30/04/2008
19:29

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Grillo e la libertĂ  d'informazione (a modo suo, s'intende)

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Non commento la notizia ma mi complimento per la coerenza di Grillo. Inoltre sarei tanto curioso di conoscere il parere di chi ha coloritamente commentato questo mio post.

Attacco al comico genovese

Redditi sul Web, Grillo: «È una follia»
Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera

Il comico: «Facilitati pizzo, rapimenti e odi familiari». E in molti sul blog chiedono di eliminare il post

grillo torinoMILANO - Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.823.010. Carta, anzi Web canta. I redditi degli italiani finiscono online e la curiosità patrimoniale dei cittadini non risparmia nessuno. Dal vicino di casa al politico, ai vip. Nel calderone anche il comico genovese, che vanta per il 2005 un reddito di tutto rispetto. E che dalle pagine multimediali del suo blog non lascia passare inosservato il polverone sollevato dalla scelta presa e difesa dal ministro uscente Visco.

«UNA FOLLIA» - «Follia, questa è follia» scrive Grillo, riferendosi a quanto deciso dalla agenzia delle entrate. «Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito» prosegue il comico genovese, secondo il quale «dopo l’indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l’indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso - scrive - meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento». Secondo Grillo infatti con la pubblicazione online dei redditi «i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell’agenzia delle entrate. I nullatenetenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato».

LA RIVOLTA DEI "GRILLINI"- Grillo fa la sua proposta: «Inviamo una mail al prossimo ministro dell’Economia Giulio Tremonti perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l’accesso a chiunque di dati sensibili privati» e annuncia: «Nei prossimi giorni cercherò di capire chi è l’ispiratore di questa schifezza. È giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali». Ma il post non riscuote tra gli affezionati sostenitori del comico il solito successo. E così tra quanti hanno commentato il post «La colonna infame» c'è per esempio chi si domanda come mai «prima Grillo dice che bisogna mettere tutto sulla rete e ora invoca il nemico Tremonti perche ciò non accada». O chi più semplice afferma «Questo post puzza» e si chiede «Cosa c'e dietro?». E poi ancora chi con disincanto domanda: «Voi che rimanete a bocca aperta davanti al reddito di Grillo ma non lo sapevate? Pensavate fosse senza un soldo?». Molti quelli che chiedono che il post venga tolto dalla pagina, pochi quelli che difendono il comico genovese («Beppe ha completamente ragione, le dichiarazioni debbono rimanere segrete, fatevi i cavoli vostri. Spero di essere stato esaustivo. Cordialità»). Diversi gli attacchi diretti al personaggio: «Grillo, ma sarai mica di destra?», oppure: «Penso che Beppe Grillo abbia bisogno di riposo». O ancora: «Ti brucia il cu... che si veda quanto guadagni, San Paladino dei Precari?». E c'è anche chi con ironia prova a spiegare il perché di un intervento giudicato dai più in controtendenza rispetto agli altri: «Da buon genovese - si legge in un commento - Grillo dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi».

corriere. it  - 30 aprile 2008

30/04/2008
14:14

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Gianni Alemanno: un sindaco pregiudicato

ALEMANNO04cfr: "Se li conosci li eviti - vademecum per le elezioni" di Marco Travaglio e Peter Gomez

Anagrafe: Nato a Bari il 3 marzo 1958.
Curriculum: Laurea in Ingegneria ambientale; giornalista pubblicista; prima nel Fronte della Gioventù, poi nel Msi, poi in An, corrente «destra sociale»; ex consigliere regionale nel Lazio, ministro delle Risorse Agricole nel governo Berlusconi-2bis; 4 legislature (1994, 1996, 2001, 2006).
Soprannome: Lupomanno.

Segni particolari: Genero di Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo, di cui ha sposato la figlia Isabella; i due si sono separati, poi sono tornati insieme.
In contrasto col suo partito, nel 2006 – ancora indagato per l’affare Parmalat – ha votato sì all’indulto. Un «caso di coscienza».

