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L'ottimismo è il profumo della vita. - di Salvo Toscano
Non lo capivano allora. E forse non lo capiscono ancora oggi. Non lo capivano che Berlusconi non era la causa. Ma la conseguenza. L'Italia non faceva schifo per colpa di berlusconi. Berlusconi era solo lo specchio di un'Italia che faceva schifo.L'Italia dei quarantenni evasori fiscali col suv che arrivano al lounge bar con la strafica e pippano nei bagni elegantissmi. Dei trentenni che pippano anche loro coi portafogli gonfi e la grossa cilindrata. E non rimorchiano più, che è trooppa fatica, ma pagano, è il capitalismo, bellezza. Dei ventenni e giù di lì che si strafanno di ecstasy il sabato sera e si liquefanno il cervello, poi magari all'uscita si schiantano con la macchina del papi, mbriachi e drogati per come sono e fanno un po' di mattanza.
L'italia delle starlette e dei troioni, di quelle che aspiranti veline, intanto si mettono ad aspirare genuflesse, che poi alla fine, di riffa o di raffa, da qualche parte arrivi, basta avere un po' di fedina penale sporca, qualche scandaletto pompato (in tutti i sensi), e il gioco è fatto. Mele al suo paese ora è un eroe, vuoi mettere? E Pochaontas andrà in tv (come chi è Pocahonotas?). Corona fa i soldoni, i libri, forse pure un partito. C'est l'Italie. Va bene tutto.
La simpatica canaglia, il figlio di puttana conclamato, quello che alla fine la fa franca, questi sono i tipi ggiusti. E i fessi se lo prendano pure in quel posto. Tanto gli altri intanto si spappolano i rimasugli di materia grigia guardando in tv un tronista palestrato che si fa corteggiare da dieci procaci fanciulle, o un pugno di rintronati che fanno finta di vivere la vita reale nel più irreale dei contesti, quello delle telecamere. E sono tutti contenti così, tanto la sera vanno a chiudersi al Bingo a sputtanarsi la legittima, mentre i bambini ammuffiscono al baby parking e il portafogli si svuota, per la gioia di finanziarie-cravattare che fanno affari d'oro. Ferragosto, divertitevi, tutti a mare a mostrar le chiappe chiare.
Tanto poi si torna e si ricomincia daccapo. Dritti dritti verso l'apocalisse.















La vicenda che ha coinvolto Don Gelmini, ennesimo esempio di sacerdote multi-mediale, mi amareggia profondamente. Al momento non sappiamo come finirà l'indagine, ma fin da ora possiamo felicitarci del fatto che il caso Don Gelmini abbia contribuito a scrivere l’ennesima e contraddittoria pagina di quella che ormai rappresenta un format tutto nostrano: tu mi accusi? Io invoco il complotto.
La mia diffidenza (e non solo la mia) nei confronti del Partito democratico ha trovato facile riprova nell’ufficializzazione delle candidature. Non potevano infatti D’Alema e Rutelli (i veri registi dell’operazioni) concedersi il lusso di aprire i loro organigrammi a favore di personaggi “difficili” come Di Pietro e Pannella. Troppo libertarie le posizioni dello storico radicale, ed eccessivamente populiste quelle dell’ex-Pm per convivere con l’oligarchia ex comunista e gli stralci di quella che un tempo fu la “balena bianca”.
Bologna, 2 agosto 1980: un sabato di sole, code in autostrada e alla stazione di Bologna molta gente sui binari ad attendere il treno per andare in vacanza. Alle 10,25 la sala d' aspetto di seconda classe e' squarciata da un'esplosione. Due valige cariche d' esplosivo lasciate nell' angolo tra la sala d' aspetto di seconda classe e i locali annessi della tavola calda della stazione vengono fatte scoppiare per mezzo di un timer. La deflagrazione distrugge tutta l'ala sinistra dell' edificio e investe il treno Adria Express fermo sul primo binario a nove metri di distanza dal luogo dello scoppio. Il bilancio finale della tragedia e' impressionante: 76 morti e oltre 200 feriti, 79 dei quali gravissimi. Nove infatti moriranno nei vari ospedali dove erano stati ricoverati, portando così il bilancio complessivo a 85 morti.
In un Paese normale la vita politica di Antonio Bassolino da Afragola, immediata periferia napoletana, rinviato ieri a giudizio dalla Procura di Napoli per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, sarebbe ormai giunta al capolinea. In altre latitudini anche il solo semplice sospetto costringe i soggetti interessati a farsi da parte per attendere in maniera austera e serena il verdetto degli organi giudicanti. E’ una questione non solo di opportunità politica, ma anche e soprattutto di adeguatezza etica e di rispetto, nei confronti sia della pubblica opinione sia dell’operato dei giudici. In Italia non è così: e non lo è ormai da anni.