27/09/2007
14:57

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IL TEATRO A SCROCCO.

TeatroNovelli1Napoli, città d’arte, di cultura e di teatro. Napoli, città capace d’intrallazzare su tutto, anche sulla cultura e con particolare predilizione per quella teatrale. Tre consiglieri di Alleanza Nazionale, che a Napoli rappresentano parte dell’opposizione di centro-destra (eppur si muove!) hanno indirizzato 8 interrogazioni alla "sindaca" ed al "vicerè" denunciando una “mancanza in assoluto sia di un controllo di qualità, che di spesa”. Sotto accusa, i volti noti della politica culturale del centro-sinistra partenopea fra i quali l´ex assessore comunale del Comune, Rachele Furfaro, oggi presidente della neonata Fondazione campana dei Festival ed alcuni "teatranri" napoletani. Le accuse, non sono roba da poco.

Si parla di finanziamenti per oltre 500mila euro assegnati dal Comune di Napoli per un progetto fallito (“I Teatri di Napoli”) e tendenzialmente "fantasma", tra manifestazioni teatrali mai svolte e altre rappresentazioni messe in scena sì, ma pagate due volte. E ancora: fondi erogati dalla Provincia per iniziative pubbliche che ottenevano, simultaneamente e con medesima documentazione, un contributo bis del Comune, in violazione dei regolamenti degli enti locali. E poi rimborsi, sostegni e nomine per presunte "promozioni all´estero", con iter “anomali”.
Ma proviamo ad entrare nello specifico.

Il progetto "Teatri di Napoli" nasceva su un protocollo d´intesa Regione-Comune su legge regionale ad hoc. 900mila euro di finanziamento regionale per produrre, in tre anni (dal 2001 al 2003) la trasformazione di cinque immobili degradati ubicati nella periferia cittadina, in strutture risanate da affidare a “talentuosi” gruppi teatrali ("Libera scena ensemble", "Le nuvole", "I teatrini", "Rossotiziano") che ne avrebbero goduto realizzando a loro volta, stabili laboratori teatrali. Ma oggi, dopo sei anni, i consiglieri di AN denunciano: “Gli spettacoli in programma nel 2001, risultano liquidati con 309mila e 874 euro, ma non sono stati realizzati. Con quella somma sono stati infatti retribuite le attività andate sì in scena, ma nel 2002. E tuttavia per queste ultimeil Comune ha erogato una distinta somma, 143mila 831 euro”.  Non solo.

mercadante2Di quei famosi cinque immobili di periferia, elemento strutturale dell’accordo, neanche uno è stato completamente ristrutturato e consegnato all´arte di registi ed attori. Anche alla luce di questa verità, i consiglieri domandano: “Le attività in quali luoghi si svolsero?”. Ed il Comune di rimando: “Anche in strada, all´esterno”. Replica di An: “E c´era bisogno di una legge e 500mila euro per episodici allestimenti?Ma mandiamo avanti.

I solerti ed attenti (finalmente) esponenti dell’esposizione, avviano un’indagine a campione sulle iniziative culturali organizzate dagli enti locali e finanziate con soldi pubblici. Si scopre, fra le altre cose, che per la realizzazione della serata "8 marzo e non solo", con la cantante Paola Turci al Palapartenope, la società “M. S. srl” chiede ed ottiene un finanziamento di 111mila euro dall´ente Provincia per la confezione della serata. Poi, la stessa società, non contenta, chiede ed ottiene per la stessa manifestazione, un contributo di 35mila euro ANCHE dal Comune. Un sorta di rimborso ottenuto, sostengono i consiglieri An, “in base alle fatture della liquidazione intestate alla Provincia”. Il tutto, in barba ed in clamorosa violazione delle norme.
Poi c’è l’immancabile chicca.

LaSquadra8_24Una ONLUS, che sostiene importanti artisti napoletani, chiede ed ottiene un contributo di 3mila euro dal Comune, per una partecipazione ad una festiva jazz che si tiene a Città del Messico. Ora, non solo lo statuto del Comune prevede che le Tour culturali all´estero. Spunta anche un mini-contributo del Comune (appena 3mila euro: una goccia nel mare...) per la partecipazione di questa onlus che sostiene importanti artisti napoletani al Festival jazz che si tiene a Città del Messico (partecipazione già economicamente sostenuta dal ministero), mentre lo statuto del Comune prevede che le manifestazioni debbano organizzarsi entro i confini di Napoli. Inoltre, ma qui tracimiamo nell'esoterico, la richiesta inoltrata dalla onlus a febbraio 2006, viene miracolosamente protocollata circa 20 giorni prima: il 18 gennaio.

