29/02/2008
19:06

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Veltroni, ed ora cosa fai?

veltroni_inciucioAppena qualche settimana fa, l'assessore regionale Conte, ai domiciliari con l'accusa di corruzione, venne immediatamente sospeso da tutti gli incarichi all'interno del PD. Alla luce degli sviluppi giudiziari riguardanti il vicerè, avrà Uòlter la forza d'imporre il suo innovativo "nuovo corso" fatto di moralità e d'intransigenza ? Io ne dubito e voi?

Secondo i magistrati ci sarebbero state irregolarità nelle politiche di smaltimento

Rifiuti a Napoli, Bassolino a giudizio

L'ex sindaco e altri 27 imputati andranno a processo il 14 maggio sulla vicenda del contratto Fibe

NAPOLI - L'ex sindaco di Napoli e attuale presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, è stato rinviato a giudizio per la vicenda dell'emergenza rifiuti di Napoli. Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari Marcello Piscopo che, dopo alcune ore di camera di consiglio, ha valutato e accolto le richieste di rinvio a giudizio avanzate dai pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello nei confronti del «governatore», dei vertici Impregilo e di altri 27 indagati tra funzionari delle aziende del gruppo e subcommissari e tecnici dell'emergenza. Secondo gli avvocati di Bassolino, Giuseppe Fusco e Massimo Krogh, si tratta di una «sentenza annunciata».

La questione riguarda presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti in Campania fino al dicembre 2005, quando fu rescisso il contratto con la Fibe, azienda Impregilo che se ne occupava dal 1998. Questa mattina, al termine dell'ascolto delle arringhe difensive, l'avvocato che rappresenta la Regione come parte offesa nel procedimento, Pino Vitiello, e il curatore speciale, Roberto Fiore, hanno presentato una istanza di 200 pagine per richiedere anche il congelamento dei beni personali dei 28 imputati, compresi conti correnti o pignoramenti del quinto dello stipendio, qualora fossero rinviati a giudizio. Il processo comincerà il 14 maggio davanti alla quinta sezione del Tribunale di Napoli.

fonte: corsera.it

28/02/2008
16:19

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MONNEZZA IN PRIMA CLASSE TRASPORTI D’ORO PER LA SARDEGNA…

cruiseL’operazione di trasporto dei rifiuti via nave dalla Campania alla Sardegna è costata cara. E non solo in termini di ordine pubblico, visti i tafferugli tra manifestanti e polizia che si sono verificati sull’isola. Per i tre viaggi effettuati tra il 9 e il 23 gennaio il commissariato guidato dall’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro ha dovuto tirare fuori circa 400 euro a tonnellata, in pratica il doppio del costo di un viaggio con treno verso la Germania (che per di più è anche comprensivo del trattamento dei rifiuti).

Solo l’affitto delle navi è costato 25 mila euro al giorno, mentre 500 euro sono stati sborsati per ogni camion utilizzato per trasportare i rifiuti alle discariche. L’operazione è stata coordinata da Giuseppe Iavazzo, manager vicino all’amministratore dell’azienda rifiuti (Asia) Ciro Turiello, considerato la longa manus del governatore Antonio Bassolino nel settore dell’immondizia.

fonte: dagospia.it
26/02/2008
09:16

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Rifiuti, la miniera d´oro dei Casalesi. Un pentito: così smaltivamo l´immondizia dal Nord

Riportp un articolo pubblicato oggi, a firma di Dario del Porto, su l'inserto napoletano de "La Repubblica". La foto invece, è di Alex. Faceva parte della presentazione che per problemi tecnici sabato non abbiamo potuto proiettare in Piazza Dante. v'invito ad osservarla con attenzione. Un immagine vale più di tante parole (se la si vuole vedere, è chiaro).

26012008190Altro che estorsioni, il traffico dei rifiuti «è una miniera d´oro», ha spiegato il pentito Domenico Bidognetti ai pm Raffaello Falcone e Maria Cristina Ribera. Le sue rivelazioni hanno permesso agli inquirenti di integrare il quadro indiziario raccolto nei confronti di Giorgio Marano, condannato in primo grado all´ergastolo nel processo "Spartacus", e di ipotizzare «la diretta cointeressenza del clan camorristico dei Casalesi nel traffico illecito organizzato dei rifiuti».  Nell´ambito dell´inchiesta coordinata dal pool anticamorra e condotta dai carabinieri del Noe e del comando provinciale di Caserta, il giudice Alessandro Buccino Grimaldi ha emesso nei confronti di Marano un´ordinanza di custodia in carcere. Sotto sequestro sono finite tre aziende, del valore stimato in 5 milioni di euro e tre terreni del casertano, due a Frignano e l´altro a Villa Literno, dove i fanghi provenienti dall´impianto di compostaggio di Trentola Ducenta della Rfg di Elio Roma, «invece di essere trattati appositamente e poi lecitamente smaltiti - accusa la Procura - venivano sversati e "tombati"» con il rischio di una loro introduzione nella catena alimentare umana.

