31/07/2007
17:03

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E ORA?

bassolANSA: 2007-07-31 13:16
Rifiuti: chiesto giudizio per 28, c'e' anche Bassolino


NAPOLI - La Procura della Repubblica di Napoli ha depositato negli uffici del Gip le richieste di rinvio a giudizio per 28 dei 29 indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'emergenza rifiuti in Campania. Truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture sono i reati ipotizzati dai pm partenopei a carico, tra gli altri, del presidente della Regione Antonio Bassolino - commissario straordinario per l'emergenza dal maggio 2000 al febbraio 2004 - di Piergiorgio Romiti e Paolo Romiti, vertici della Impregilo, affidataria dell'appalto dello smaltimento dei rifiuti. Fra i nomi degli indagati, che da oggi diventano imputati, l'ex vicecommissario, Raffaele Vanoli, l' ex sub commissario Giulio Facchi, tecnici del commissariato di Governo come Giuseppe Sorace e Claudio De Biasio, gli amministratori delegati di Fibe, Armando Cattaneo e Fisia, Roberto Ferraris.

Le richieste dei pm napoletani Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, coordinati dal procuratore Camillo Trapuzzano, arrivano dieci mesi dopo le notifiche delle conclusioni delle indagini preliminari (che risalgono all'8 settembre del 2006). Nei giorni scorsi, il Tribunale del Riesame aveva respinto, fra l'altro, il ricorso sull'ordinanza del Gip Rosanna Saraceno: provvedimento che dispone il sequestro di 750 milioni di euro del patrimonio del gruppo Impregilo e delle controllate Fibe, Fibe Campania e Fisia Italimpianti, e che conferma l'impianto accusatorio della Procura.
31/07/2007
11:09

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PUPAZZI.

The-Muppets---Full-Cast-Poster-C10118003Cosimo Mele, protagonista dell’ultimo pruriginoso scandalo nostrano (un festino a base di squillo e droga), può definirsi a pieno titolo un uomo tutto politica e sregolatezza.

L’avventuretta”, come la chiama lui, è solo l’ultimo capitolo di una carriera politica tutt’altro che intonsa. Nel 99, quando era vice-sindaco di Carovigno, in compagnia del sindaco pensarono bene di andarsene al casinò di Montecarlo per alleviare il peso delle responsabilità amministrative. I soldi usati per le puntate al tavolo verde però, erano frutto di tangenti raccolte fra il 1995 ed il 1998 per assegnare appalti pubblici o per assunzioni preferenziali. Arrestato con l’accusa di concussione e corruzione, il processo è ancora in corso.

Insomma, siamo alle solite. L’etica pubblica è ormai merce sempre più rara e non è con le leggi che la si può imporre: o c’è, o non c’è. In nessun paese cosiddetto civile è necessaria un architrave legislativa per affermare i principi di principi morali alla base della rappresentatività politica. Certo, prendersela con Mele oggi, è come sparare sulla Croce Rossa. Del resto in quanto a bestialità, non è da meno il segretario del suo partito, L’UDC Lorenzo Cesa, il quale ha proposto di aumentare lo stipendio dei politici per consentire loro di trasferire a Roma anche la moglie e i figli. Certo, il tempismo e l’opportunità di tale affermazione, lascia a dir poco basiti.

Fernando-Botero-Una-famiglia-33510I costi del Palazzo fanno venire l’orticaria a tutti gli italiani, tranne ovviamente a quelli che nel Palazzo, o alle sue spalle, vivono. Ma perché infierire? Il nostro deputato-medio è oberato oltremodo di lavoro ed a fronte di tre, talvolta addirittura quattro giorni di attività fuori sede, non si può pretendere che i suoi ormoni comincino ad urlare. E se rincasando la sera dopo un'estenuante giornata di lavoro, non prima di essersi fermato lungo qualche viale isolato per approfondire le condizioni di vita di qualsivoglia extra-comunitario, possibilmente di origine sud-americana, non trova la sacra famiglia a dirottarne gli ardori verso il lieto fine, diventerà per lui inevitabile imboccare la strada del vizio e della perdizione. Sarebbe opportuno quindi, a parere di Cesa, che per evitare che un parlamentare in trasferta a Roma ceda ai pruriti e metta le corna alla moglie con una squillo, come Cosimo Mele, gli italiani si facciano carico di aumentare il suo stipendio per il “ricongiungimento familiare”.