Piccola nota a margine. Chi c’è dietro i “talentuosi” gruppi teatrali beneficiari degli stanziamenti pubblici sopra descritti?

Le mie conoscenze si fermano purtroppo alla compagnia "Libera scena ensemble", alla cui guida (o al cui interno) c’è Renato Carpentieri. Volto noto del Teatro napoletano e protagonista del serial televisivo “La Squadra”, Carpentieri ha “nobili” trascorsi collaborativi e di rapporto diretto, con l’amministrazione comunale napoletana. In quale Teatro al mondo è possibile giudicare preventivamente dell’irrinunciabile valenza artistica della propria opera teatrale, avendo ruolo e voce all’interno della commissione artistica, per poi decidere d’inserirla nella stagione teatrale di uno Stabile finanziato dal Comune? A Napoli, e per la precisione, al Teatro stabile Mercadante, tutto questo accade. E Carpentieri, n’è stato per anni co-interprete.
26/09/2007
11:29

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LA NOTTE NERA.

Iervolino manifesto liftingA Napoli nessuna notte bianca. Piuttosto la notte nera dei minori in stato di abbandono. Così il coordinamento delle strutture di accoglienza (Sam), che denuncia che da 17 mesi il Comune di Napoli non rimborsa le spese sostenute dalle strutture di accoglienza dei minori. Da qui l'appello di oggi al sindaco, Rosa Russo Jervolino, e all'assessore alle Politiche sociali Giulio Riccio, nonché all'assessore regionale Rosa D'Amelio e ai vertici del Tribunale per i Minorenni (il presidente Stefano Trapani e il procuratore della Repubblica Luciana Izzo) per impedire la chiusura dei centri - che ospitano per conto dei Servizi sociali comunali oltre 500 minori - e il licenziamento di circa 3mila addetti.

Il Comune non paga le rette da 17 mesi - spiega il portavoce del Sam, Cesare Romano - e non siamo più in grado di anticipare gli ingenti costi del servizio. Per questo siamo sull'orlo della chiusura, e questo significa interrompere un'esperienza che, in una città come la nostra, è spesso l'unica speranza per ragazzi e giovani che sono stati già duramente provati dalla vita”. Nei giorni scorsi, la sindaca ha dichiarato ai giornali di voler rinunciare alla Notte bianca per fronteggiare invece gli impegni più urgenti dell'Amministrazione, a cominciare proprio dalla tutela dei minori. Nel leggere queste parole, gli operatori del settore si erano rincuorati, sperando in fatti nuovi che cambiassero la drammatica situazione in atto.

DreamIl Sam vuole sapere dal sindaco “che fine hanno fatto i fondi del bilancio 2006 per l'accoglienza residenziale per i minori, visto che sono state pagate solo le “rette” del primo quadrimestre, e quelli del bilancio 2007 se neanche un euro è stato speso per tali attività”. A causa dei mancati rimborsi dal Comune di Napoli, ormai arrivati a circa 10 milioni di euro, l'intero settore è al collasso finanziario e non riceve più nemmeno le anticipazioni dalle banche: alcune strutture di accoglienza hanno già chiuso e altre chiuderanno nelle prossime settimane, lasciando gli operatori senza lavoro e i giovani ospiti, che ovviamente non hanno nemmeno una famiglia o una casa degni di questo nome, di nuovo abbandonati. E questo nonostante la settimana scorsa la Regione Campania ha approvato la prima “Legge sulla dignità sociale” e nonostante esistano da tempo altre leggi nazionali che obbligano i Comuni a farsi carico dell'assistenza dei minori in difficoltà, e proprio il Comune di Napoli si appresta a celebrare ad ottobre il Mese dei diritti dei minori!

