15:53
BOLLETTINO DI GUERRA (PARTE 2A)
Ho paura che a furia di parlare di “monnezza” abbiamo dimenticato che Napoli non è, purtroppo, solo quello. I risultati del lungimirante “Piano Amato” contro la microcriminalità, cominciano a sortire effetti aldilà delle più rosee aspettative. Il tutto mentre la città festeggia gaia&giuliva il suo “Maggio dei Monumenti” garantendo ai turisti ordine, sicurezza e sereni soggiorni. Di seguito, alcuni flash che i nostri amici turisti porteranno con loro, in ricordo del loro soggiorno napoletano.domenica 27 maggio.
In piazza Municipio, un turista settantenne americano viene spedito in ospedale (dove è ancora ricoverato sotto osservazione per sospetta emorragia cerebrale) dal rapinatore che voleva il suo Rolex.
Due rapinatori strappano un orologio Lacroix ad un anziano napoletano che stava accompagnando alcuni suoi amici turisti a visitare il cimitero delle Fontanelle.
Lungo la discesa Gaiola un sessantenne turista italiano viene aggredito e derubato del suo Rolex da seimila euro.
Alla stazione marittima, poco prima di salire a bordo di un aliscafo, un’altra turista italiana di settantacinque anni viene scippata del suo orologio Uno Erre (valore tre mila euro).
In Piazza Gravina (Arenaccia) un sedicenne viene aggredito da due suoi coetanei e rapinato del suo scooter.In piazza Dante una coppia di ventenni, minacciati con un coltello, vengono rapinati di soldi e cellulari.
In via Leopardi una coppia di giovani ha dovuto cedere la Mercedes Smart, soldi, documenti e cellulari.
A piazza San Pasquale, tra la folla di ragazzini e nel caos di motorini senza controlli, due sedicenni vengono bloccati da due malviventi in sella a uno scooter e rapinati dei loro cellulari.
Dulcis in fundo, ma siamo già a lunedì mattina, a via Toledo, in piena isola pedonale, alle dieci del mattino, una donna più o meno trentenne irrompe in un negozio di abbigliamento e, armi in pugno, afferra con ferocia i capelli di una delle due dipendenti presenti in quel momento nel punto vendita. Le sbatte la testa con violenza contro una parete facendola crollare a terra intontita, semi svenuta, arraffa il bottino (5.100 euro incassati il giorno prima, durante l´apertura domenicale) e raggiunge all´esterno il complice che le copre le spalle.
Ironia della sorte, la telecamera a circuito chiuso di proprietà del Comune è puntata proprio sull´ingresso del negozio. Ma non funziona. È rotta.












E’ come scoprire l’acqua calda. Tutti sanno che esiste ma prima di dire “si, è vero”, si aspetta sempre che ci si scotti qualcuno. In questo caso a scottarsi sono stati e, purtroppo, saranno in tanti: innocenti, per lo più. Da più parti si continua nel tentativo di sollevare la pesante coltre che copre lo scandalo dei rifiuti. Scandalo che non è soltanto quello del ciclo ordinario, tragico nella suo quotidianità, ma anche e soprattutto nel disastro ambientale frutto di anni d’imperizia criminale.
fatto per la diossina. Anzi le diossine che derivano da tutto quello che viene trattato col cloro e che hanno inimmaginabili capacità cancerogene. Da anni l’istituto oncologico “Pascale” di Napoli, denuncia che nel famoso triangolo della morte Acerra-Marigliano-Nola, “si registrano l' 84 per cento in più di malformazioni e ci si ammala di tumore sino al 20 per cento in più rispetto a tutto il resto d'Italia, zone industriali comprese”.
L'annuario dell'
485 mila euro. I soldi da spendere sono stati contabilizzati, ma siamo ancora a zero bonifiche. Perché tra i piani e l'applicazione degli stessi ci passa il mare e senza soldi, “non si cantano messe”. La conferma di ciò arriva il 3 aprile scorso. In quella data il professor Arcangelo Cesarano, subcommissario alle bonifiche viene ascoltato in commissione Ambiente. (sul sito del Senato c'è il
Tutto mi sarei aspettato nella mia vita, fuorché di fare da teaser a “Porta a Porta”. Ma l’occasione è di quelle ghiotte. Infatti stasera nella “terza camera” dello Stato italiano, si parlerà dell’emergenza rifiuti in Campania e fra gli ospiti, sulle bianche poltrone del potente tele-giornalista, siederanno nientepòpòdimenoche il "Vicerè cadente" (Bassolino) e "l’uomo della provvidenza" (Bertolaso).
Un´altra discarica è a poca distanza dall´aeroporto di Capodichino, in una cava di 30 mila metri quadrati. Vicino c´è Poggioreale, e a due passi dal cimitero c´è lo scasso delle macchine: a dividerli, solo il muro di cinta dietro il quale stanno le tombe. «Quello invece - proseguono i finanzieri - è olio usato. I terreni su cui realizzano questi depositi sono “nudi”, non viene fatto nessun trattamento». L´inquinamento c´è ed è un reato. Dal marzo 2006 la Finanza ha sequestrato un totale di centomila metri quadrati di terreni e cave adibiti a discariche abusive, denunciando 30 persone. Chi utilizza illegalmente le cave è soggetto solo a una sanzione amministrativa, massimo 10 mila euro di multa. A stabilirlo è una legge regionale, la numero 54 del 1985, modificata dieci anni dopo, nel ‘95, a un anno dalla prima emergenza rifiuti.
Piero Fassino ha dichiarato: "Sono certo che il Partito Democratico rappresenta la soluzione al problema della monnezza di Napoli."
È mattina
Se a