31/01/2008
16:11

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Ci Siamo Rotti le Ecoballe: Uomini e Topi

Oggi non sono proprio dell'umore giusto per scrivere. Spero nei prossimi giorni....ma questo lo dico ormai da un anno. Scazzi a parte vi consiglio la lettura di questo post del mio amico Mr.Cima. Sarebbe da commentare ma anche da far girare.

rifiutosI Napoletani sono riciclabili oppure vanno smaltiti in discarica? E, una volta trasformati i rompiballe in ecoballe, si possono incenerire o mi squagliano il termovalorizzatore? E, infine, come vanno trattate le ceneri per evitare un disastro ambientale? Si sa, i Napoletani diffondono camorra e inciviltà, e vanno trattati con cautela per evitare il contagio. Sì, perché di contagio si tratta - anzi, di vera e propria pandemia -, anche se pochi sono disposti ad ammetterlo.

Altrimenti non si spiegherebbe come in grandi città del centro-nord ci sia qualcuno che passa con il rosso, getta le carte per terra o attacca il ciuingam sotto i tavoli al ristorante. Non si spiegherebbe la presenza di bagarini - tutti Napoletani, ovviamente - che vendono la loro pregiata merce senza che nessuno si senta in dovere di denunciarli alla polizia; anzi, pare addirittura che spesso i bagarini facciano il tutto esaurito, con l’evidente complicità di branchi di Napoletani in trasferta che preferiscono il calore di casa del bagarino alla freddezza delle rivendite autorizzate.

Non si spiegherebbe l’infiltrazione - addirittura! - della Camorra in regioni immacolate come la Lombardia, la Toscana, l’Emilia Romagna, il Lazio, la Sardegna, le Marche e l’Umbria (relazione 1 semestre 2007 della DIA, pagg. 150-158), anche se spesso i camorristi non sono di bocca buona e frequentano i compaesani emigrati, lasciando l’ingrato compito della relazione con la popolazione indigena a Cosa Nostra (pag.69) e alla ‘Ndrangheta (pag.109). E non si creda che questo fenomeno stia affliggendo solo le grandi città. Testimoni degni di fede raccontano di automobili parcheggiate in seconda fila davanti agli uffici postali di ridenti paesini della Val di Susa , oppure di ragazzini che in Val Camonica ascoltano Gigi D’Alessio a tutto volume, sfrecciando con le automobili a tutto gas.

Si tratta evidentemente delle estreme propaggini dell’incontrollabile diffusione di un virus estremamente robusto con proprietà mimetiche e dotato di un elevatissimo grado di adattamento. Ma perché il Napoletano è così pessimo e, soprattutto, perché non muore mai? La letteratura sull’argomento è assai vasta, e diverse teorie sono state dottamente sviscerate nei bar di tutto l’arco alpino e della dorsale appenninica, ma tutti gli studi portano all’assioma:
il Napoletano, come il maiale nel letame, gli piace essere Napoletano e gode nell’esserlo

seguito a ruota dal corollario:
al Napoletano piace la monnezza e la camorra; altrimenti, perché non le combatte?

Sostanzialmente la genesi della napoletanidutine discende da due fattori, uno genetico e uno ambientale.

I geni. Nel DNA del Napoletano medio sono stati trovati filamenti di pizza e mandolino, una propensione per il bel canto e una scarsa capacità olfattiva - il che spiegherebbe perché sopporta da tempo immemorabile il duo “Bassolino e Iervolino” -, nonché un’infinita capacità di sopportazione.

L’ambiente. È possibile individuare un nesso tra la sovrappopolazione - che nella provincia di Napoli raggiunge una vetta di 14.726 ab./km² a Portici - e l’insorgenza di tratti criminali; in queste condizioni tutti sviluppano abilità competitive quali lo sgomitamento pro salita in autobus, l’andatura contromano, di notte, perché non c’è nessuno e faccio prima, il tenere la casa pulita e le strade vergognosamente sporche. Su quest’ultimo punto pare infatti assodato che dove regna la civiltà - in Svizzera, ad esempio - le case sono assai meno pulite delle strade. Vivere come topi in pochi metri quadri, quindi, in uno al corredo genetico di cui sopra, sviluppa comportamenti paranoico-aggressivi fin dalla più tenera età - come il tastare in continuazione la tasca della giacca con il cellulare anche dopo aver dato quattro mandate alla serratura di casa ed essersi messo a tavola con la famigliola al completo - e produce il virus finale, il Napoletano doc, che è molto prolifico e ha dei geni fin troppo robusti e vitali, tanto che non ha ancora smesso di propagarsi per il globo terracqueo.