Siamo all'emergenza – spiega il portavoce del Sam Campania Romano – e se non avremo subito almeno qualche mensilità di quest'anno e, per il futuro, garanzie di pagamenti puntuali, siamo costretti a chiudere tutte le strutture e a far partire le azioni legali per difendere i diritti dei nostri ospiti e dei nostri collaboratori”.

La stampa cittadina, seppur opportunamente informata, ignora oggi questa notizia. Il Sociale vende poco e soprattutto, elettoralmente conta meno di niente. Solo il quotidiano “Napolipiù” ha ripreso le dichiarazioni di Cesare Romano. La faccenda mi sta molto a cuore. Dopo le mie vicissitudini professionali, ho scelto di mettere al servizio del no-profit la mia pluriennale esperienza, e le mie conoscenze, di sales-marketing manager. Da un po’ di tempo quindi, il mio lavoro contribuisce a donare una speranza a 30 minori che poco o nulla hanno avuto dalla vita.

Chiedo quindi a tutti i “viandanti” che transitano su queste pagine, di aiutarmi a riproporre questo post affinché sia data voce, speranza ed un futuro migliore, a chi rischia che tutto questo impegno venga vanificato dall’ennesima dimostrazione di palese inefficienza amministrativa di questa classe politica. Grazie.
25/09/2007
15:01

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L'INTERVISTA (IM)POSSIBILE.

inte2fraba – Signor Sostituto Procuratore, mi concede un’intervista per il mio blog?
Paolo (nome di fantasia) – Perché non ti uccidi? A te sto blog ti sta dando alla testa.
f - Parliamo di “Giustizia”?
p - Hai tempo da perdere? Perché non parliamo di calcio, di donne? Hai visto L’isola dei Famosi? Se t’impegni magari alla prossima edizione prendono anche te.
f - Dai, non lamentarti. Le leggi le avete. Il Governo ora ha intenzione di aggredire anche la microcriminalità. Cosa vi manca?
p - Ecco, il vero problema è questo. Tu si ignorante come la maggioranza degli italiani.
f - Ignorante? Grazie per il complimento! E comunque non mi dici nulla di nuovo o che non sapessi.

p - Vabbè, cercherò di spiegarti. Ad agosto è stato ripristinato il reato di guida senza patente che, prima della sua abrogazione, significava mediamente, un ventina di denuncie al giorno (parliamo di una media città capoluogo di regione). Ora che anche le attività dei lavavetri,de i parcheggiatori abusivi e di chi-più-ne-ha-più-ne-metta saranno integrate legislativamente ai reati già esistenti di guida in stato di ebbrezza e sotto l’influsso di stupefacenti, la situazione diventerà grottesca. Il problema è che qualcuno dovrebbe spiegare a questi politici, come funziona il codice di procedura penale.
f - Non c’è il CSM per questo?
p - Si, ciao. Stai buono e ascolta. Una richiesta di decreto penale fatta dal PM per questo genere di reati arriva al GIP circa 6 mesi dopo il fatto. Se poi prendiamo in esame Procure come quella di Napoli, i tempi necessari agli uffici per registrare la notizia di reato e fascicolare il tutto, è indefinito. Il GIP emette il decreto dopo altri 6 mesi circa (forse) e attende le notifiche per circa un anno. Sicché la sbalorditiva pena pecuniaria per questo genere di reati (tra 1.000 e 2.000 euro) può essere richiesta all’imputato a distanza minima di due anni dal fatto. Poiché l’imputato ha ancora diritto ad opposizione al decreto penale, giudizio di 1° grado, appello e cassazione, è ovvio che la pena non potrà essere effettiva per via della sicura. Anche perché poi può sopraggiungere la prescrizione. prescrizione nel frattempo maturata.
24/09/2007
11:57

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LETTERA AL PRESIDENTE.

napolbassEgregio Signor Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

In questi giorni Lei è stato nuovamente in visita a Napoli, la sua città d’origine, la nostra quotidiana dimora. E’ la quarta volta che lei viene a Napoli da quando è stato eletto al Quirinale, e questo dimostra tutto il suo attaccamento a questa martoriata terra. Tuttavia il Suo autorevole e reiterato impegno, poco ha apportato in termini di concreti riscontri. Per carità, il Suo Istituto non ha poteri di governo. Lei può sollecitare e richiamare, cosa che ha abbondantemente fatto, chi poi dovrebbe decidere e realizzare. Ma come si suol dire, non esiste peggior sordo di chi non vuol sentire.

