29/03/2008
13:16

commenti (3)

L'ultimo inganno.

mozzarellaCorea. Giappone e Francia bloccano (od accennano a farlo) le importazioni di mozzarella dall’Italia. In un paio di giorni si bruciano 30 milioni di euro di fatturato (in scioltezze & in amicizia). La macchina governativa va in fibrillazione: Ministeri degli Esteri , della Salute, delle Politiche Agricole, Commercio Estero insieme a Regione Campania e tutte le ASL competenti, si ergono a difesa del prodotto. “E’ tutto sotto controllo, ogni allarme è immotivato.Certo, ci sono sequestri cautelativi per più di 60 allevamenti, ma come sempre accade quando è in ballo il buon nome del “made in Italy”, tutto è assolutamente relativo. Con la mozzarella bloccata alle frontiere e con un bel po’ di soldi che vanno in fumo, tutti si agitano, indagano, sequestrano, dichiarano, smentiscono e chi più ne ha più ne metta. La reazione è immediata e decisa. L’obbiettivo è uno solo: tentare di mettere una pezza (business is business). Poco conta che la realtà è assai diversa.

Nei terreni adiacenti ai comuni di Acerra e di Cercola sono stati misurati nel terreno picchi di 50 e più picogrammi di diossina. A Severo, nel 1976, ce n’erano 49,6. Intervenne l’Esercito con reparti specializzati per la bonifica e l’area fu immediatamente evacuata. Sempre nel comune di Acerra, località Calabricito, la Sogin ha recintato un terreno dove la presenza di diossina è 10 mila volte superiore ai limiti imposti dalla legge. Tutto intorno ci sono coltivazioni e pascoli. In queste campagne i rifiuti tossici che non riuscivano ad essere interrati, venivano usati come fertilizzante per il terreno e non c’era solo la mano della camorra. L’indagine denominata “Ultimo atto”, approdata in giudizio, vede tra gli imputati alcuni sottoufficiali dei carabinieri, ritenuti collusi con i dirigenti della ditta Pellini che si occupava di trasportare dal Nord polveri di macinazione dell'alluminio, polveri di abbattimento dei fumi, liquame di risulta dei composti chimici. pecora-acerraTutta roba che grazie ai documenti falsificati arrivava classificata come “residui riutilizzabil” nei centri di stoccaggio del centro-Italia, e poi veniva buttata nelle discariche abusive e, soprattutto,nei campi coltivati.

Racconta Maria Cristina Ribera, sostituto Procuratore antimafia: “In questi impianti di compostaggio solo falsamente era effettuata la lavorazione. Sempre falsamente questi rifiuti erano spacciati come “compost” ovvero fertilizzante e quindi venivano smaltiti sui terreni”. Di accertato e conclamato c’è il fatto che nel corso degli ultimi 15-20 anni qualcuno ha sversato sulle campagne di tutta la provincia a nord di Napoli (Acerra, Giuliano, Qualiano, Bacoli, Villaricca, Caivano) milioni di tonnellate di rifiuti tossici di origine industriale. I protagonisti di questo immondo scempio non sono solo camorristi. Parte dell’imprenditoria locale aveva deciso di buttarsi in un nuovo ramo d'affari.

Donato Ceglie, Magistrato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere: “Si è messa in moto un’economia illecita, criminale ma abbastanza alla luce del sole e quindi laddove c’era una cava abusiva, laddove c’era un fosso, è stato riempito ed è stato riempito di rifiuti. Ed è facile leggere il motivo economico. Affidarsi agli eco-criminali, affidarsi agli eco-mafiosi, consente un abbattimento dei costi, a fronte di un corretto smaltimento dei rifiuti, pari fino a circa il 90%”.

Sull’emergenza “sacchetto” sono state spese lenzuolate di parole sui quotidiani e sui periodici, ore di trasmissione con annessa “eco-balla” ospitata fra i bianchi divani di “Porta a Porta”. Su quest’altra mergenza, o meglio, su questa conclamata tragedia che ogni giorno in silenzio miete inesorabile le sue vittime innocenti, solo oggi si comincia a sussurrare qualcosa. Sottovoce, però, sia chiaro.

Peccato che Sposini non sia più al TG5: vederlo addentare una mozzarella, così come fu col pollo durante l’emergenza aviaria, sarebbe stato l'ennesima immagine cult di un giornalismo degno della nostra migliore tradizione d'avanspettacolo.