Il gip ha rigettato per carenza di esigenze cautelari altre sei richieste di custodia, una nei confronti di Roma, già coinvolto in una precedente indagine del pm Ribera, denominata "Re Mida" riguardante episodi analoghi ma non aggravati dalla finalità camorristica. È in quell´inchiesta che emerse lo smaltimento in una cava della provincia di Caserta di 6mila tonnellate di rifiuti provenienti dal consorzio "Milano pulita". Parti offese delle condotte configurate nell´inchiesta, che abbracciano il periodo compreso tra il 1998 e il 2002, sono innanzitutto gli enti che hanno rilasciato le autorizzazioni ma anche quelli che, ricordano i pm, «dovranno sobbarcarsi i costi della bonifica delle aree inquinate». Al tempo stesso però, rimarca il giudice, lo smaltimento illecito dei rifiuti nella nostra regione «è dovuto anche alla complicità di chi è preposto al controllo» o anche al «comportamento compiacente oppure gravemente omissivo o semplicemente leggero di altri, anche nell´ambito delle istituzioni». Discorso analogo anche «per i chimici» incaricati dalle aziende di eseguire le analisi e talvolta «compiacenti alle esigenze del committente».

Il traffico illecito di rifiuti provenienti dall´impianto Rfg ha riguardato, stimano i magistrati, 8mila tonnellate di materiale (fanghi di depurazione di acque reflue, scarti vegetali, animali e altro) con un guadagno di circa 400mila euro. Rifiuti anche pericolosi, «lavorati solo fittiziamente», rimarca il coordinatore del pool anticamorra, Franco Roberti.
Ma il cuore dell´inchiesta riguarda soprattutto il ruolo del clan dei Casalesi nell´affare. Sottolinea il comandante del Noe, generale Umberto Pinotti: «Qui non siamo in presenza di una "mafia dei rifiuti" bensì di "rifiuti mafiosi"». Ecco dunque il racconto fornito il 10 ottobre scorso dal pentito Bidognetti (cugino del capoclan Francesco) ai magistrati napoletani. Inizialmente, tra la fine degli anni ´80 e l´inizio del decennio successivo, il clan dei Casalesi aveva imposto «il controllo totale del flusso dei rifiuti, non scappava niente. Tutti i rifiuti che venivano dal Nord con terminale la provincia di Caserta era controllato in maniera assoluta dal clan». Ma quello, spiega il collaboratore, «era un vero e proprio accordo economico» con i gestori delle discariche e poi, attraverso una società, al clan che utilizzava la somma «per il pagamento degli stipendi».

Le cose cambiano quando i Casalesi hanno l´idea «di non far arrivare i rifiuti nelle discariche previste ma di smaltirli direttamente in maniera abusiva». Strategia balenata per la prima volta nella mente dei boss «in occasione di una chiusura temporanea delle discariche o di un loro sovraffollamento». Il nuovo corso consentì alla malavita organizzata «non solo di ricevere le 5-7 lire al chilo per la gestione» effettuata da una società ritenuta controllata dai Casalesi ma anche «di lucrare direttamente del guadagno dello smaltimento, che era di circa 75-80 lire al chilo».
Il tutto, aggiunge il pentito, «con le carte a posto». Bidognetti ricorda che, dopo i primi sequestri di discariche, i Casalesi abbandonarono l´affare rifiuti «almeno fino al 1996». Le indagini della Procura hanno però portato ora a ipotizzare un coinvolgimento nel traffico illecito di Giorgio Marano, che secondo gli inquirenti negli ultimi anni avrebbe scalato la gerarchia dell´organizzazione approfittando dell´uscita di scena di vecchi boss. «Tutte le sue attività illecite - argomenta Bidognetti - sono riferibili al clan perché è impossibile che un´attività illecita sia gestita da un responsabile del clan al di fuori dello stesso».
25/02/2008
09:45