Fedina penale: Fascista della prima ora, negli anni Ottanta viene arrestato tre volte per le sue intemperanze come segretario nazionale del Fronte della Gioventù. La prima il 20 novembre 1981, a Roma, con l’accusa di aver partecipato con quattro camerati all’aggressione di uno studente di ventitré anni: un pestaggio con tanto di spranghe di ferro, costato al giovane il ricovero per dieci giorni in ospedale.
Il secondo arresto risale al 1982, per il lancio di una molotov contro l’ambasciata dell’Urss (8 mesi a Rebibbia).
29/04/2008
08:54

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Il pericolo Grillo

Spinto anche dall’appunto a me indirizzato da Fabio nei commenti alle mie osservazioni sul V2-day torno sulla “questione Grillo”. Lo faccio riportando un commento di Ste, che ringrazio, ad un post pubblicato sul blog “noantri”. Ste (Stefano suppongo) m’invita anche a leggere un articolo da lui riportato sul suo blog a firma di del giornalista Paolo Barnard, co-autore, tra le altre cose, di Report.

L’articolo di Barnard lo avevo già letto (leggo abitualmente il blog di Ste) ma il commento che qui vi riporto mi sembra ancor più chiaro, lucido, analitico nell’analisi di un fenomeno che probabilmente comincia a mostrare i propri limiti.

Dimenticavo: i passaggi sottolineati del posto sotto riportato sono opera del sottoscritto.


grillotorino02Io prima sono andato a vedere il blog di Grillo. Devo ammettere che era un po' che non lo facevo, andare a vedere il blog di Grillo.

E allora mi sono spaventato. Giuro. Spaventato. Post (ops, volevo dire: interventi dell'ufficio stampa) commentati da tre, a volte quattromila persone. Zuffe, urla, caciara al quadrato, centinaia di casalinghe di voghera alla ribalta e mai un intervento personale del titolare. Ho visto le decine di iniziative, le decine di migliaia di euro spese per acquistare pagine sui quotidiani nazionali; ho visto il milione di firme, le centinaia di video, le decine le decine e le decine di piazze e punti organizzati in giro per l'Italia, addirittura per l'Europa e per il mondo. Ho visto le firme raccolte, ho visto gli interventi dei VIPS, anche qui a decine, Travaglio, Jacopo Fo, scrittori, letterati, ho visto le decine e le decine di libri scritti dallo staff di Grillo, i dvd dei Vday, le cassette, i cd, i libercoli, chili e chili e chili di materiale. Ho visto tutto questo potere, tutta questa presunta VERITA' depositata in quest'unica persona.

E ho avuto paura.
Ho visto dietro tutto ciò, centinaia di migliaia di cervelli SPENTI, sacrificati in virtù di UNO SOLO che ne fa le veci. Ho visto migliaia di commenti adoranti, come nemmeno in un forum di Beatlesiani contro Rolling Stoniani; ho visto migliaia e migliaia di insulti e di vaffanculo spediti a denti stretti e vene gonfie a chi, semplicemente, diceva di non pensarla alla stessa maniera: ho visto tutto questo e mi sono reso conto che sono ormai centinaia di migliaia gli individui che hanno scelto - SCELTO - di non essere più nemmeno questo, individui, a favore di uno, di uno SOLO, che ha dalla sua il vantaggio e il privilegio d'appartenere alla CASTA dei VIP e che, in quanto tale, può arrivare dove altri, semmai tanto più intelligenti di lui, semplicemente non possono nemmeno sfiorare. (vale anche per Costantino Vitagliano, non serve andare troppo in alto: lui non sa fare niente, ma, volendo, può riempire 800 sale cinematografiche in virtù del fatto che ha SPENTO il cervello di migliaia di ragazzine che hanno scelto di annullarsi in favore suo)

Ho avuto paura.
Ho capito che non c'è speranza.
Ho capito che se pure dovesse nascere UNO solo con il triplo delle capacità di Grillo, ma senza potere, senza CASTA e senza milioni di euro in banca per appoggiarsi le spese legali e organizzative, ebbene quest'uno, ho capito, morirà, nessuno sentirà mai più parlare di lui. Nonostante le sue idee. Nonostante le sue verità.

