamente assortiti (bella idea quella di un termovalorizzatore nel bosco!). La platea si stanca e lo interrompe varie volte al punto che Risi, quasi risentito, chiude bruscamente il suo intervento. E’ così difficile comprendere che per approfondire gli aspetti tecnici delle questioni esistono gli appositi testi?

clanok_fotoE’ il turno di Sabina Laddaga ma io sento il bisogno di uscire per fumare una sigaretta. Mentre esco fuori, vengo fermato da due persone che mi chiedono se davvero nel Litorale Dominio il terreno e le acque sono contaminate. Bhe, avrò parlato anche troppo, ma qualcosa sono riuscito a trasmettere.

Risalgo giusto in tempo per ascoltare Massimo Mendia e restare a dir poco esterrefatto. Secondo lui, che a suo dire è amico di qualche camorrista, “la Camorra è un fenomeno marginale nella questione dei rifiuti in Campania (…) la Camorra fa solo estorsione(…) ai camorristi non interessa il ciclo dei rifiuti(…)”. Vabbè, penso fra me e me furibondo, siamo alle solite. Anche a lui, chiaramente, la platea non regala applausi a scena aperta. Ma è tanto difficile comprendere che la gente è stufa delle provocazioni e delle “lezioni” d’ingegneria fisica? Vogliono sapere, cazzo! Vogliono capire, essere informati sul perché viviamo in questo inferno. A loro non interessa la differenza tecnica fra i metodi di smaltimento o la percentuale consentita per legge di emissione nell’atmosfera di materie tossiche. Vogliono conoscere i fatti, vogliono che gli vengano raccontati in maniera comprensibile e soprattutto, vogliono una speranza sul loro futuro e su quello dei loro figli.

E’ il turno dell’autore (era ora!) Nei venti minuti rimasti Alex, sconfessa Risi, bacchetta (con affetto) Sabina e deride Mendia. Tanto di cappello, amico mio: sei un grande e lo hai diostrato ancora una volta a tutti!

Se qualcuno oggi dovesse chiedermi com’è andata ieri alla “Fletrinelli”, proverei non poche difficoltà nel dover rispondere. Di certo, poteva andare meglio. Ma questo vale sempre e per tutto ciò che facciamo. Con Daniela L., che non poco si è “sbattuta” per organizzare questo incontro, e che ringrazio con affetto, abbiamo già condiviso l’esigenza di riproporre il libro di Alex in un nuovo appuntamento. Dovremo fare tesoro di quanto accaduto ieri e soprattutto, questa volta dovrà essere Alex il baricentro unico ed assoluto dell’incontro.

Durante la “Z-Pizza”, Alex mi ha detto che tutti i libri che aveva portato sono stati venduti. Ecco, forse è questo l’aspetto veramente positivo del pomeriggio alla “Feltrinelli”. Da oggi, ci sono enne persone che attraverso questo libro avranno la possibilità di sapere, di comprendere e di costruirsi, emancipandosi dai soliti schemi informativi, un opinione propria.

E questo, tenuto conto dell’aria che tira, non mi sembra affatto roba da poco.

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