Ma tant’è: fa più notizia una mozzarella bloccata alla frontiera, che centinaia d’innocenti condannati a morire di cancro.

PS: Fabio è stato a Marigliano. Quì trovate la sua video-testimonianza.
28/03/2008
09:22

commenti (2)

Il male oscuro. (di Salvo Toscano)

esterne080829080803083501_bigTra poco più di due settimane torneremo a votare. Ho deciso da un pezzo come voterò e non credo che cambierò idea. Andrò alle urne, sapendo che tanti altri stavolta non ci andranno, metterò la mia crocetta e tornerò alle mie cose, un po' più sereno dell'altra volta, quando ho votato una coalizione assurda, ma senza troppe illusioni. E sia chiaro, non mi riferisco all'illusione di veder vincere la parte per cui voterò. Ma all'illusione che quella parte, o un'altra al suo posto, possa davvero "cambiare" l'Italia.

Se l'Italia è oggi il rottame che è, paragonato ad altri paesi europei, lo si deve certo anche alla politica, alla Casta dipinta da Stella e Rizzo. Ma tutto finisce qui? E' la politica l'unica responsabile? Ed ergo, specularmente, è la politica l'attore che ha il potere di mutare lo sfascio in qualcosa di virtuoso? Io non lo credo.

Io credo che il nostro Paese stia peggio degli altri non (solo) perchè ha politici peggio degli altri. Io ritengo che la questione sia esattamente alla rovescia da un punto di vista eziologico. Io ritengo che il nostro Paese abbia una classe politica oscena perchè il nostro è un Paese per molti versi osceno. Io ritengo che la nostra politica sia lo specchio del nostro Paese.

Se la nostra burocrazia è mastodontica, improduttiva, lenta e inefficiente, è colpa della politica? Sì, forse in parte anche. La politica potrebbe mettere mani agli sprechi, premiare il merito e quant'altro. Ma se la nostra burocrazia fa schifo la questione è in primis imputabile ai burocrati. Con la complicità della politica.

Se il nostro tessuto produttivo è - escluse delle virtuose eccezioni, Dio benedica quegli imprenditori - in una consistente parte arretrato, assistito, poco propenso al rischio, all'innovazione, alla ricerca, è colpa della politica? Sì, in parte anche. La politica potrebbe mettere in atto misure più incisive per premiare chi investe in ricerca e sviluppo. Ma se gran parte delle nostre imprese se ne fotte, pensa a far utili rosicchiando quel che può dalle buste paga dei lavoratori assunti "a progetto" per far fotocopie o facendo "nero", la colpa è in primis delle nostre imprese. Con la complicità della politica.

Se tutte le più assurde corporazioni che frenano questo Paese difendendo strenuamente le proprie rendite e rese di posizione ai danni della collettività, dai colossi banche e assicurazioni scendendo scendendo fino ai padroncini dei Tir, è colpa della politica? Sì, è anche colpa della politica che per difendere sacche di voti non colpisce come dovrebbe. Ma in primis la colpa è delle corporazioni, delle caste grandi e piccole. Con la complicità della politica.

Quanta fatica costa dividere le bottiglie di plastica dagli altri rifiuti e buttarle in un contenitore a parte? Eppure, nella raccolta differenziata, siamo ancora alla preistoria. Colpa della politica? O colpa degli italiani? E poi ci stracciamo le vesti di fronte allo scempio di Napoli.

Mi sono convinto, insomma, che la levatura da statista del miliardario sciupafemmine o di mastellone da ceppaloni o del comunista col cachemire, incidono fino a un certo punto sul risultato finale.

Pesa di più di mille cazzate su precarie e milionari da sposare, per capire lo sfacelo dell'Italia, il dato che ci vede gli ultimi (o penultimi, non ricordo) acquirenti di libri e giornali in Europa. Pesa l'ignoranza e la grettezza nella quale questo Paese sguazza. Pesa la volgarità, il voyeurismo, la povertà della spazzatura che la televisione ci propina e che milioni di telelobotomizzati continuano a suggere avidi, tra tronisti, veline, movioloni e realitisciò. Fermatevi un pomeriggio qualunque a fare zapping in tv: vi arrenderete nel giro di pochi minuti di fronte all'evidenza.

