26/10/2007
10:50
10:50
La lezione di Clementina.
Mi dispiace, ma ieri sera Santoro mi ha deluso. L’occasione era di quelle ghiotte, giornalisticamente parlando, ma il risultato è stato assolutamente deludente. Non mi è piaciuto il pianto di quell’adolescente calabrese che “non sapeva a chi votare”. Non mi è piaciuto De Magistris, versione “er pomata”, che dichiara il suo amore per la Costituzione ma filtra sempre di più con giornalisti e telecamere. Napolitano, con colpevole ritardo, era intervenuto sulla querelle invocando “toni bassi“ e rispetto dei propri ambiti istituzionali: De Magistris lo ha preso alla lettera e si è preso dieci giorni di ferie. Solo che invece di fruirli per placare i bollenti spiriti, ha pensato bene di farsi intervistare dal Corriere, dalla Stampa, da Repubblica, da Radio 24, da Sky tg24. Non poteva mancare poi Michele Cocuzza il quale ha raccolto in esclusiva, divulgandone una “opportuna anticipazione”, la summa della vita di Luigi De Magistris. Ecco perché il 20 luglio scorso, quando gli ispettori bussarono alla porta del magistrato, e videro che stava chiacchierando con Cucuzza, dovettero attendere fuori dalla porta.Mi ha stupito quindi ascoltare ieri sera De Magistris dichiarare ad “Annozero”: “non mi affascina il giudice che cerca il plauso della piazza.” Perdonatemi, ma per me, questo è prestare il fianco a chi lo accusa di protagonismo e d’incompetenza. Non solo.
Ieri sera il giudice napoletano ha arringato la platea televisiva parlando di atti illegittimi a lui inferti dal potere politico, da logge massoniche e da poteri occulti. Nulla ha però detto su quanto avviene nel suo stesso ambiente: perché il procuratore generale Dolcino Favi, che gli ha avocato l'inchiesta, è un magistrato, e lo sono gli ispettori ministeriali spediti dal Ministero (alcuni sono pure di Magistratura Democratica) e lo sono i componenti del CSM, e i componenti del Tribunali dei ministri, gli esponenti di quell’Associazione magistrati, gli stessi che l’estate scorsa avevano definito De Magistris come un “pericolo per la credibilità della magistratura”. Del resto non si può certo dire che le accuse rivolte al giudice napoletano riguardanti delle presunte violazioni procedurali ed il suo disinvolto rapporto con la stampa siano del tutto campate in aria. Ma su questo sarà il CSM ad esprimersi.
Fortunatamente ieri sera ad "Annozero" c’era anche la Forleo la quale non si è lanciata in accusatori proclami buoni solo a fare audience ed a vendere qualche copia in più. Clementina ha dichiarato di "aver passato ieri la giornata dai carabinieri per denunciare i soggetti istituzionali, colleghi ma anche forze dell'ordine, che in questi giorni l'hanno sottoposta a tentativi di delegittimazione".
Così facendo, il GIP milanese hai fornito a noi tutti una sana lezione di responsabilità civica e giudiziaria. Di fronte ad accuse, minacce, indebite ingerenze, ostracismi più o meno leciti, non ci si rivolge in prima istanza ai media ed alla pubblica opinione per chiedere giustizia. In Italia esiste ancora una Giustizia, con le sue norme e le sue procedure. Clementina a tutto ciò, ci crede ancora. Io, vorrei continuare a farlo.
Così facendo, il GIP milanese hai fornito a noi tutti una sana lezione di responsabilità civica e giudiziaria. Di fronte ad accuse, minacce, indebite ingerenze, ostracismi più o meno leciti, non ci si rivolge in prima istanza ai media ed alla pubblica opinione per chiedere giustizia. In Italia esiste ancora una Giustizia, con le sue norme e le sue procedure. Clementina a tutto ciò, ci crede ancora. Io, vorrei continuare a farlo.












Sulla scena “primarie del Pd campano” si chiude per ora il sipario. La conta e il controllo sono rimandati sine die dall’Utan e dai garanti nazionali, nonostante i risultati inaffidabili davvero. Dunque, restano delegati alla costituente di Milano del Pd solo quelli eletti secondo quanto affermano proprio i contestatissimi verbali dei seggi. E’ finita così ma…… ben oltre la mia piccola vicenda di candidato a me pare che:
Navigando nelle mie notti insonni, ho scoperto che il nostro beneamato Ministro di “Grazie, indulti ed (in)Giustizia”, annovera nel suo già consistente curriculum, una significativa esperienza giornalistica.
Eppur si muove: o almeno così sembra. Il Presidente Napolitano, anche oggi dalle mie parti, si è detto “preoccupato” sulla questione De Magistris. Anche io lo sono, ma per motivi sicuramente differenti da quelli del quirinalizio inquilino.
Il silenzio che avvolge le ultime notizie che giungono dal palazzo di giustizia di Catanzaro, è a dir poco ripugnante. Il PM de Magistris, titolare di un inchiesta che vede fra gli indagati il Presidente del Consiglio Romano Prodi ed il ministro di “grazie ed indulti” Clemente Mastella, lascia forzatamente le indagini, ormai in dirittura d’arrivo, per decisione della procura generale. Inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. E’ l’azione in se che ha il sapore di un vero e proprio “colpo di stato”.
Tutto. Si sono portati tutto. Verbali, computer e tutto quanto c'era nella sede dell'Utar campano. Non contenti della figuraccia fatta per la presentazione delle liste, hanno mandato in onda la seconda puntata, la figuraccia per il conteggio dei voti.
Soffocare la libertà di espressione non significa necessariamente censurare od impedire in maniera palese l’esercizio di tale fondamentale diritto. Nel nostro paese le libertà vengono impedite attraverso processi di burocratizzazione che rendono difficile, se non impossibile nel lungo termine, la prosecuzione dei propri intenti. Non un esplicito divieto quindi, sinonimo di stato totalitario, ma una lunga serie di laccioli che limitano qualsivoglia autonomo “movimento”. La rete, ed i blog in particolare, erano riusciti fino ad oggi, ad eludere questa iattura. Ma il
Arriva il conto e uno dei mie amici spulcia lo scontrino, poi, con molta eleganza (lui è del nord, io al posto suo avrei dato fuoco al locale) ce lo mostra e dice “leggete cosa hanno scritto infondo”. Leggiamo. “per i RICCHIONI”. Ci guardiamo in giro e cerchiamo di capire chi siano questi “ricchioni” poi, ci arrendiamo all’evidenza: siamo noi!!