Perché al Napoletano piacciono la monnezza e la camorra? Al Napoletano non piace la monnezza, anzi, quando può se ne libera immediatamente: con sacchetti di fortuna o anche senza, con il sole o con la pioggia, il Napoletano scende e la butta sotto casa. Perfetto stakanovista, per lui non esistono orari per la funzione; spesso lo fa alle sette di mattina, andando al lavoro, quando il camion della Nettezza urbana è già passato da ore, ma a volte gli capita anche di depositarla all’orario giusto, alle 21, quando è andato a visitare mammà e poi torna a casa. E non si spaventa quando si trova di fronte a una montagna alta tre metri, anzi, il Napoletano collabora attivamente al superamento di tutti i precedenti record.

Al Napoletano non piace nemmeno la camorra. Non che l’abbia mai vista, nossignore, lui un camorrista vero non l’ha mai nemmeno visto. Ma ricorda molto bene che il papà dell’amichetto del figlio, compagno di scuola in una delle più prestigiose scuole private di Napoli, ha detto al pargolo di conoscere bene suo padre e di sapere dove abitano. Sa che non vuol dire niente, che magari è suggestione, ma è meglio farsi gli affari propri, ché i figli so’ pezze ‘e core ed è meglio non scherzare.

Adesso però il Napoletano ne ha le palle piene, della monnezza e della camorra. Ha deciso che la sua terra non dovrà essere più la discarica abusiva dei rifiuti tossici di tutta Italia. Ha capito che non può più fidarsi dei politici, locali e nazionali, di destra e di sinistra, che per anni non hanno mai risolto il problema e che sono stati capaci solo di farlo crescere a dismisura, complici dei commissari inetti che niente hanno saputo fare. Ha paura che nemmeno il nuovo commissario, il superpoliziotto, riuscirà a risolverlo, perché tutti hanno paura e perché ci sono troppi interessi a che la situazione rimanga così com’è. Accoglie con dolore e indignazione la mancanza di solidarietà del resto d’Italia, consapevole che il leghismo è penetrato anche nelle migliori coscienze e sorride pensando a un futuro di termovalorizzatori di quartiere perché un giorno le periferie non vorranno la monnezza del centro e il centro si vendicherà imponendo un pedaggio ai non residenti, ma in fondo non riesce davvero a condannarli.Sconsolato bacia i figli, chiude la porta di casa e va al lavoro, recando il solito sacchetto di monnezza indifferenziata. Tanto, adda passa’ ‘a nuttata.

30/01/2008
09:07

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29/01/2008
15:26

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Qual'è il plurale di EMERGENZA?

serre_scontriHo la netta impressione che anche De Gennaro, così come lo ha preceduto, stia annaspando nella gestione dell’emergenza rifiuti in Campania. Le notizie che arrivano, perlopiù abilmente filtrate dai media, ci parlano di una situazione sostanzialmente immutata. Tonnellate di rifiuti giacciono ancora ai bordi delle strade, i roghi degli stessi aumentano in esponenziale maniera e riaffiora, seppure mitigata, l’emergenza di ordine pubblico a cui ho più volte accennato e per la quale, mia assoluta convinzione, è stata fatta la scelta di nominare De Gennaro commissario straordinario.