E’ sempre più sconcertante Signor Presidente, lo spettacolo offerto dagli amministratori napoletani, ogni qual volta Lei torna nella nostra città. Ci tocca assistere a stucchevoli salamelecchi istituzionali sotto i quali si nasconde la più villana strafottenza ed il tutto ha l’amaro sapore di un abusato deja-vù (con Ciampi, suo predecessore, la musica e gli orchestrali erano sempre gli stessi).
E del resto, Signor Presidente, l’analisi della realtà è a dir poco desolante.

bassiervoBagnoli è sempre più un sogno. Il “patto sicurezza” ogni giorno che passa, assume sempre più i connotati della farsa. L’annosa vicenda delle aree per il deposito di moto e auto sequestrare, uno degli assi portanti del “piano Amato”, sembra ormai la commedia delle beffe. Di piani d’illuminazione nemmeno l’ombra anzi, siamo al sequestro delle strade causa pericolosità degli impianti esistenti.
In Tribunale rubano i PC ai GIP e “Vito-Clemenza” Mastella se ne guarda bene finanche dal parlarne: gli ispettori ministeriali ormai, lavorano solo per affrancarlo da qualsivoglia sua vicissitudine giudiziaria. A proposito di Giustizia “uguale per tutti”: Scandalo dei rifiuti (qualcuno ne ha ancora memoria?). Miliardi di euro buttati via, cinque milioni di ecoballe (false) da smaltire, mezzo inceneritore ancora in costruzione, discariche piene, montagne di immondizia per le strade (tranne quelle Lei è passato). Il pm a giugno ha chiesto il rinvio a giudizio, il primo gip è stato trasferito, il secondo, il più giovane dell’ufficio, torna il 15 ottobre, la Procura dice c’è il rischio prescrizione, il capo dei Gip risponde “le carte sono incomplete”, per la prima udienza se ne parlerà dopo Natale, forse. Mastella tace ed a pensar male difficilmente si sbaglia (tra gli imputati c’è Bassolino. Un occhio di riguardo forse?)

Ed allora, egregio Presidente, non presti la sua persona ed il suo ruolo per le parate, per le sceneggiate tipiche di questa indegna classe di amministratori pubblici sempre pronti ad affollarsi intorno a Lei quando viene a Napoli. Intervenga sul governo centrale, ove mai ce ne fosse ancora uno, per agevolare delle indagini da parte della Corte dei Conti, per commissariare tutto il commissariabile, per sciogliere queste Assemblee elette con metodi bolscevici ed ormai palesemente inefficaci ed inefficienti.
Si tenga lontano, Signor Presidente, non dalla sia Città, ma da questa cricca di sfaccendati farabutti mai sazi di un potere fine solo a se stesso ed ai loro sudici interessi.

La nostra speranza, passa attraverso non solo le Sue parole, ma ance e soprattutto, attraverso segni concreti, gesti tangibili, concreti atti per un futuro diverso da questo nostro maleodorante presente.
23/09/2007
09:33

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COLPEVOLE SILENZIO.

mastellaIl ministro della Giustizia, chiamiamola così, “Vito-Clemenza” Mastella ha chiesto la rimozione del magistrato De Magistris il quale, sole per puro caso e combinazione, stava indagando sul conto del presidente del Consiglio Romano Prodi ed era forse ad un passo, dal richiedere l’autorizzazione al Parlamento, di potere indagare finanche sul neo-giureconsulto ceppalonese.

Domandina semplice-semplice: cosa sarebbe accaduto se giornali e televisioni avessero annunciato, ai tempi del governo del “Caimano”, che il ministro della Giustizia era in procinto di rimuovere un giudice che investigava su di lui e sul Presidente del Consiglio?

Ciò detto, quanto accade in questi giorni altro non è che l’ennesimo strappo ad un assioma troppe volte sfoderato, soprattutto, in sede di campagna elettorale, dalle truppe post-comuniste: la sinistra rispetta la magistratura ed il corso della legge. I fatti però, dimostrano l’incontrario. Negli ultmi dodici mesi di governo, in centro-sinistra ha massacrato questo mito (falso?) e lo ha fatto nella più assoluta indifferenza generale.