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Cosa rimane de “Il giorno del rifiuto”?

p.zza danteIn primis le emozioni. Forti, senza dubbio, com’è stata forte la soddisfazione nell’essere riuscito ad aiutare Alex a trasmettere un messaggio. L’obiettivo era chiaro e semplice: far passare un concetto fondamentale. L’emergenza rifiuti non è solo l’emergenza “munnezza”. Il sacchetto, inteso come RSU, vale il 22% del totale rifiuti sversati in Campania. Tutto il resto è veleno ancor più deleterio per noi e per chi ci vive affianco. Partendo da questo dato oggettivo, inoppugnabile, certificato, ogni conseguente azione dovrebbe avere una sua naturale logica. Giusto quindi discutere sui termovalorizzatori, sulla differenziata e su quant’altro, fermo restando che non bisogna assolutamente trascurare cosa fino ad oggi è accaduto. L’inceneritore di Acerra comincerà ad inquinare (forse) il prossimo anno. Quella terra è già stata violentemente inquinata da 20 anni di sversamenti illeciti. Partire da questa assodata verità, dovrebbe rappresentare un impegno per tutti quelli che hanno a cuore le sorti di questa terra.

Sabato in piazza c’era tanta gente. Chi dice 5.000, chi 15.000, chi, forse in ottimistica maniera, parla addirittura di 50.000 persone. Organizzare 12 ore di show è stato un impegno non da poco per il “Meetup” e bisogna congratularsi con loro, anche perché il tutto è stato messo in piedi in poche settimane, senza l'avere nessuno “alle spalle”, e con pochissimi fondi (7.000 euro, a detta dei responsabili). Fossi Grillo, il prossimo v-day di aprile lo farei organizzare a loro. A Bologna, nel v-day di settembre, furono spesi circa 130.000 euro. Evidentemente noi napoletani abbiamo il dono della oculatezza.

Tornando alla manifestazione c’è da dire che purtroppo Grillo ha pesantemente catalizzato l’attenzione. In conferenza stampa il focus della manifestazione si è forse un po’ smarrito fra le invettive del comico genovese e l’inevitabile scivolare su quella che è l’attuale situazione politica in vista delle prossime elezioni. Tuttavia, gli interventi di Alex, quello del prof. Marfella, della dottoressa Gentilini e di Padre Zanottelli, mi sono sembrati fra i più efficaci ed incisivi. Tutti e quattro andrebbero portati in giro per le scuole per parlare con le future generazioni in una tournè di almeno sei mesi.

Grillo, soprattutto in conferenza stampa, ha fatto la sua parte. Ma di fronte a domande precise circa il futuro dei Meetup (grande Sandro Ruotolo!) ha dichiarato esplicitamente che per "concretizzare il suo progetto delle “liste civiche” ci vorranno dai tre ai cinque anni". E fino ad allora cosa facciamo? Si continua a delegare la gestione della cosa pubblica a questa fallimentare pletora di pseudo-amministratori

grillo napoli“Il Giorno del Rifiuto” traccia quindi a mio parere, una linea di confine ben precisa. Le analisi sullo stato delle cose, la sensibilizzazione della pubblica opinione, le proteste di piazza rischiano di perdersi se non supportate da una concreta azione programmatica. Tanto per intenderci, tutti oggi cominciano a capire cosa significhi "differenziare" e come farlo. Ma se questo processo d’innovazione civile non viene supportato da precise e concrete azioni politiche-istituzionali, si rischia di vanificare tutto lo sforzo fatto e di sabato 23 febbraio resterà solo il ricordo della performance del comico genovese.

C’è bisogno quindi di uomini e donne in grado di assumersi la responsabilità di portare avanti una battaglia politica, un’azione di confronto che porti gli stessi ad assumersi responsabilità non solo di protesta, ma anche di proposta e, soprattutto, di gestione. C’è bisogno di competenze precise nei vari ambiti d’intervento, e quelle non crescono certo sugli alberi: bisogna cercarle, trovarle, e condividerne le proposte ed i possibili impieghi. Alla battaglia contro gli inceneritori, giusta o sbagliata che sia, bisognerebbe cominciare a pretendere una seria e concreta azione di bonifica di tutti quei territori fino ad oggi devastati dalla criminale azione di sversamento o altrimenti, il “triangolo della morte” tale resterà fino alla fine dei tempi. Esiste qualcuno in grado di portare concretamente avanti un tale progetto? Io penso proprio di no. E lo dico alla luce dei fatti.