L’odierno “bollettino di guerra” ci racconta di scontri a Giugliano, a Villaricca, ad Ariano Arpino, nell'avellinese, ed a Poggioreale,alle porte di Napoli. A Marigliano poi, terra tristemente nota a chi l’argomento rifiuti l’osserva e lo studia nella sua catastrofica interezza, la situazione sembra essere completamente fuori controllo. Stamattina i manifestanti si sono scontrati con le forze dell'ordine e un bambino di 8 anni è rimasto contuso insieme ad una decina di altre persone. Fra i testimoni degli incidenti, anche il senatore Tommaso Barbato (quello dello sputacchiamento a Palazzo Madama, tanto per intenderci). Da buon seguace del “bipede”, non si è lasciato scappare l’occasione per contribuire, con le sue innate e ben note doti pacificatorie, ad alleggerire la tensione dichiarando: "Ho visto bambini portati in ospedale dai loro genitori per farsi medicare e perfino una donna incinta bastonata senza pietà. Questa non è più democrazia: siamo di fronte a una vera e propria attività repressiva degna della più bieca dittatura. E' forse con la guerriglia che il supercommissario De Gennaro pensa di porre fine all'emergenza rifiuti?" Ecco, in tutta questa faccenda un moderato come lui è quello che ci vuole. Aldilà delle amenità elettorali di Sodano, Marigliano è uno dei sui principali bacini di preferenze elettorali, salta agli occhi ben altro.

La gestione dell’ordine pubblico, checché se ne pensi, basa il suo successo sul dialogo con i dimostranti. Maggiore è la capacità di confrontarsi, anche e soprattutto nell’immediatezza della protesta, minore è la possibilità che la protesta sfoci in scontri e disordini. Gli accadimenti del G8 di Genova però, hanno dimostrato che De Gennaro sarà anche un super poliziotto, ma questa logica gestionale dell’ordine pubblico non gli appartiene. Di certo e di sicuro, ha ormai ben compreso che la faccenda è ben più grave del previsto. Chieder soldi al Governo per trasferire i rifiuti in Germania,  nonostante le sue promesse di attivare le discariche individuate ad inizio febbraio, significa presumibilmente cominciare a prendere atto della non attuabilità di un piano troppo semplicistico per una situazione oggettivamente complessa e compromessa.

Incombe poi il rischio di una vera e propria escalation di violenza, alimentata sia dagli squallidi interessi di bottega (vedi il senatore Barbato), sia dalla poca fiducia delle popolazioni locali nei confronti delle istituzioni e di chi le rappresenta. Sarebbe necessario un grosso lavoro diplomatico, il riuscire a fornire agli abitanti delle località individuate come discariche provvisorie garanzie precise, certezze sulle immediate e future azioni di bonifica del loro territorio. Insomma sarebbe necessario una figura dall’alto valore morale, in grado di prendere decisioni immediate ma sopratutto capace di farsi garante per delle istituzioni che fino ad oggi in quei territori, si sonno solo premurate di raccattare voti ed sviluppare le proprie clientele. In cambio, questa gente si è ritrovata la propria terra devastata forse irrimediabilmente dallo sversamento (lecito ed illecito) di tonnellate di rifiuti tossici. Cosa questa, detto tra noi, che di spazio sui media ne trova sempre molto poco.

Ma la cosa è ormai nota: risolto il problema sacchetto, ovvero tolto dal marciapiede e interrato chissà dove, l’emergenza rifiuti non esiste più. Pia illusione o dolosa stortura della realtà?

28/01/2008
16:59

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Viaggio nel sacchetto istituzionale - Le Iene.

goliaNe avevo parlato qui e poi qui. Venerdi sera è andato in onda a "Le Iene", su Italia1, il servizio riguardante lo stato della differenziata a Napoli, con particolare attenzione agli uffici pubblici (ASL, Provincia di Napoli e ARPAC).

Ci sarebbe molto da dire, in particolar modo per le affermazioni e l'attegiamento del dirigente ARPAC intervistato da Giulio Golia.

Non infierisco e lascio a voi il giudizio. Il video è qui.
28/01/2008
11:13

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Avvocati d'ufficio.

avvocato del diavoloOggi il tribunale del Riesame di Napoli decide in merito ai provvedimenti restrittivi emessi dalla procura di Santa Maria Capua Vetere riguardanti la signora Mastella, il suo consuocero e vari esponenti dell'Udeur. I Giudici del riesame dovranno confermare o annullare, gli arresti emessi per gli indagati valutando se ne ricorressero i presupposti quando furono decisi e se gli stessi presupposti, o altri, ricorrano ancora oggi alla luce delle risultanze degli interrogatori nel mentre effettuati.