Un tempo, quanto la politica era una cosa un po’ più seria, il senso dell’onore e la convinzione di aver in qualche modo tradito chi lo aveva eletto, portava i politici coinvolti in qualsivoglia scandalo, alle dimissioni dal suo incarico. Dimissioni vere, sia chiaro. Da un po’ di tempo, non è più così. Meglio, molto meglio, le interviste ai giornali, le comparsate in televisione per cospargersi ipocritamente il capo di cenere cercando di raccogliere le simpatie e di rinfrancarsi un’immagine solo momentaneamente appannata.

Il tempo è galantuomo, e la memoria italica è la rappresentazione speculare dei propri rappresentati politici: assolutamente insignificante.
31/07/2007
09:14

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Cortina ci ha rotto d’Ampezzo. - di MR. CIMA

Quest'uomo rasenta la genialità!


Le spiegazioni ufficiali parlano della riunificazione della minoranza ladina, ma la verità è che i Cortinesi vanno dove li porta il cuore, e il cuore, si sa, si trova in alto a sinistra, vicino al portafogli.

C’è da capirli, certo.
Vivere nella regione con il reddito pro capite superiore del 14% alla media italiana e detenere, nel contempo, il triste primato di essere fra i capoluoghi dell’Italia settentrionale quello con il reddito pro capite più basso deve essere straziante. Mi viene quasi da piangere.

Deve essere ben triste passeggiare su Corso Italia, pavimentato con cubetti di loden, e poi non avere nemmeno un boccone di brioche per le creature. È che sono poveri vergognosi, si nascondono. Li vedi rintanati nei bar, a sorseggiare vino bianco, a meditare sulla sorte avversa e ria. Poi si chiedono cosa voglia dire ria e passano direttamente al grappino. Comunque sia, la loro triste condizione parte da lontano, da quando Giancarlo Galan è diventato governatore del Veneto. E nemmeno la solita grande generosità del popolo campano, che ha offerto Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino in un’irripetibile offerta “due al posto di nessuno“, li ha in qualche modo risollevati dal magone.

Non c’è niente da fare. Cocciuti come alpini, i Cortinesi vogliono anche loro pagare la metà delle tasse locali, come i vicini Bolzanini, e vedere che il 90% delle tasse viene impiegato sul propio territorio. Su questa coraggiosa linea di solidarietà sociale altre iniziative separatiste si stanno manifestando.

Il sindaco di Lorenzago, ad esempio, ha chiesto l’annessione al Vaticano, mentre il quadrilatero composto dalle cittadine di Poggiomarino, Striano, Terzigno e San Giuseppe Vesuviano ha chiesto l’annessione a Hong Kong.

bassolinopulcinellaI cittadini campani hanno provato a chiedere l’annessione a qualsiasi località italiana, purché lontani dal governatore Bassolino, ma le trattative con San Marino si sono arenate a causa della protesta dei venditori di piadina che non vogliono in casa la concorrenza dei pizzaioli partenopei.

In definitiva, però, pare che il problema dei Cortinesi sia soprattutto di ordine psicologico: soffrono il confronto quotidiano con il Presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, che un giorno dice di essere contento di annettersi Cortina ma non vuole influenzare il voto e il giorno dopo invia ai Cortinesi il Manuale dell’Alto Adige, dimostrando con i fatti che un sud-tirolese è sempre più a nord di un leghista.

Io, che sono stato nell’Alto Adige ma non ho fatto per tre anni il militare a Cuneo, una modesta proposta ce l’avrei: facciamoli annettere pure al Trentino-Alto Adige senza problemi e poi, con un decreto a larghissima maggioranza, trasformerei le Regioni a statuto speciale in Regioni a statuto ordinario, e viceversa, per i prossimi 60 anni.

E se fanno il minimo accenno di protesta gli mandiamo su tutti gli acquirenti del quartiere abusivo di Casalnuovo ad occupare tutte le seconde, terze e quarte case, così vediamo se rompono ancora.

30/07/2007
17:19

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IL SILENZIO E' D'ORO

MAS--240x240"D'ora innanzi io non risponderò più a Di Pietro. Gli farò rispondere da amici, collaboratori o da uno degli uscieri del ministero."
(Clemente Mastella, ministro della Giustizia.
)

Se io fossi l’ex PM di mani-pulite, comincerei seriamente a preoccuparmi. Le amicizie del bipede spaziano a trecentosessanta gradi. Certo, Tonino può trovarsi ad interloquire con Cossiga o con qualche altro ex-democristiano (e fin qui, nulla di preoccupante).

Ma se invece il rass di Ceppaloni decidesse di farsi rappresentare nella sua risposte da qualche suo “compariellocalabrese, allora la faccenda potrebbe farsi seriamente preoccupante per il ministro delle infrastrutture.

