29/06/2007
14:20

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lanaperil2906
29/06/2007
11:57

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LE POLTRONE A PUNTI.

Antonello Caporale pubblica su "la Repubblica"...

nomineMargherita: punti spesi 33,1, punti residui 19,3. Democratici di sinistra: punti spesi 28,2, punti residui 22,2. Punti come al supermercato, le schede fedeltà del benzinaio, i bollini blu da socio Aci. Dimmi quanti punti hai e ti dirò che poltrona vinci. Perfetta, equilibrata, finalmente equa, matematicamente inattaccabile, la spartizione campana degli uffici di diretta emanazione politica (Asl, Parchi, Università, Garante dell'infanzia, dei detenuti, Comitato Pace e Cooperazione eccetera eccetera) sta procedendo secondo lo schema mutuato dalla mente vivissima del più noto teorico della lottizzazione: il signor Massimiliano Cencelli.

Un bravo cronista de Il Mattino, passeggiando nei corridoi del consiglio regionale della Campania, ha raccolto tre foglietti sui quali era sistemata la griglia delle poltrone spartite, e quelle da spartite. Era segnalata secondo un punteggio prefissato la fame di ciascun gruppo politico. Ciò che aveva ottenuto, ciò che poteva ancora ottenere. Fatto 100 il valore della maggioranza i diesse col 15 per cento dei voti hanno un valore percentuale del 25. Gli sono attribuiti 50,43 punti con il seguito: quanti punti hai già speso quanti ancora da spendere.

mastella femminellaIn Campania comandano i migliori interpreti di Cencelli: Ciriaco De Mita e Clemente Mastella. Da qualche anno, bisogna dire, un altro allievo, Antonio Bassolino, ha raggiunto con profitto i maestri. I tre hanno fatto scuola e dunque la classe, il consiglio regionale guidato dalla signora Sandra Lonardo in Mastella, ha preso appunti e messo a frutto. I tre foglietti ieri erano disponibili e interpretavano asetticamente le possibili aspirazioni di ciascuno. Vi sono molti punti in palio e ciascuno, secondo le inclinazioni e i bollini sulla scheda, può indicare la poltrona più in linea con il proprio sentire.

Infatti nella classificazione delle singole autorità da insediare nulla, ma proprio nulla, è stato lasciato alla discrezione dei consiglieri. Chi, per dire, avverte la necessità di stare a sinistra, anche molto a sinistra, può scegliere di guidare la Commissione per il lavoro: pochi punti (1,5) ma molto onore. Vero, in alcuni ruoli di guida non si prevede compenso. Essendo la quantità di moneta ricevuta un indice che fa aumentare e anche di parecchio il punteggio, alcune funzioni da svolgere gratis sono individuate negli ultimi posti in classifica.

niminedueLa Consulta per l'immigrazione (l'altra per la Pace, la terza per la Cooperazione) valgono zero euro. Sono dunque destinate alla minoranza. Un vero partito di governo vuole di più. Il Corecom, il comitato regionale sulle comunicazioni, vale tantissimo. Chi conquista la presidenza raccoglie cinque punti. Qui non serve chiedere cosa faccia il presidente e soprattutto cosa sia il Corecom. Il valore della poltrona che presumibilmente si occuperà di controllare i tg regionali della Rai, è irrobustito da un alto compenso che automaticamente lo proietta nell'olimpo lottizzatorio.

Cinque punti, tanto quanto tre revisori di conti di una Asl (1,5 punti a testa). Ce n'è però per tutti i gusti, proprio come al supermercato: dimmi quanto hai e ti dirò che pentola avrai. Molti hanno speso tanto, la Margherita più di tutti, ma anche l'Italia dei Valori: 3,78 per cento di voti che fanno in valore 5,72 per cento. Punti attribuiti 12,48; spesi: 9,5; da spendere 2,98. E con due punti e novantotto Antonio Di Pietro può prendersi l'Inps (2 punti) o scambiarlo con la seconda università di Napoli (2,5 punti) oppure col Parco del Vesuvio o del Cilento (due punti). I verdi di Pecoraro Scanio stanno meglio: degli 11 punti attribuiti ne hanno spesi soltanto 5. Gliene restano 6.
Chi non ha speso nulla sono i comunisti italiani: intatta la cassaforte con nove punti. Decideranno se, quando e dove fare gli acquisti. Intanto i lavori del consiglio regionale, malgrado la calura estiva, proseguono a ritmo serrato.
29/06/2007
10:50

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vulesse o' cielo...

iervolino_vitttoriaLa “Reale-ancella” possiede in se le caratteristiche di una vera comica. Potrebbe, in un imminente futuro (e me lo auspico vivamente) costituire una compagnia d’avanspettacolo per perpetuare la gloriosa tradizione partenopea dell’avanspettacolo. Ieri ne abbiamo avuto l’ennesima riprova. Assediati da Magistratura e Corte Europea, la “premiata ditta” ha provato a replicare per l’ennesima volta il solito vetusto copione.