Sabato a Napoli, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il vicepresidente del Csm Nicola Mancino (avellinese e democristiano di “vecchio corso”) ha dichiarato “urbi et orbi”: “Ritengo non ci fossero le condizioni che legittimano la custodia cautelare per Sandra Mastella”. Sulla sua scia, il sottosegretario uscente alla Giustizia, Luigi Scotti, ha rincarato la dose: “ è inconcepibile l’arresto della signora Mastella!”.

Se una roba del genere l’avesse detta Berlusconi o uno dei suoi sodali avremmo assistito al solito coretto indignato e sdegnato intonato dei “defensori della giustizia”. Visto invece che l’ingerenza, (perché tali sono queste affermazioni), è arrivata dall’attuale maggioranza, tutti zitti e ben coperti.

Mi chiedo e vi chiedo: con quale serenità potranno giudicare i componenti del Riesame alla luce delle dichiarazioni di due influenti membri del CSM? Quando oggi i giudici saranno chiamati a confermare o ad annullare i provvedimenti riguardanti la Lonardo, come potranno gli stessi decidere in tutta serenità, sapendo in anticipo che il presidente della sezione disciplinare ritiene illegittimo l’arresto e potrebbe ritenere illegittimo anche un provvedimento che lo confermi? Mancino, in qualità di vicepresidente del Csm, presiede anche la sezione disciplinare che dovrebbe valutare, qualora ne fosse fatta richiesta da parte del ministro della Giustizia, di eventuali infrazioni da parte del Gip. Che serenità di giudizio può assicurare chi ha già de facto esternato il suo “autorevole” parere? Come potrà quel Gip fidarsi dell’imparzialità del suo “giudice” disciplinare, se questo ha già anticipato il suo verdetto?

Ed infine, in quale “Paese normale” una persona arrestata può avvalersi della difesa non solo dei suoi avvocati, ma anche di quella del Vicepresidente del CSM e di un  sottosegratario alla Giustizia?


Come volevasi dimostrare....

ANSA: 19:19

Sandra Mastella, chiesta revoca arresti domiciliari

Il pm ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari per Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio regionale della Campania. La richiesta è motivata con la sopravvenuta mancanza delle esigenze cautelari.

27/01/2008
12:37

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Opinabili opinioni.

Technorati Profile Archiviato da fraba in: politica, napoli, attualitĂ 
pulcinella2Cuffaro lascia, Bassolino rilancia. Il primo, sotto il peso di una condanna in primo grado a 5 anni per favoreggiamento e con la lettera di Palazzo Chigi pronta a partire per rimuoverlo, ha uno scatto di orgoglio e di decenza e abbandona il suo posto di Governatore. In Sicilia si voterà fra tre mesi ed i siciliani avranno la possibilità di concedersi una svolta reale, concreta.

Il “Vicerè”, “solo” rinviato a giudizio, respinge la mozione di sfiducia e parla di “svolta” e di “discontinuità”. Come faccia un politico a parlare di “discontinuità” senza mettersi in dubbio, senza porre sul tavolo la possibilità di un concreto “farsi da parte” è l’ennesimo “mistero napoletano”. Bassolino ha fallito. La sua politica consociativa ha prodotto ciò che oggi è sotto gli occhi di una nazione intera. Tutto il mondo è aberrato di fronte alle immagini di città e di una regione sepolte dai rifiuti, e lui pretende ancora fiducia?

La sfiducia nei confronti di Bassolino è rappresentata dalla inoppugnabilità dei fatti e le “svolte” più che annunciarle, andrebbero concretizzate in atti certi, scelte, decisioni coerenti, concrete e competenti. Il “vicerè” ha parlato di “rimboccarsi le maniche” avvalorando così l’idea della maggior parte dei napoletani: fino ad oggi, di scelte realmente finalizzate al pubblico interesse, ne sono state fatte poche. Quasi nessuna, oserei dire.

Questa città non ha più bisogno di retorica. Questa città necessita di una nuova classe politica che sia in grado di fare il proprio mestiere e di una “società civile” in grado di concretizzarsi in un ruolo certo e definito. Personalmente, intorno a me, percepisco un’evidente confusione, uno stato generale di approssimazione e di voglia di “apparire”. Siamo giunti alla pericolosa fase de “l’ora del dilettante”.

