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Margherita: punti spesi 33,1, punti residui 19,3. Democratici di sinistra: punti spesi 28,2, punti residui 22,2. Punti come al supermercato, le schede fedeltà del benzinaio, i bollini blu da socio Aci. Dimmi quanti punti hai e ti dirò che poltrona vinci. Perfetta, equilibrata, finalmente equa, matematicamente inattaccabile, la spartizione campana degli uffici di diretta emanazione politica (Asl, Parchi, Università, Garante dell'infanzia, dei detenuti, Comitato Pace e Cooperazione eccetera eccetera) sta procedendo secondo lo schema mutuato dalla mente vivissima del più noto teorico della lottizzazione: il signor Massimiliano Cencelli.Un bravo cronista de Il Mattino, passeggiando nei corridoi del consiglio regionale della Campania, ha raccolto tre foglietti sui quali era sistemata la griglia delle poltrone spartite, e quelle da spartite. Era segnalata secondo un punteggio prefissato la fame di ciascun gruppo politico. Ciò che aveva ottenuto, ciò che poteva ancora ottenere. Fatto 100 il valore della maggioranza i diesse col 15 per cento dei voti hanno un valore percentuale del 25. Gli sono attribuiti 50,43 punti con il seguito: quanti punti hai già speso quanti ancora da spendere.
In Campania comandano i migliori interpreti di Cencelli: Ciriaco De Mita e Clemente Mastella. Da qualche anno, bisogna dire, un altro allievo, Antonio Bassolino, ha raggiunto con profitto i maestri. I tre hanno fatto scuola e dunque la classe, il consiglio regionale guidato dalla signora Sandra Lonardo in Mastella, ha preso appunti e messo a frutto. I tre foglietti ieri erano disponibili e interpretavano asetticamente le possibili aspirazioni di ciascuno. Vi sono molti punti in palio e ciascuno, secondo le inclinazioni e i bollini sulla scheda, può indicare la poltrona più in linea con il proprio sentire.Infatti nella classificazione delle singole autorità da insediare nulla, ma proprio nulla, è stato lasciato alla discrezione dei consiglieri. Chi, per dire, avverte la necessità di stare a sinistra, anche molto a sinistra, può scegliere di guidare la Commissione per il lavoro: pochi punti (1,5) ma molto onore. Vero, in alcuni ruoli di guida non si prevede compenso. Essendo la quantità di moneta ricevuta un indice che fa aumentare e anche di parecchio il punteggio, alcune funzioni da svolgere gratis sono individuate negli ultimi posti in classifica.
La Consulta per l'immigrazione (l'altra per la Pace, la terza per la Cooperazione) valgono zero euro. Sono dunque destinate alla minoranza. Un vero partito di governo vuole di più. Il Corecom, il comitato regionale sulle comunicazioni, vale tantissimo. Chi conquista la presidenza raccoglie cinque punti. Qui non serve chiedere cosa faccia il presidente e soprattutto cosa sia il Corecom. Il valore della poltrona che presumibilmente si occuperà di controllare i tg regionali della Rai, è irrobustito da un alto compenso che automaticamente lo proietta nell'olimpo lottizzatorio.Cinque punti, tanto quanto tre revisori di conti di una Asl (1,5 punti a testa). Ce n'è però per tutti i gusti, proprio come al supermercato: dimmi quanto hai e ti dirò che pentola avrai. Molti hanno speso tanto, la Margherita più di tutti, ma anche l'Italia dei Valori: 3,78 per cento di voti che fanno in valore 5,72 per cento. Punti attribuiti 12,48; spesi: 9,5; da spendere 2,98. E con due punti e novantotto Antonio Di Pietro può prendersi l'Inps (2 punti) o scambiarlo con la seconda università di Napoli (2,5 punti) oppure col Parco del Vesuvio o del Cilento (due punti). I verdi di Pecoraro Scanio stanno meglio: degli 11 punti attribuiti ne hanno spesi soltanto 5. Gliene restano 6.
Chi non ha speso nulla sono i comunisti italiani: intatta la cassaforte con nove punti. Decideranno se, quando e dove fare gli acquisti. Intanto i lavori del consiglio regionale, malgrado la calura estiva, proseguono a ritmo serrato.












La “Reale-ancella” possiede in se le caratteristiche di una vera comica. Potrebbe, in un imminente futuro (e me lo auspico vivamente) costituire una compagnia d’avanspettacolo per perpetuare la gloriosa tradizione partenopea dell’avanspettacolo. Ieri ne abbiamo avuto l’ennesima riprova. Assediati da Magistratura e Corte Europea, la “premiata ditta” ha provato a replicare per l’ennesima volta il solito vetusto copione.
Mentre Prodi non è niente di più né di meno di un onesto funzionario di Stato sposato e non divorziato (comunque merce rara), Veltroni è molto di più, e di meno.
La situazione a Napoli e in campania sembra avvicinarsi sempre più al punto di non ritorno. L'emergenza rifiuti ha assunto ormai toni tragicomici, basti pensare che il Prefetto di Napoli ha ordinato di raccogliere e sversare i rifiuti in discarica senza alcun trattamento. Di colpo, dopo 13 anni di commissariato straordinario, siamo tornati al punto di partenza, al 1994, prima della chisura ufficiale delle discariche.
Sarebbe bello cominciare a sentire il "dolce" tintinnare delle manette. Sarebbe bello e sarebbe anche il caso, visto quanto sta emergendo dal lavoro investigativo della Procura di Napoli. Forse qualcosa si muove. O forse no.
Ho messo via un pò di rumore
Ormai sta diventando una consolidata consuetudine. Quando latito nell’esposizione dei miei insulsi pensieri, allora vuol dire che qualcosa si è inceppato. E’ un processo automatico, consequenziale ad uno stato d’animo che oscilla fra il depresso e l’avvilito.