La lista è lunga. Un vice-ministro, Visco, il quale “illegittimamente” tenta di rimuovere con un gesto autoritario i finanzieri che compiono il loro dovere sul caso Unipol. Un ministro dell’Economia che mette alla porta un generale (Speciale) per essersi opposto a Visco passando poi, ma questo è esercizio quasi dovuto ad ogni stagione politica che si rispetti, per le decapitazioni dei vertici del Sismi, del Sisde e della Polizia.

Quando “Truffolo” e la sua cricca si agitavano contro l’uso “politico della magistratura”, la sinistra rispondeva con isterica alterigia: rispettare i magistrati, rispettare gli uomini dello Stato che perseguono i crimini, non interferire e non criticare.
Poi però, se Fassino e D’Alema si ribellano apertamente al gip Clementina Forleo, questo è soltanto un atto di legittima preoccupazione; se Visco mette alla porta dei servitori dello Stato, senza averne il potere, ma forse solo per proteggere la propria parte politica, questo è soltanto un atto di ineleganza.

Ora “Sancho Panza” Mastella si permette impunemente di aggredire dei magistrati senza che nessuno fiati. E foglia alcuna si muove. Dove sono finiti i “girotondini” che inneggiavano al colpo di stato ogni qualvolta il Caimano apriva anche solo la bocca contro i Giudici? Tutti troppo impegnati a fare i vice-ministri o a spartirsi prebende variamente assortite? Meglio, molto meglio, disquisire per giorni e giorni sul linguaggio "volgare e violento" di Grillo.

Il popolo pascolante che pasce, deve rientrare nella mansuetidine del suo recinto: subito e senza perder tempo. E mentre ciò avviene, lo si curano per bene i loro affari.

Quì trovate l'intervento di Marco Travaglio ad "Anno Zero", dedicato al Ministro della Giustizia "Vito-Clemenza" Mastella. Ascoltatelo bene. C'è la summa dell'essere ceppalonese.
21/09/2007
10:31

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TEATRI, TEATRANTI E TEATRINI NAPOLETANI.

Piazza Eduardo De Filippo -Teatro San Ferdinando-Poco distante da casa mia c’è il Teatro San Ferdinando ai più conosciuto come il “Teatro di Eduardo”. Fu infatti Edoardo De Filippo nel 1943, dopo che fu raso al suolo dalle bombe americane, ad acquistare lo storico edificio del‘700 nel 1943 per tre milioni delle vecchie lire. Il Teatro San Ferdinando ha vissuto fasi alterne fino morte del commediografo napoletano e con il passaggio agli eredi, che scelsero di tenerlo chiuso, la struttura e l’aera antistante, conobbero una fase di estremo degrado. Ma andiamo al maggio del ’96.

Con un protocollo d’intesa, il Consiglio Comunale di Napoli accetta in “regalo” dagli eredi di De Filippo il San Ferdinando. Da allora la struttura diventa patrimonio pubblico sotto la diretta gestione dell’ Amministrazione Comunale. Successivamente però, l’operazione si rileva un vero e proprio cappio al collo per la città, visto le condizioni poste dal Luca De Filippo, divenuto presidente di una Fondazione intitolata al padre, con la quale intende continuare a gestire il Teatro, nonostante il protocollo d’intesa approvato dal Comune di Napoli e la presunta donazione alla Città del Teatro San Ferdinando. Analizziamo e fatti ed il protocollo d’intesa siglato dall’allora sindaco (Bassolino) e Luca De Filippo.