Se l'Italia è così malconcia, i primi responsabili sono gli italiani. E' antipatico dirlo. E' impopolare. Ma io lo trovo drammaticamente incontestabile. Non ripongo quindi eccessive aspettative in quello che sarà dopo il 13 e il 14 aprile. In quei due giorni, mi viene da pensare, il responsabile del disastro si sceglierà il complice. Speriamo che quest'ultimo sia quello meno disposto a collaborare allo sfascio.
27/03/2008
13:20

commenti (3)

Verdi (di vegogna).

Technorati Profile Archiviato da fraba in: politica, ambiente, napoli, rifiuti
verdi ritoccatoQuanto costa il silenzio, l’accondiscendenza e la remissività? Tutti hanno un prezzo o gli ideali, le convinzioni e le “giuste cause” sono esenti da qualsivoglia mercimonio?

A maggio dello scorso anno scrissi dell’atteggiamento tenuto dal WWF nei confronti dell’apertura di una discarica ai margini dell’oasi protetta di Persano. Oggi scopro che il ministero dell’Ambiente, regno incontrastato di quel “gran pezzo d’ambientalista” che risponde al nome di Alfonso Pecoraio Scanio, ha elargito nel solo 2006 1 milione di euro di finanziamenti per quattro diversi progetti presentati dal WWF di Fulco Pratesi. Legambiente altresì, ha ricevuto “appena” 840 mila euro. Nel complesso le associazioni ambientaliste, non solo Wwf e Legambiente, hanno incassato 3,7 milioni di euro durante la reggenza ministeriale dei “verdi”.


Sempre a proposito di “verdi”, chi ricorda la famigerata ordinanza che vietava il fumo nei parchi pubblici firmata dall’assessore al comune di Napoli Rino Nasti?

Ad oggi le multe elevate per infrazioni legate a tale ordinanza sono pari a ZERO. Alla luce di tale risultato, sarebbe lecito supporre qualche carenza nel sistema dei controlli invece per Nasti, fedelissimo di Alfonso Pecoraro Scanio, il divieto è stato talmente rispettato che non c’è stato bisogno di multare nessuno. Peccato che i fatti lo smentiscano: nei parchi napoletani si fuma tuttora liberamente, anche in presenza di donne incinte, anziani e bambini.
26/03/2008
16:13

commenti (2)

Donne sull'orlo della destra (di un burrone...)

santachè" Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali." Daniela Santanchè, candidata premier de "la Destra".

"La Santanchè, per decenza, è l'unica a non dover aprire bocca sull'argomento poiché rappresenta la perfetta incarnazione della donna "politicamente" orizzontale." Alessandra Mussolini, la leader di 'Azione Sociale'.

"Credo che suo nonno, Benito, si rivolti nella tomba a vederla fare la valletta di chi ha definito 'il fascismo il male assoluto'". Daniela Santanchè, candidata premier de "la Destra".

"Proprio stanotte ho sognato mio nonno Benito e mi ha detto cosa pensa della Santanchè." Alessandra Mussolini, la leader di 'Azione Sociale'.
26/03/2008
09:57

commenti (1)

Giocatevi l'accredito - di Vittorio Zambardino

bandeau_gbSono stato per quasi quindici anni della mia vita un giornalista sportivo. Nei dieci passati dentro Repubblica, questa è stata la parte più divertente della mia storia professionale - la più interessante no, ma la più divertente di certo: si viaggia, si vedono cose, ti trattano come il gran signore che quasi mai sei, di certo non lo ero io. Ho "coperto" due olimpiadi, due mondiali di calcio, quattro europei under 21, tutti i mondiali ed europei di atletica leggera fra le '87 e il 1996 (l'atletica era il "mio" sport), anno in cui ho cominciato ad occuparmi di altro.

Questa premessa per dire due cose: che so di cosa parlo e che mi rivolgo direttamente a quelli che lavoravano con me, gomito a gomito, nelle tribune stampa.

Cari colleghi, è ora di fare un gesto di dignità umana e professionale. Parlo del Tibet, della Cina e delle Olimpiadi. Vi propongo di farlo giocandovi, letteralmente, l'accredito: cioè la possibilità di andare a Pechino e seguire le Olimpiadi. Non è detto che lo perdiate. Seguitemi un attimo.