Rimane sempre l’assioma di base. “Vito-Clemenza” Mastella meno parla e meglio è per tutti: Tonino compreso.

27/07/2007
12:30

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DISCUSSIONI ESTIVE - DI DANIELA L.

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Riporto quanto pubblicato da Daniela sul sito decidiamoinsieme.it. Proporrei il seguente sottotitolo: I Verdi, tenen'a capa fresca...
jamme_guagliuLa signora Elvira Pierri, da Napoli, scrive spesso ai giornali. E oggi, su Repubblica, se la prende con i Verdi che a loro volta se la sono presa con “il manifesto diseducativo del trofeo Birra Moretti, che fa vedere dei pupazzi che girano senza casco a piazza del Plebiscito. In verità — sostiene la signora Elvira — senza casco a piazza del Plebiscito girano per davvero i centauri in carne e ossa, e non solo in quel sito, ma in tutta la città. Ma forse i Verdi preferiscono guardare solo i manifesti”.
Ora, effettivamente la richiesta di ritiro dei cartelloni avanzata dai Verdi fa ridere (o piangere, a scelta), ma la pubblicità dell’evento a me sembra semplicemente orribile. Anche se leggo (per es. qui) che la campagna è firmatissima (Armando Testa), e che “i tre giocosi guagliù sullo scooter … invitano il pubblico alla sfida … sottolineando il sano divertimento di una grande serata con gli amici allo stadio”.
25/07/2007
14:15

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Ancora sul g8 di genova.

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principaleQuesto post è per un “anonimo”. Sia chiaro, lo scrivo senza alcuna acredine ma solo perché forse, è sottolineo forse, il su citato anonimo potrebbe da questa lettura trarre spunti nuovi di riflessione e di giudizio. Quanto accaduto a Genova sei anni fa, è l’esempio palese di come la strumentalizzazione dei fatti può generare non solo disinformazione, fatto di per se già deprecabile, ma anche pregiudizi che possono poi sfociare in quel muro-conto-muro tanto caro al nostro attuale oligarchico sistema politico. Partiamo dai fatti, quindi, ricostruiti, spero, con la massima oggettività.

Venerdì, 20 luglio 2001. Genova non era adatta ad ospitare una manifestazione del genere. E questo non perché lo avesse detto Berlusconi, in risposta al fatto che era stato il precedente governo di centro sinistra ad avere scelto il capoluogo ligure come sede del G8. Lo avevano detto gli esperti dell’ordine pubblico, professionisti abituati a gestire manifestazioni di piazza. La struttura urbanistica della città, mal si prestava ad una vasta azione di presidio e controllo del territorio e gli scontri avvenuti pochi mesi prima a Napoli fra "No Global" e forze dell’ordine, mal presagivano sugli eventi futuri. La scelta sbagliata di Genova quindi, incise negativamente sull’organizzazione della sicurezza pubblica. I collegamenti fra la centrale operativa e le forze dell’ordine in strada, furono caotici, spesso frammentati. Il controllo dei manifestanti da parte delle forze di polizia, saltò quindi immediatamente, fin dalle prime ore del pomeriggio, quando i Black Blocs, infiltrati nel corteo del Genoa Social Forum, misero a ferro e fuoco Via Tolemaide e la parte nord di Genova.

Il mio amico/a “anonimo” parla nel suo intervento di “delegittimare il movimento No-global", un movimento, a loro dire, che giunse a Genova con tutte le intenzioni di non voler provocare nessun’incidente ma bensì con la volontà di manifestare in maniera pacifica e civile il proprio dissenso. Mi chiedo, e chiedo a te, “anonimo”, quale movimento pacifista si presenta in piazza armato di scudi e spranghe di ferro? (Le immagini che tu citi, testimoniano anche questo.) E non si trattava dei soli Black Blocs. In ogni caso, ed in questo contesto, s’inserisce la morte di Carlo Giuliani.

giulianiLa morte di un giovane ventitreenne, va vissuta sempre con cordoglio e dolore. E’ una tragedia che travalica ogni idea politica e che dovrebbe però essere trattata come tale. Nel caso di Carlo Giuliani non è stato così. Ci hanno raccontato che era animato da nobili principi, dalla solidarietà verso i più deboli, dal senso di giustizia sociale e soprattutto era una persona pacifica. Sia chiaro, io nutro pieno rispetto per la memoria di un giovane ucciso in piazza, resta il fatto, innegabile anche questo, che quel giorno Carlo giuliani assaltò con un estintore e con il volto coperto da un passamontagna, una camionetta dei Carabinieri. E’ questo quello che le immagini ci testimoniano. Ma prima di fare ciò, dov’era? Passeggiava per le piane liguri raccogliendo margherite e fiori di campo? Credo proprio di no.