La famiglia De Filippo ha offerto in “donazione” al Comune la piena proprietà del complesso immobiliare, onerando l’Ente donatario dell’obbligo di versare 200 milioni alla “Fondazione Eduardo De Filippo” e di corrispondere alla stessa la somma annua, da valutarsi sulla base degli indici Istat, di 50 milioni delle vecchie lire per trent’anni. Conti alla mano, il Comune ha assunto un impegno economico con Luca de Filippo, o meglio, con la Fondazione da lui presieduta, pari ad un miliardo e settecento milioni delle vecchie lire. (Alla faccia del “regalo” alla città.) Questa “donazione” investe il Comune degli oneri per il restauro totale e l’ammodernamento dello stabile, compreso la rimozione dell’amianto dai solai e la dotazione della struttura di un adeguato impianto antincendio. Questi interventi, terminati nel 2000, sono costati ai contribuenti napoletani 6 milioni di euro.

lucadefilippoLa “donazione” inoltre, prevede il godimento perpetuo del Teatro San Ferdinando alla Fondazione presieduta da Luca De Filippo, affinché lo gestisca per le finalità proprie del Teatro e della Fondazione stessa, anche con la facoltà di affidare tale gestione a terzi, a titolo gratuito o oneroso. I Consiglieri del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione sono nominati metà dal Comune e metà dalla Fondazione stessa, ma il voto del Presidente Luca De Filippo vale il doppio. Quindi, de facto, i De Filippo hanno sempre la maggioranza per determinare qualsivolgia decisione. In definitiva, è questa una  “donazione” che ha il sapore della pura beffa. Luca De Filippo ha semplicmente appaltato la ristrutturazione della struttura a carico del Comune, quindi di noi contribuenti, mantenendo tuttavia il totale controllo del teatro. Furbo lui o fesso chi ha avvallato questo protocollo d’intesa?

Ciò detto, è dal 2000, anno del centenario eduardiano, che la solenne riapertura del San Ferdinando viene dichiarata imminente a scadenza periodica, per poi essere puntualmente rinviata per imperscrutabili ragioni tecniche. Stasera il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in questi giorni ospite a Napoli, visiterà il Teatro San Ferdinando, ormai ristrutturato e finalmente pronto alla riapertura. Ma solo ad ottobre però, il Teatro verrà riaperto al pubblico. Con una programmazione annuale, direte voi. No. Verranno messi in scena solo due spettacoli, poi si richiude tutto in attesa di capire chi, come e quando gestirà il teatro.

Voci dicono che non se ne riparlerà prima della prossima stagione teatrale (2008/2009). Ad oggi non è dato sapere chi amministrerà la sala e ne curerà la programmazione. La lotta, fatta di colpi bassi ed in barba a qualsivoglia principio di buon senso e nello spregio totale del pubblico interesse, è fra Luca De Filippo, ed il Teatro Stabile Mercadante (controllato dal Comune). L’intesa, prima o poi, verrà trovata. Ma tutta la faccenda sarebbe, in un Paese serio, oggetto quanto meno di un indagine amministrativa. Da noi, questo non succede.

Non ci rimane quindi di attendere impazienti l’ennesimo annuncio in “pompa-magna” a cui farà seguito, fondi permettendo, l’ennesima “inaugurazione” del Teatro San Ferdinando con tanto di solenne cerimonia ed annessa foto della sindaca in compagnia dell’unico vero proprietario del Teatro San Ferdinando: Luca De Filippo.
20/09/2007
11:50

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HANNO PAURA.

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viso_pauraTremano, altroché se tremano. E nulla fanno per dissimulare la loro ormai evidente paura. Per la prima volta la bovina massa lancia una concreta minaccia. Finora i signori del potere se ne sono infischiati della rabbia crescente di un elettorato che si sente irretito nell’impotenza, deriso nella propria voglia di democrazia rappresentativa, deturpato ogni giorno di più della sua costituzionale sovranità. E’ bastato un comico per far tremare la terra sotto i loro piedi. Da non crederci. E nemmeno gli si può dare torto.

Grillo, a differenza di girotondini e dei vari “comitati per la libertà”, ha dalla sua parte una infrastruttura tecnologica di supporto fatta da un Blog con milioni di contatti giornalieri, ed un presidio territoriale composto dai suoi meetup. Diciamocela tutta, quale movimento oggi in Italia ha la capacità organizzativa e l’egemonia consensuale per raccogliere in un solo giorno trecento mila firme? Ma non è solo questo.