Pronunciatevi pubblicamente - potreste farlo aprendo un blog a questo scopo - non "contro "la Cina" o "per il Tibet", e nemmeno per il boicottaggio dei Giochi, nessuno vi chiede tanto.

Chiedete e ponete una condizione, una sola: ai giornalisti, a voi stessi e ai nostri confratelli che si occupano di politica internazionale, sia consentito da subito, da questi giorni di marzo, di fare il loro mestiere raccontando in parole, immagini e video ciò che sta accadendo nelle aree di crisi, oppure voi restituirete l'accredito e vi rifiuterete di partecipare agli ennesimi giochi della vergogna e del sangue (ricordate no? o dobbiamo fare l'elenco?).

Fate del vostro accredito, e del vostro piccolo piacere di 15 giorni, un'azione ghandiana in cui si rinuncia alla propria missione professionale se non è dato di poterla svolgere in perfetta libertà. Questo il programma che vi propongo.

I media italiani manderanno centinaia di accreditati. Potete far molto, pesare significativamente, adesso, sul regime di Pechino. Se vi metteste in contatto (fatelo sto

blog, in più lingue) con i colleghi europei, sareste migliaia. Si potrebbe coinvolgere il silente ordine dei giornalisti e quelle associazioni/baraccone che raccolgono i cronisti sportivi in tutto il mondo. Si potrebbero fare tante cose... Ma fatele, non è detto che ve lo ritirino, l'amato accredito per cui tanto avete lottato e sospirato.

Sento l'obiezione numero 1
: chi racconterà i giochi alla nostra gente?
Non fate l'errore di sentirvi necessari. I grandi network tv hanno investito troppo per non andarci. Parlerete e scriverete su quelle immagini. E rinuncerete sì a tante belle firme illustri e a tanta buona letteratura - "cantare lo sport, non politicizzarlo", dice da sempre il mantra dell'ambiente - ma avrete fatto qualcosa di vero e concreto per la vostra libertà prima che per quella degli altri.

Sento l'obiezione numero 2.Si fa di più per i cinesi e i tibetani andando là e facendo il nostro lavoro.
E' una menzogna e lo sapete, è proprio il vostro lavoro che non vi faranno fare. "Volontari" solertissimi vi controlleranno anche al cesso. I vostri articoli saranno intercettati e letti parola per parola. Ciò che vedrete sarà solo ciò che vorranno farvi vedere. E' così che andrà, siete certi di ignorarlo?

Sento l'obiezione numero 3. A questa azione non aderiranno tutti, e quelli che avranno protestato si ritroveranno danneggiati professionalemente.
Non lo credo: il vostro gesto, se seguito da una massa critica sufficiente di giornalisti, potrebbe convincere anche le aziende editoriali e televisive della sua decenza politica ed a cancellare motu proprio la partecipazione dei propri inviati, fotografi, cameramen, tecnici a Pechino. E comunque quel gesto vi renderà più forti.

Ci si ritrova raramente ad avere nelle mani un potere reale: voi in questi mesi lo avete. Sta in quel pezzo di plastica con la vostra foto che vi penderà dal collo e dal quale la Cina si aspetta una consacrazione definitiva a ciò che non è: un paese libero e democratico. E' una consacrazione che le vostre estasiate cronache "sull'efficienza e la perfetta organizzazione" produrranno. Il dispositivo, da Leni Riefenstahl in poi, è oliato. Funziona sempre.

Usatelo quel pezzo di plastica, usatelo per chi oggi è oppresso, privato di libertà primarie che voi trovereste inimmaginabile perdere anche solo per un quarto d'ora.

Non fatelo chiedendo la luna: fatelo chiedendo di poter lavorare. E che possano farlo anche quelli che in questo momento non possono, e che possano farlo da adesso garantendo informazione e racconto dei fatti.

Aprite quel blog.

Vittorio Zambardino

19/03/2008
16:41

commenti (4)

Stakanovista...

esterne291428492902142910_big"Lavoro 20 ore al giorno. Mi sveglio alle 7.15 e vado a nanna alle 2.30. In media ho 15-20 appuntamenti quotidiani, di circa 20 minuti ognuno. Le telefonate, tra un appuntamento e l’altro, sono una cinquantina. Pranzo e cena sono invariabilmente riunioni di lavoro. Dopo la cena, lavoro alla scrivania per studiare, stilare dichiarazioni, correggere interviste, preparare gli interventi del giorno dopo".
Ma Berlusconi, quando scopa?

cfr: "La Stampa - 19/03/2008"
18/03/2008
11:34

commenti (6)

Proviamoci.... - di Daniela L.