Questa città non ha più bisogno di arruffapopolo, di personaggi pronti ad approfittare della “rivolta” per accaparrarsi “un posto al sole”. Non ha bisogno di utopie, di slogan facili, di dissenso fine a se stesso o meglio, finalizzato ad un personale o corporativo tornaconto. Questa città ha bisogno di progetti seri, portati avanti con la giusta competenza. Questa città necessita di personaggi dalla indubbia moralità, da volti e voci non confondibili in alcun modo con il “passato” ne con pericolose “convivenze”. Questa città esige un ritorno alla "legalità", con tutto quello ne concerne.

Io tutto questo intorno a me, proprio non lo vedo. E la cosa mi avvilisce.
24/01/2008
20:08

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Mastella: cose di CASA nostra.

mastella_4Quando la nave affonda, i topi scappano. In questo caso, no. Anzi. Di questi tempi, prima d’andare via, fosse anche solo per un po’, meglio assicurarsi ancora qualche piccola personale prebenda.


Nell'imminenza della "probabile" dipartita del governo, l'ex guardasigilli nonché pluri-indagato “Vito Clemenza” Mastella, ha pensato bene di sistemare qualche ultimo “affaruccio” di famiglia. Come mostratoci in questi giorni dai media, l’elettorato del “bipede-sannita” è oltremodo devoto e cotanta dedizione e fedeltà non ha che da essere ripagata adeguatamente. Non solo.

Hai visto mai che il "bipede", onde assicurarsi una serena vecchiaia per se e per la sua famiglia, abbia pensato bene di cominciare ad allevarsi i magistrati in casa propria? Così facendo, di certo, nessun magistrato oserà mai per il futuro, "arrestare la sua gentile consorte senza prima sentirla"


Il "metodo Mastella"
dal blog: toghe.blogspot.com

Per dare una ulteriore prova della confusione che fa fra "politica" e "interessi personali", il sen. Clemente Mastella, poche ore prima di dimettersi dalla carica di Ministro della Giustizia, ha emesso il provvedimento di avvio della Scuola della Magistratura, nei termini previsti dal decreto legislativo n. 26/2006.

Con quel provvedimento, ha indicato Benevento come sede principale della Scuola medesima (non Roma o Napoli, con riferimento alla "centralità geografica": Benevento), e ha designato i componenti del Comitato Direttivo, fra i quali ha inserito il Preside della Facoltà di giurisprudenza di Benevento, il suo (di Mastella) avvocato di famiglia e uno dei Sostituti Procuratori di Santa Maria Capua Vetere, lo stesso ufficio - ma forse è superfluo ricordarlo - che sta procedendo nei confronti suoi e della sua famiglia.

Nessun commento è possibile, perchè "in claris non fit interpretatio".
24/01/2008
16:41

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W l'ITALIA.

cusumanoANSA - ROMA 16:03 - CUSUMANO AGGREDITO, HA MALORE IN AULA
Il capogruppo dell'Udeur al Senato Tommaso Barbato ha aggredito Nuccio Cusumano subito dopo l'intervento nel quale l'esponente del Campanile ha annunciato il suo sì al governo Prodi. Cusumano, dopo essersi messo a piangere, si è sdraiato tra i banchi colto da malore. Ora dei colleghi gli sono intorno per cercare di prestargli i primi soccorsi. Barbato ha gridato a Cusumano degli insulti, tra cui "cornuto e frocio". Poi, è stato allontanato dai commessi e da alcuni senatori del centrodestra. Ora sta arrivando tra i banchi di Palazzo Madama il medico del Senato per prestare le prime cure. Barbato, subito dopo l'intervento del senatore dell'Udeur, era arrivato sotto al banco per aggredirlo, apostrofandolo con parole come 'traditore, venduto, pagliaccio' e facendogli con le mani il segno della pistola. Cusumano era rimasto immobile al suo posto e poco dopo era scoppiato a piangere. Poi è stato colto da malore. E la seduta é stata sospesa dal presidente Franco Marini. Dopo dieci minuti, la seduta è ripresa. "Barbato è arrivato e gli ha sputato in faccia. A quel punto, Cusumano si è sentito male, piangeva e poi è svenuto", ha raccontato fuori dall'aula il presidente della commissione Difesa al Senato Sergio De Gregorio.