Beppe Grillo è uno scaltro, ci sa fare. Non propone un nuovo partito, ma un movimento spontaneo che si pone come obiettivo quello di spazzarli via tutti. Demagogico? Forse, perché no. Ma i numeri sono tutti dalla sua parte. In questo momento i sondaggii indicano nel 50% gli italiani pronti a schierarsi con il comico genovese. Roba da far tremare i polsi sia di destra che di sinistra. La loro paura la si vede e la si sente in ogni loro dichiarazione. La truppa cammellata dell’informazione asservita ed adorante, comincia a posizionare i propri carri in cerchio per difendere i presidi conquistati con anni di imperterrite nefandezze e di finanziamenti pubblici dati a "babbo morto". Tranne poi, vedi le dichiarazioni di Fini sul caso Mazza, accorgersi che a sputtanamento è molto meglio contrapporre cautela e pazienza. Magari la bufera prima o poi passa e tutto torna come prima.

Forse non sarà Grillo a guidare la riscossa ne la sua azione riuscirà a sovvertire un precostituito stato di cose tanto ignobile quanto maleodorante. Confesso però che se tutto ciò potrà servire a spazzare via i miasmi prodotti da questi politicanti da quattro soldi, allora forse dovrà essere nostro preciso dovere appoggiarlo, affiancandoci a lui ed interagendo affinché tutto ciò possa avere una speranza di concreto compimento. La retorica di chi grida al qualunquismo, al fascismo, alla pericolosità di parole che dette da un comico, porterebbero ad “armare mani”, lasciamola a chi la propria paura di perdere privilegi e dispense di vario genere, non riesce oramai più a nasconderla.
20/09/2007
10:09

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Notte che se ne vĂ ...

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nottebianca2006_grazieDue anni fa, fu un caos più che una festa. Lo scorso anno invece, la partecipazione seppur numerosa della cittadinanza, venne percepita meno in virtù di un decentramento dei vari spettacoli. Si disse, subito dopo, che quest’anno sarebbe stata una “Notte Bianca” degna delle migliori tradizioni europee. Fin dal termine dell’edizione passata, vennero istituite commissioni e gruppi di lavoro per arrivare puntuali all’appuntamento di quest’anno. Al BIT, la borsa del turismo di Milano, si era annunciato in pompa magna un evento che avrebbe attirato a Napoli turisti da ogni dove. Ora invece, a meno di un mese dall’evento, si scopre che i soldi non ci sono e che quindi la “Notte Bianca” diventa l’ennesimo fallimento di questa amministrazione.

Occorrerebbero un milione di euro solo per pagare lo straordinario al personale, fondi che al momento non ci sono.
In questa fase sono altre le priorità” ha dichiarato la sindaca. “C’è la visita del Papa. C’è il Festival Teatro Italia. Ci sono i cittadini che chiedono il potenziamento dei servizi sociali.Appare francamente insolito che la sindaca durante il tempo libero fra una comparsata e l’altra alle varie feste e festicciole, si ricordi che uno dei compiti degli amministratori cittadini sia il predisporre ed attuare una concreta politica di assistenza sociale. Anche se forse più che di una rinnovata coscienza sociale, personalmente propenderei per l’alibi bello e pronto. La fallimentare “Piedigrotta” ed una stagione turistica molto al di sotto delle aspettative, forse consigliano un atteggiamento più prudente. Non è il caso d’impegnarsi con gl’imprenditori del turismo se non si hanno i mezzi e le capacità per farlo.

Così come, ed è questa una fattispecie che difficilmente mai comprenderò, mi chiedo come sia possibile pianificare eventi, manifestazioni, fiere, mostre e quant’altro, senza avere mai, e sottolineo mai, la certezza di uno straccio di copertura finanziaria. Approssimazione, incompetenza, imperizia pianificava e di gestione caratterizzano sempre di più questa fallimentare amministrazione cittadina.

L’assessore ai “grandi eventi”, Valeria Valente, ha dichiarato: “Non ci sono soldi e una decisione del genere va comunque presa prima che siano venduti i pacchetti turistici. Qualcuno spieghi per favore all’assessore, che i sales planner nelle aziende serie, vanno fatti con tempi che anticipino anche di un anno gli eventi correlati e che a distanza di meno di un mese dalla manifestazione, probabilmente i pacchetti turistici sono già stati messi in vendita.

Qualora ne avessimo ancora di scorta, ci siamo giocati un altro po’ di credibilità. Complimenti.