Technorati Profile Archiviato da fraba in: segnalazioni, politica, blog, napoli

A votare, forse, e a organizzare un momento di riflessione pubblica sui nodi che rendono difficile (per noi ma probabilmente per molti altri) la semplice operazione di recarsi alle urne.
Di questo si è discusso sabato pomeriggio, e — confermo– non sembravamo tanto “incazzati”, quanto, semmai, alquanto depressi, come si vede abbastanza chiaramente dalle facce nella foto di Fraba (e le facce dell’altra mezza stanza non erano molto più allegre, fatta eccezione per le bimbe di Paola, che felicemente disegnavano, incuranti dell’uso intensivo di un linguaggio non proprio elegante).

la riunione di sabato (metà )

In breve, quasi tutti riterrebbero importante votare, ma quasi tutti …proprio non ce la fanno. Qualcuno, poi, riterrebbe naturale votare Pd, e in questo caso il non farcela è essenzialmente legato ai segnali troppo deboli di rottura con il bassolinismo che dal Pd vengono. Altri invece sono critici sul Pd più in generale, ma non riescono ad apprezzare le possibili alternative, utili o anche inutili. E ancora, almeno in linea teorica, c’è chi si pone qualche domanda sul senso di una eventuale astensione attiva, o sulla possibilità di votare Rosa bianca (che però c’è sempre De Mita) o Italia dei Valori (viste le posizioni sulla Campania, però lì fa problema il garantismo).
L’ipotesi “di scuola” — in teoria si potrebbe votare PdL — è stata rapidamente considerata, giusto per completezza della panoramica, e altrettanto rapidamente liquidata: almeno per i presenti è un’ipotesi troppo teorica e troppo lontana dalle storie e dai desideri.

Insomma, l’idea maturata verso le otto è: organizzare come blog un pomeriggio di discussione dedicato a indecisi e dubbiosi (data provvisoria: 3 aprile) cui invitare i rappresentanti (possibilmente significativi) di Pd, Idv, Arcobaleno, Socialisti, Centristi. Per porre problemi su pochi punti, chiedendo agli interlocutori di sforzarsi di dire qualcosa che ci convinca.
Il rischio — del tutto evidente — è del tipo “acquaiuò, l’acqua è fresca”, ovvero (se hanno appena un po’ di mestiere) tutti ci diranno cose meravigliose, come si usa in campagna elettorale.
Si dovrà quindi lavorare bene e molto sui temi e anche sulla formula, e utilizzare davvero — prima e dopo — lo spazio dei blog. I nostri, intanto, ma anche quelli di altri che volessero essere della partita.

Per il momento, sono stati contattati e hanno dato la loro disponibilità (grazie!), il ministro Nicolais e il senatore Sodano.
Mentre proviamo a contattare altri, e a trovare un luogo, potremmo quindi cominciare a discutere nel merito. Quali sono le questioni su cui vogliamo risposte? Come raccogliamo domande e opinioni? Che cosa secondo noi rende credibile una risposta?

17/03/2008
19:04

commenti (4)

Tutto è relativo: Milly D'Abbraccio trombata (da chi?)

milly dcfr: Adnkronos
"Ero partita in quarta, con tanto etusiasmo. Mi sono sentita ingannata". Reagisce cosi’, Milly ’Abbraccio, alla notizia che la sua candidatura a consigliere comunale a Roma, in una lista a sostegno di Franco Grillini, e’ saltata. "Ho chiamato Grillini e lui -racconta all’ADNKRONOS D’Abbraccio- mi ha detto che la lista non si faceva piu’. Ci sono rimasta male, mi veniva da piangere".

"Nessuno, nel Partito socialista -aggiunge D’Abbraccio- mi aveva avvertito. Io ho il certificato per l’accettazione della candidatura e pensavo che tutto potesse filar liscio. Mi dispiace anche per tutti quelli che si erano complimentati con me: non sono abituata a dire cose non vere. Ho la mia immagine da proteggere. A questo punto, mi viene da pensare che la vera pornografia e’ la politica".


La domanda sorge spontanea: chi ha "trombato" la D'Abbraccio?!