Per ogni Grillo che nasce, altri cento "non-grillo" sono destinati a marcire. Mi sono spaventato: ho capito che quello che fa Grillo dovrebbe essere moralmente illegale. Ho capito, ancora una volta di più, che se avessi un figlio gli proiberei di visitare Grillo. Glielo PROIBIREI. Come certuni mettono i filtri sui siti porno, io glielo metterei sul sito di Grillo. Gli direi, figlio mio, pensa con la capoccia tua: non permettere MAI che qualcun altro lo faccia al posto tuo. Perché mai saprai quel qualcuno cos'è che pensa veramente di voler fare quando va a letto e nessuno lo guarda.

Mi fate paura.
Giuro.
Non vorrei mai avere a che fare con voi.
Ma mi circondate.
Svegliatevi, per carità.
[Ste]
28/04/2008
14:47

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Anche i maggiordomi hanno il loro fascino....

croccolo3Carlo Croccolo e Marilyn Monroe. Molti quotidiani di oggi riportano in bella evidenza questa inverosimile rivelazione dell’ottuagenario attore napoletano. Inverosimile perché pensare a colui che fu il servitore di Totò in tanti fortunati film come l’ennesima fuggevole passione della donna più desiderata dello scroso secolo, ha un che d’incredibile. Certo, parafrasando sempre il principe De Curtis, “signori si nasce”. Ergo sarebbe stata forse opportuna una maggiore discrezione. Ma pur di fare promozione, Croccolo riveste attualmente i panni del pescatore Totonno nella fiction televisiva “Capri”, tutto è consentito.

Nell’intervista, pubblicata dal settimanale “Sorrisi e Canzoni”, Carlo Croccolo così ci racconto l’epilogo di questa sua leason: “Dovevi accettare tutto di lei, anche il fatto che, magari ubriaca, conoscesse uno e sparisse con lui per giorni. Io l’ho accettato finché un giorno non ce l’ho fatta più e sono fuggito”. Ora, va bene tutto: si può anche accettare che Croccolo abbia avuto una relazione con Marilyn Monroe, ma che sia stato lui a lasciare lei mi pare ancor più improbabile della rilevazione stessa.

In ogni caso la storia, è di quelle che ridanno speranza a quelli come me. E’ la rivincita dell’uomo qualunque, un attore (ma io non lo sono) bravo ma non bello e per giunta poco famoso, che ha una relazione con la donna più sexy del mondo, abituale partner di politici, commediografi e campioni sportivi.

E c’è un altro particolare rilevato dal buon Croccolo che serve a ridare nuove speranze a me ed a quelli come me. Un dettaglio che rende Marylin avvicinabile a tante donne per cui la cosa è un insormontabile cruccio, Marilyn, la dea della bellezza, l’icona della sensualità, il simbolo del sex appeal, era sì “stupenda” (e vorrei pure vedere) ma, “teneva nu’ poco e’ cellulite”.
26/04/2008
18:57

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Io non ho firmato.

grillo_GIGANTENon ho firmato ieri al V2-Day e non l’ho fatto per due ordini di motivi bene precisi. In primo luogo Grillo.

L’iniziativa di ieri segna, ancora una volta, una precisa linea di demarcazione troppe volte spostata in avanti dal comico genovese. Egli infatti, deve necessariamente fare una scelta: o fa il comico, o fa il politico. Riempire le piazze non basta a rendere legittime le proprie opinioni, le proprie idee, i propri proclami girdati a voce alta. Così come non basta mostrare una piazza affollata per poter legittimare quell’equivoco di fondo che accompagna ormai da troppo tempo l’operato di Grillo. Raccogliere il malcontento è semplice. Capitalizzarlo per costruire una strada nuova, reale e percorribile è ben altra cosa.