Il personaggio forse, non era quel che si dice uno stinco di santo. Nel 2000, intercettazioni telefoniche ci parlano di un suo coinvolgimento, seppur marginale, in un indagine su di un traffico di stupefacenti. Non so quanto ci sia di vero in tutto ciò, ma di certo rifiuto fermamente qualsivoglia tipo dietrologia (coinvolgimento dei servizi segreti negli incidenti di Piazza Alimonda e quanto altro in questi anni ha alimentato tante false leggende). Ma sopratutto, rifiuto fermamente ogni "processo di beatificazione" che in questi anni ha accompagnato la figura di Carlo Giuliani. L’unica certezza sono gli atti giudiziari che hanno assolto per legittima difesa Mario Placanica, il carabiniere che sparò in quello sciagurato pomeriggio d’estate. Anche lui forse è una vittima di tutta questa storia. Ma sembra che a nessuno importi nulla. Del resto, se fosse morto lui al posto di Giuliani, non staremmo ancora qui a parlarne.

diazSabato, 21 luglio 2001. Gli incidenti durante questa giornata, dimostrano, sempre a mio parere, una scarsa lungimiranza del “movimento”. Nonostante quello che era accaduto il venerdì, nessuno si premurò di organizzare un servizio d’ordine che tenesse fuori dalla manifestazione chi, a detta loro, erano stati i veri responsabili dei disordini: i black blocs. Ma forse si cercava solo un pretesto, un appiglio, per scatenare la guerriglia e vendicare la morte di uno di loro avvenuta il giorno prima per mano di un “servo dello Stato”.

Quanto accaduto alla Diaz ed alla caserma di Bolzaneto merita poi, ben altre considerazioni. L’inquinamento di un quadro probatorio posto in essere da funzionari di pubblica sicurezza, è da considerarsi d’inaudita gravità. Così come le percosse e le sevizie denunciate dai fermati di quei giorni, internati alla caserma della polizia di Bolzaneto. Ma generalizzare, strumentalizzare, accorpare il criminale operato di pochi ai tanti che in quei giorni hanno prestato il loro servizio con abnegazione, civiltà e spirito di sacrificio, genera solo un inutile e pernicioso odio classista. Dire che per quanto sta emergendo nel procedimento giudiziario tutta la Polizia è marcia , è come dire che tutti i no-global sono dei “teppisti”.

In definitiva, la verità è forse come sempre a metà strada. Non ci possono essere solo giusti o solo ingiusti. Solo colpevoli o solo innocenti. Ognuno è libero di costruirsi un’idea propria. L’importante è farlo attenendosi all’oggettività delle cose e dei fatti, non lasciandosi, per quanto è possibile, strumentalizzare da chicchessia.
25/07/2007
11:07

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L'ottuso negazionismo.

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garganoLe immagini che ieri passavano in televisione sembravano delle riprese fatte in un qualsivoglia scenraio di guerra: invece era Peschici, Gargano, Puglia, Italia. Case circondate dalle fiamme, il fumo che assedia i centri abitati, il fuoco che sfiora le spiagge costringendo i bagnanti a cercare rifugio in mare, a farsi salvare dalle barche. Migliaia di persone disperate, esasperate, che per ore attende i soccorsi: qualcuno non ce l'ha fatta, ed è morto asfissiato.
24/07/2007
15:41

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NON PERTINENTE SARA’ LEI - di Marco Travaglio

forleoAnche il Presidente della Repubblica dei Mandarini Intoccabili, davanti al Csm, ha voluto dare la sua bastonata al gip Clementina Forleo, rea di “valutazioni non pertinenti ed eccedenti”, cioè di lesa maestà nei confronti di sei parlamentari che due estati fa scalavano banche e case editrici in combutta con i furbetti del quartierino e si avvertivano a vicenda delle intercettazioni in corso (D’Alema, essendo molto intelligente, per avvisare Consorte del suo telefono intercettato, gli telefonò).

Secondo Napolitano, con queste “fughe di notizie” l’opinione pubblica rimane disorientata. In realtà, proprio grazie al giudice Forleo e ai giornali che hanno riferito le sue ordinanze, l’opinione pubblica ha capito benissimo tutto. E cioè che “non pertinente ed esorbitanteè il comportamento dei politici scalatori, non dei giudici che li hanno scoperti e processati. E che la vera fuga di notizie è quella di chi avvertì politici e furbetti che erano intercettati, rovinando le indagini sul più bello, non certo quelle dei giornali che stanno pubblicando atti non segreti, cioè pubblici.