La guerra al traffico illecito di rifiuti tossici passa attraverso un’azione delle forze dell’ordine, ma anche tramite una nuova legge che inasprisca in maniera decisa le pene, soprattutto per le industrie. Esiste oggi una classe politica in grado di essere a tal punto indipendente dai grandi centri di potere economico per mettere in piedi un siffatto architrave legislativo. Io credo di no. Ed è per questo che questo Paese, questa regione e questa città hanno bisogno di volti nuovi, puliti, competenti ed indipendenti.


Un ultima domanda ai miei amici “grillini”: mi sapete spiegare cosa ci faceva sabato a Piazza Dante Sergio Cusani?
22/02/2008
14:43

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Il giorno del rifiuto - Consapevole complice.

ilgiornodelrifiutoConfesso. Ho omesso impunemente in tutti questi giorni di parlarne, ma tenuto conto che il mio compagno di merende lo ha fatto sul suo blog, non posso più nascondermi. Domani sera accompagnerò Alex sul palco de “Il giorno del rifiuto”, manifestazione organizzata dal Meetup "Amici di Beppe Grillo" di Napoli. Presenteremo il suo libro, "Le vie infinite dei rifiuti" giunto alla sua seconda edizione, ed il sottoscritto proverà ad intervistare Alex sui fatti (la fuffa, la lasciamo agli esperti de "l'ultimo minuto").

L’appuntamento è a Piazza Dante dalle ore 12 alle ore 24. L’intervento di Alessandro è previsto per le ore 19,00 (salvo ritardi). Per chi Napoletano non è, o per chi napoletano lo è ma poco tollera le piazze affollate, sarà possibile seguire l’evento (Alex, non il sottoscritto) su Eco Tv (web on-line o sul canale 906 Sky). La diretta su Sky avrà inizio alle 17,00. Sarà possibile seguire la manifestazione anche su Antenne Attive (streaming via web in diretta su nella sezione web-tv) o a mezzo radio su EcoRadio.

L’iniziativa è organizzata per dar voce alla protesta dei cittadini contro la situazione di estremo degrado in cui versano Napoli e tanti comuni campani a causa di una politica fallimentare in tema di gestione dei rifiuti. Tuttavia, ed è questo a mio parere l’aspetto più importante, sarà un momento d’informazione a favore di tutti quelli che saranno in piazza o che si collegheranno da casa.Del resto insieme ad Alessandro, saliranno sul palco esperti della materia quali MaurizioPallante, Giovambattista De' Medici, Alex Zanotelli, Giuseppe Com’ella, Franco Ortolani, Federico Valerio, Patrizia Gentilizi, Antonio Martella, Alberto Lucarelli.

Ma sarà anche un momento di festa e di spettacolo. Oltre a Edoardo Bennato, Franca Rame, Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Beppe Lanzetta e tanti altri artisti, alle 21 salirà sul palco Beppe Grillo.

Insomma, che dire, speriamo vada tutto bene ma soprattutto, speriamo che da domani sera ci siano tanti che come me, sono riusciti ad uscire da quella che Alex chiama “la trappola mentale”.
21/02/2008
17:05

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LA STORIA INSEGNA AGLI UOMINI (O ALMENO DOVREBBE!)

Riporto un articolo pubblicato dalla rivista DIARIO che racconta l’epidemia di colera verificatasi trent’anni fa a Napoli. Ho sottolineato alcuni passaggi che a mio giudizio rappresentano la concretizzazione del titolo di questo post. Qualcuno enuncerà i “corsi e i ricorsi” di crociata memoria. Personalmente invece, sono portato a pensare che questa città rimane da sempre prima di tutto, vittima di se stessa.

diario1973, il colera umilia Napoli
di Eugenio Lucrezi

Nell’agosto del 1973 a Napoli fa un caldo eccezionale. Nella melma ipossica del lago Fusaro le cozze degli allevamenti muoiono soffocate: quelle autorizzate e quelle abusive, equanimemente. La città suda e non sta tranquilla: soffre per la stretta economica che attanaglia l’intero Paese, a causa della crisi petrolifera; in più, nella congiuntura, porta le sue ataviche arretratezze e miserie. Così le misure di contenimento dei prezzi, che al Nord rassicurano le piazze, al Sud scatenano la corsa all’accaparramento; un mese prima un modesto rincaro della farina ha provocato la serrata dei panificatori nell’intera provincia: il 17 luglio si hanno i primi assalti ai forni, e ci vorrà una settimana perché cessi la rivolta.