“Ieri a Torino eravamo in 120.000”, ha scritto oggi sulle colonne del suo blog Grillo. Creder che tutti erano in piazza per le sue idee però, appare ai miei occhi alquanto pretestuoso. Magari a Piazza San Carlo ieri c’era anche tanta gente che vorrebbe ancora divertirsi nel vederlo recitare, accettando di buon grado la sua “sapienza politologia”, con la speranza di ridere gratis partecipando a uno spettacolo di comicità: era così a Napoli, a febbraio, in occasione de “Il giorno del rifiuto”.

Entrando nel merito degli obiettivi della manifestazione poi, dubito che l’abolizione dell'ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria e l’abrogazione della legge Gasparri possano rendere l’informazione di questo paese “libera”. Il vero cancro della nostrana editoria è ben altro.

Mi chiedo, spesso e volentieri, come possa il “Sole 24 Ore”, controllato dalla Confidustria, fornire un’informazione finanziaria equilibrata, equidistante e scevra da qualsivoglia influenza. Posso io credere che “Repubblica”, controllato dall’industriale De Benedetti, non assuma mai delle posizioni allineate ai desideri ed alle esigenze imprenditoriali della proprietà?

E’ in quest’abnorme anomalia che trova la sua genesi il condizionamento dell’informazione. Un conflitto d’interessi vero, reale, mille volte più dannoso e subdolo di quello berlusconiano. Siamo Il Paese dove l’establishment economico industriale controlla le principali testate della carta stampata, dove non esiste un imprenditoria informativa pura. Ma noi preferiamo
(me compreso) accanirci  contro i Riotta, i Mentana e l’organizzazione che li raccoglie e che normativizza la loro previdenza. Che senso ha se i presupposti sono ben'altri?

Non solo. Che senso ha chiedere la cancellazione della Gasparri se non si esige il rispetto della legge che rende di fatto ineleggibile il Caimano in quanto assegnatario di pubblica concessione?

Per quanto riguarda poi i contributi pubblici all’editoria, siamo certi che gli stessi debbano essere indistintamente cancellati? Non sarebbe forse opportuno distinguere i finanziamenti dati agli organi dei partiti, alle testate con i bilanci in attivo, da quelli erogati a quelle tante piccole realtà editoriali, realmente indipendenti, che grazie a questi contributi sopravvivono garantendo flebili voci di dissenso e d’indipendenza?
23/04/2008
09:12

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Grillo, grillini e referendum a rischio.

Technorati Profile Archiviato da fraba in: politica, blog, giornalismo
beppe-grillo_002_lapNel nostro Paese l’informazione è tutt’altro che libera ed indipendente. I media televisivi sono nelle mani o del Caimano (in quanto proprietario) od in ogni caso sottoposti al controllo del sistema politico. Tutti i grandi quotidiani rispondono alle logiche di proprietà che, fatto alquanto insolito nei paesi liberi, non hanno nell’informazione il loro core-business. Grillo e i suoi Meetup hanno organizzato per il 25 aprile una raccolta di firme, "Libera informazione in un libero stato", per promuovere una campagna referendaria articolata su tre precisi punti:
  1. abolizione dell'ordine dei giornalisti;
  2. cancellazione dei contributi pubblici all'editoria;
  3. eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset.
L’iniziativa è di quelle su cui è molto difficile dissentire (a proposito, ma quelle firme portate al Senato in risciò che fine hanno fatto?) tuttavia una mia amica, che legge ‘Vanity Fair’, mi ha segnalato la possibilità che tale sforzo organizzativo possa in realtà risultare inutile nella sua sostanza.

L'art. 31 della legge 352 del 1970 che regola i referendum recita: "non può essere depositata richiesta di referendum [...] nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle camere [...]". La richiesta di referendum si configura nel deposito delle firme raccolte (art. 9) che secondo l'art. 28 della medesima legge, "deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi". Quindi, se il timbro apposto sui fogli di raccolta delle firme è il 24 aprile, gli stessi dovrebbero essere consegnati al massimo per il 24 luglio. I comizi elettorali sono stati però convocati per il giorno 13-14 aprile con decreto del Presidente della Repubblica del 6 febbraio, quindi i fogli non possono essere consegnati prima del 14 ottobre.