…se mi domandate che cosa ne penso di Bassolino, vi posso dire che io ribadisco la mia fiducia in quello che lui ha fatto, e che però ribadisco anche la mia fiducia nella magistratura e serenamente attendiamo l'evolversi dei fatti che però non riguardano il Comune.” Non contenta di questa esternazione però, la “Reale-ancella”, è andata oltre, regalando agli astanti stupiti l’ennesima perla della sua lungimiranza: “Vorrei ribadire una cosa: il Comune di Napoli è commissariato da 14 anni, quindi è vittima e non colpevole di questa situazione. Perciò non c'è nessun mea culpa da fare, perché il potere di controllo non era certo il nostro.” (qui il video dell’esilarante performance)

 

28/06/2007
12:07

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i am a dream.

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Leonardo scrive...ed io preferisco "farmi" di Zanax

veltroniMentre Prodi non è niente di più né di meno di un onesto funzionario di Stato sposato e non divorziato (comunque merce rara), Veltroni è molto di più, e di meno.

Veltroni è un Sogno: e i sogni aiutano a vivere meglio.

Prodi era rassicurante, ma a un certo livello le rassicurazioni non bastano più. Per rassicurare servono spiegazioni, statistiche, proiezioni, yawn. Gli italiani non vogliono essere rassicurati: vogliono essere sedati. Veltroni è l’unico che fa sognare il Trenta per Cento. No, riflettendo bene ce n’era un altro: Berlusconi.

Perciò non dirci più “I have a dream”, che sarebbe un po’ banale: di’ la verità: “I am a dream”. Il sogno che la tua generazione ce la farà, metterà d’accordo tutti, i neri con i bianchi e i padani coi mafiosi; Luxuria si fidanzerà con Ratzinger e tu celebrerai le nozze durante la Notte Bianca, al Colosseo, prima di uno spettacolo di gladiatori per la fame nel mondo.

Nel sogno veltroniano il futuro è una mescolanza di ricordi del passato, tutti virati in rosa: Kennedy e Che Guevara forse erano nemici, eppure nessuno mi proibisce di appendere i poster nella stessa cameretta. Il Novecento è principalmente un bello spettacolo, ma anche molto culturale. C’era Martin Luther King e c’erano le figurine Panini. E c’era anche Don Milani, anzi Veltroni si considera un allievo di Don Milani. Cresciuto a crostini e Lettera a una professoressa. C’è un piccolo problema.

28/06/2007
11:28

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Solo se ci DANNO FUOCO....

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Clark Kent scrive...ed io preparo la "benzina".

bassolino05La situazione a Napoli e in campania sembra avvicinarsi sempre più al punto di non ritorno. L'emergenza rifiuti ha assunto ormai toni tragicomici, basti pensare che il Prefetto di Napoli ha ordinato di raccogliere e sversare i rifiuti in discarica senza alcun trattamento. Di colpo, dopo 13 anni di commissariato straordinario, siamo tornati al punto di partenza, al 1994, prima della chisura ufficiale delle discariche.

E' il fallimento più totale di una intera classe politica e istituzionale. E nulla lascia presagire l'uscita dall'emergenza in tempi rapidi.

Traffico, sanità, sviluppo, Bagnoli, napoli est, tutto è al palo. Intanto, nei bar, nei luoghi di lavoro e nei media infuria il dibattito su cosa fare per uscire da questa situazione. Il Prefetto Pansa se la prende con la borghesia che si sarebbe ritirata sull'aventino, alcuni giornali se la prendono invece con la politica e le istituzioni, la borghesia se la prende col sistema di potere dei partiti , i partiti della magioranza che governa se la prendono con quelli di opposizione, l'opposizione se la prende con la maggioranza, tutti invocano una nuova classe dirigente e nessuno fa scelte o proposte innovative e di rottura.
28/06/2007
09:22

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L'INERZIA DEL VICERE'-INQUISITO.

bassaiutoSarebbe bello cominciare a sentire il "dolce" tintinnare delle manette. Sarebbe bello e sarebbe anche il caso, visto quanto sta emergendo dal lavoro investigativo della Procura di Napoli. Forse qualcosa si muove. O forse no.