Il 12 agosto il presidente del Consiglio Rumor dichiara che i problemi del meridione sono al primo posto nella sua agenda, e Donat Cattin, ministro per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno, denuncia l’assenza di una politica industriale per il Sud; fa eco a entrambi il presidente della giunta regionale Cascetta, che torna a chiedere l’avvio del nuovo insediamento dell’Alfa Romeo in Campania. Giolitti e La Malfa, titolari del Bilancio e del Tesoro, spiegano che il problema è l’occupazione, e che vanno incentivati gli investimenti. Peccato che dei cento miliardi stanziati nel 1962 dalla legge speciale per Napoli si sia riuscito a spendere, in undici anni, neppure la metà.
21/02/2008
09:35

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Mario Chiesa era un principiante!

euro2Al loro confronto, Mario Chiesa non sarebbe più che un dilettante. Oggi le “mazzette” seguono altre vie, più capziose ma certamente più affinate e "sofisticate”.

Si parte dall’individuazione di una qualsivoglia esigenza di pubblico interesse e se non esiste, la si crea. Poi si costituisce una società, regolarmente registrata, facendovi confluire politici, burocrati e imprenditori. Se proprio si vuole fare le cose per bene, si usano dei prestanome (a Napoli si chiamano “cap’ e’ lignamm). Ciò fatto, si aprono le danze: appalti di fornitura alla pubblica amministrazione, scuole di formazione finanziate dalla comunità europea, etc.etc. Cucinata la torta (molto ricca), i “soci” possono spartirsi le singole fette (parliamo di cifre a sei zeri, tanto per intenderci). Altro che Prima Repubblica. Oggi i soldi circolano di più e, soprattutto, meglio.

Tutti sanno perfettamente cosa fare, qual è il loro compito. Ognuno ha diritto alla sua fetta di torta. Porzioni che verranno destinate sia al semplice (SIC!) arricchimento personale, sia al finanziamento delle campagne elettorali ed al “mantenimento” del proprio bacino elettorale. Il capo del pool antitangenti della Procura di Napoli, Giuseppe Maddalena, parla chiaro: “Le indagini hanno dimostrato che oggi a Napoli esiste un sistema ben più sofisticato del passato per stipulare accordi corruttivi tra pubblici ufficiali e imprenditori. Non c'è più il classico pagamento delle mazzette, ma società occulte costituite tra esponenti della politica, della burocrazia e dell'impresa, che si ripartiscono costantemente i vantaggi economici”.

Nella fattispecie, oggi su tutti i giornali, Roberto Conte (il politico) “crea” l'esigenza di un maggior spazio per i consiglieri regionali. Per risolvere questa necessità, arriva la società che quegli “spazi” li affitta. Società nella quale l’assessore Conte, a quanto pare, risulta essere “socio occulto”.

Tuttavia, credere che Conte sia l’unico esponente di questo “sistema” è come credere contemporaneamente a Babbo Natale, alla Befana ed alle promesse elettorali di Uòlter e del Caimano. Il procuratore Giandomenico Lepore dichiara che “l'attività di corruzione si sta diffondendo sempre di più nella pubblica amministrazione” e che “a breve termine ci saranno altre operazioni”.

Ebbene si, Mario Chiesa era prorpio un principiante.
20/02/2008
18:56

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Ode a Mastella

Technorati Profile Archiviato da fraba in: politica, personaggi, blog, elezioni
mastellaMesto guarda Clemente
il tramonto a Ceppaloni,
truce è lo sguardo e assente.
Girati invece i coglioni
I vassalli del Sannio i
invan recano doni

Clemente è un capo indiano:
fierezza di Cheyenne !
(mentre il figlio strombazza
a bordo del Cayenne)

Nell’animo ancor candido
(candido non candito!)
“LA MOGLIE MIA NON CANDIDO!”
medita inviperito..

Intanto a Portaporta
aperto è già il mercato :
c’è l’inquisito vecchio
e il neo-pregiudicato..
Fedine elettorali
s’offrono in passerella
ma una cosa rattrista :
nessun compra Mastella…!

Mimmo Lombezzi (fonte: dagospia.it)