Sul meetup di Napoli ho trovato questo post che non chiarisce affatto la questione, anzi. Nella sostanza, le possibilità che queste firme vengano invalidate è tutt’altro che remota.
Tutto inutile allora? E se così è, come mai nessun organo d’informazione, aldilà di “Vanity Fair”, ne parla?

Cito la mia amica che legge “Vanity Fair”: “Diciamola tutta: stavolta Grillo ha toppato. Mi domando e dico: visto che questo V-day è stato tanto sbandierato, non era forse era il caso di dare un'occhiata alle leggi vigenti valutando la possibilità di rimandare il tutto? Non voglio certo credere che anche Grillo si è messo a fare “disinformazione di massa”.

Ed io aggiungo: chi vuole cambiare le leggi, non dovrebbe innanzi tutto conoscerle?
22/04/2008
13:06

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Dopo il BUS, il Loft

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20080418_pulmann-PD_artefattiDa “la Repubblica” - Addio al loft. Forse rimarrà ancora un po´ nelle cronache come sinonimo di Partito democratico, ma il segretario Walter Veltroni, il suo vice Dario Franceschini, sono già pronti per il trasloco. Entro due settimane si trasferiranno armi e bagagli in via Sant´Andrea delle Fratte 16, a Roma. È la vecchia sede della Margherita, per brevità definita il Nazareno perché confina con il largo omonimo. La sede del partito di Rutelli è sempre piaciuta a tutti, più del loft, più del Botteghino. Anche ai diessini che ne invidiavano la centralità, a pochi passi da Montecitorio.

Il luogo-simbolo del Partito democratico, accanto alla chiesa di Sant´Anastasia, l´unica della Capitale aperta 24 ore su 24, dove un giorno alla settimana si praticano esorcismi (ne hanno fatto uno anche per scongiurare la vittoria di Berlusconi, raccontano...), ha avuto vita breve. Era stato inaugurato il 9 novembre dello scorso anno, l´open space dove i riformismi si mescolano. Quel giorno Veltroni aveva schizzato i fotografi con un magnum di spumante e loro non l´avevano presa bene. Assomigliava a quei comitati elettorali americani che si vedono nei film, tutti insieme nello stesso spazio.

E i funzionari capivano subito quando Veltroni andava in tv durante la campagna elettorale perché il segretario a tarda sera attraversava il loft con rasoio e schiuma da barba. Fino alla fine del contratto di affitto (un anno, 250 mila euro) a Piazza Sant´Anastasia rimarrà il settore comunicazione, quello diretto da Ermete Realacci, i forum tematici, il sito Internet.
22/04/2008
12:47

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L'altra casta - di Stefano Livadiotti

l-altra-casta_cover_tnTutti i più recenti sondaggi parlano chiaro: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali. L’immagine del sindacato come di un soggetto responsabile si è quindi dissolta, lasciando il posto ad una “casta iperburocratizzata e auroreferienziale” che ha perso il contatto non solo con la propria base di riferimento, ma anche e soprattutto con il Paese reale.

L’ “Altra Casta” è il titolo di un volume-inchiesta sul sindacato scritto da Stefano Livadiotti, giornalista dell’Espresso. Uscito ai primi di aprile, in poche settimane ha venduto già più di ottantamila copie. Il libro analizza “privilegi, carriere, misfatti e fatturati da multinazionale” delle organizzazioni sindacali del nostro Paese. I sindacati, questa l’analisi di Livadiotti, “sono oggi nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche i loro meriti storici”.

Di seguito riporto un estratto del libro riguardante Alitalia. Aldilà dei “meriti” del caimano, forse i francesi hanno capito da subito che in certi miasmi è meglio non metterci le mani.