Di certo, sulla base di quanto sotto riportato, la parte sana (se ancora esiste) di questa città, avrebbe il sacrosanto diritto di alzarsi e con unica voce, chiedere al Vicerè-inquisito di farsi finalmente da parte.

Ma così non sarà, purtroppo. Meglio, molto meglio distogliere l'attenzione della pubblica opinione da così tanta nefandezza.

Nel frattempo, l'emergenza è al suo acme assoluto (quando chiuderà Ariani Irpino, dove finiranno le 6.000 tonnellate quotidiane di rifiuti urbani?) ed i primi casi di epatite preannunciano un'invitabile emergenza sanitaria.

E noi, continuiamo immobili ad osservare quanto accade...


Negli anni 2001-2003, durante la gestione di Antonio Bassolino, la fase dell´emergenza rifiuti appare agli occhi del giudice Rosanna Saraceno «contraddistinta da una sostanziale inerzia della struttura commissariale». Dinanzi alle violazioni del contratto contestate all´associazione temporanea d´imprese costituita da Fibe e Fisia Campania, «la struttura pubblica - scrive il magistrato - non ha reagito, è rimasta inerte, non contestando le inadempienze né esercitando i diritti contrattuali che le competevano». A cominciare da quelle diffide che il successore del governatore, Corrado Catenacci, avrebbe invece utilizzato con «cadenza quotidiana».
26/06/2007
09:02

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HO MESSO VIA...

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tastieraHo messo via un pò di rumore
dicono così si fa nel comodino c'è una mina
e tonsille da seimila watt.
Ho messo via i rimpiattini
dicono non ho l'età
se si voltano un momomento
io ci rigioco perchè a me... va.
Ho messo via un pò di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì.
Ho messo via un pò di consigli
dicono è più facile
li ho messi via perchè a sbagliare
sono bravissimo da me.

Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce ne sarà.
Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai il perchè
io non riesca a metter via te

Ho messo via un pò di legnate
i segni quelli non si può
che non è il male nè la botta
ma purtroppo il livido.
Ho messo via un bel pò di foto
che prenderanno polvere
sia su rimorsi che rimpianti
che rancori e sui perchè

Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce ne sarà.
Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai il perchè
io non riesca a metter via te

In queste scarpe
e su questa terra che dondola
dondola dondola dondola
con il conforto di
un cielo che resta lì

Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce ne sarà.
Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai il perchè
io non riesca a metter via
riesca a metter via,
riesca a metter via te
cfr: Luciano Ligabue
25/06/2007
15:07

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IL CAOS.

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caosOrmai sta diventando una consolidata consuetudine. Quando latito nell’esposizione dei miei insulsi pensieri, allora vuol dire che qualcosa si è inceppato. E’ un processo automatico, consequenziale ad uno stato d’animo che oscilla fra il depresso e l’avvilito.

Per ovvie ragioni, ometto quelle che sono le motivazioni del mio essere attuale: detto fra noi, ho anche io grosse difficoltà ad inquadrare i limiti che configurano una o più concrete motivazioni al mio attuale stato. Magari è il caldo, non lo so. Certo è che in questi giorni ho sentito forte il desiderio di stordirmi quasi a controbilanciare caos con caos, in maniera tale da generare una sorta di piatto contrappasso che mi consenta di non pensare.

I sogni a volte, sono una pesante zavorra. Per sopravvivere, o magari anche solo per provare a farlo, è necessario abbandonarli. E pazienza se c’è chi tutto questo non lo comprende (o fa finta di non comprenderlo). Meglio, molto meglio, puntare il dito e giudicare o, peggio ancora, far finta di comprendere ma poi pretendere ugualmente.

Questi sono pensieri che vagano in libera solitudine. Che nessuno provi a decifrarli o ad individuare in essi reconditi significati. Sono solo stanco. Stanco di pensare, di agitarmi inutilmente per cose che esulano dalla mia volontà e dal mio arbitrio. Stanco di rincorrere orizzonti sempre più lontani e per questo sempre più perduti. Stanco di uno stato di cose “da subire” e non modificabile se non da cose e fatti indipendenti dalla mia volontà.

Lo so, ci sto girando intorno. Cerco di esprimere con bei concetti e con forbito lessico una palese quanto scomoda realtà: mi sono rotto il cazzo di questa vita. Nulla di grave: prima o poi, capita a tutti.