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Lettera aperta a Rosa Russo Jervolino
Gent.ma Sindaca.Chi le scrive è uno sgrammaticato blogger poco avvezzo alla punteggiatura ed alla sintassi, ma molto attento, suo malgrado, alle vicissitudini della nostra città. A tal proposito, rivolgo a Lei il mio accorato appello da cittadino, nonché elettore, che mai l’ha premiata con il suo voto, affinché Lei compia un gesto di vero amore nei confronti di Napoli.
Premetto che pur avendo il sottoscritto spesso e volentieri espresso giudizi nei Suoi confronti assolutamente poco lusinghieri, mai ha dubitato sulla sua integrità morale ne sul Suo attaccamento alle istituzioni. Lei è stata, Signora Sindaca, capace ed ancora oggi rimpianta Ministro degli Interni, Presidente della Commissione Affari Costituzionali e finanche, fino ad oggi, l’unica donna ad una passo dalla nomina a Presidente della Repubblica. La sua “luminosa” carriera politica, rischia però di essere compromessa da questo inspiegabile arroccamento sullo scranno più alto di Palazzo S.Giacomo.
Lungi da me l’idea di giudicarla solo ed unicamente sulla base degli ultimi accadimenti giudiziari che hanno coinvolto la Giunta da Lei guidata, la mia analisi si basa altresì su elementi ben più evidenti ed oggettivi. Fatti troppo spesso trascurati dalla maggior parte degli osservatori anche loro, forse, troppo distanti da una realtà talmente evidente quanto inoppugnabile. La Sua, Signora Sindaca, checchè ne Lei ne dica, è una giunta che presenta un bilancio a di poco fallimentare: sotto tutti i punti di vista.
La questione rifiuti, dalla quale Lei si è sempre estraniata imputando ad altri responsabilità e competenze operative, il conclamato fallimento dei piani di recupero per Bagnoli, un Centro Storico il cui degrado è ormai cronico, le periferie della città abbandonate a se stesse, o meglio, ad una criminalità organizzata che pasce e cresce anche sull’inefficienza della Sua amministrazione, un traffico sempre più caotico, una macchina amministrativa che si contraddistingue per sciatteria e sprechi, un sistema di supporto alle fasce sociali più deboli fatto solo di roboanti annunci e mai di concreti e strutturati piani operativi e, quasi fosse una ciliegina su di un’altissima torta di sterco, un bilancio comunale ormai completamente fuori controllo con la prospettiva di raggiungere un deficit record di 100 milioni di euro, in attesa delle devastanti conseguenze dovute alll’intemerata scelta di affidarsi ai derivati finanziari per cercare di recuperare un briciolo di liquidità finalizzata a “tappare” le innumerevoli falle del bilancio comunale.
Ora la vedo arrancare dietro improbabili candidati agli assessorati resi vacanti dall’intervento della Magistratura, la osservo affermare con innaturale tracotanza che Lei no, non se ne andrà, anzi. Per decidere se dimettersi o meno, Lei è andata a Roma, da Veltroni, ed a S.Lucia da Basoslino, manco fossero stati loro ad eleggerla a Sindaco di Napoli. Provi, Signora Sindaca, ad affacciarsi da uno dei balconi di Palazzo S.Giacomo ed ascolti la voce che sale dalla città. Napoli tutta, o almeno la sua parte sana, chiede a gran voce che le faccia un passo indietro e che lo faccia non per gli aspetti giudiziari, già di per se pregiudizievoli, ma soprattutto per una mera questione di opportunità etica, per la Sua conclamata incapacità a governare una situazione ogni giorno diventa sempre più ingovernabile.
Il Suo farsi da parte, Signora Sindaca, sarebbe realmente un gesto di alto senso istituzionale, un irreprensibile atto d’amore per la nostra città: l’unico possibile, alla luce dei fatti. Se così fosse, Lei sarebbe ricordata per essere stata l’unico Sindaco che negli ultimi quindici anni, ha restituito un briciolo di dignità a Napoli ed ai napoletani tutti e per aver avviato, forse, la città ad effettivo “rinascimento”.












Oggi c’è stato l’incontro promosso da Decidiamo Insieme di cui parlavo giorni fa, l’incontro pensato da tempo aveva assunto un significato tutto nuovo con gli eventi giudiziari di questi giorni.
Leggere le cinquecento e passa pagine dell’
L’indagine che “non c’era”,
Quella del titolo è la domanda che fa da sfondo all’incontro — titolo completo E dopo? Possibili risposte alla crisi della nostra città. Politica e società davanti al futuro — che abbiamo organizzato per giovedì 18 dicembre. L’appuntamento è alle 17.30 nella sala della Seconda Municipalità, a piazza Dante (sul marciapiede di Mexico).
Il
Carlo Vulpio, giornalista e scrittore, ha seguito la vicenda De Magistris per il “Corriere della Sera”. Come egli stesso racconta sul suo
Alla consueta presentazione dell’annuale tomo firmato dal
Ma del resto che lo