30/05/2007
15:53

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BOLLETTINO DI GUERRA (PARTE 2A)

amatoHo paura che a furia di parlare di “monnezza” abbiamo dimenticato che Napoli non è, purtroppo, solo quello. I risultati del lungimirante “Piano Amato” contro la microcriminalità, cominciano a sortire effetti aldilà delle più rosee aspettative. Il tutto mentre la città festeggia gaia&giuliva il suo “Maggio dei Monumenti” garantendo ai turisti ordine, sicurezza e sereni soggiorni. Di seguito, alcuni flash che i nostri amici turisti porteranno con loro, in ricordo del loro soggiorno napoletano.

domenica 27 maggio.
In piazza Municipio, un turista settantenne americano viene spedito in ospedale (dove è ancora ricoverato sotto osservazione per sospetta emorragia cerebrale) dal rapinatore che voleva il suo Rolex.

Due rapinatori strappano un orologio Lacroix ad un anziano napoletano che stava accompagnando alcuni suoi amici turisti a visitare il cimitero delle Fontanelle.

Lungo la discesa Gaiola un sessantenne turista italiano viene aggredito e derubato del suo Rolex da seimila euro.

Alla stazione marittima, poco prima di salire a bordo di un aliscafo, un’altra turista italiana di settantacinque anni viene scippata del suo orologio Uno Erre (valore tre mila euro).

sq antiscippoIn Piazza Gravina (Arenaccia) un sedicenne viene aggredito da due suoi coetanei e rapinato del suo scooter.

In piazza Dante una coppia di ventenni, minacciati con un coltello, vengono rapinati di soldi e cellulari.

In via Leopardi una coppia di giovani ha dovuto cedere la Mercedes Smart, soldi, documenti e cellulari.

A piazza San Pasquale, tra la folla di ragazzini e nel caos di motorini senza controlli, due sedicenni vengono bloccati da due malviventi in sella a uno scooter e rapinati dei loro cellulari.

Dulcis in fundo, ma siamo già a lunedì mattina, a via Toledo, in piena isola pedonale, alle dieci del mattino, una donna più o meno trentenne irrompe in un negozio di abbigliamento e, armi in pugno, afferra con ferocia i capelli di una delle due dipendenti presenti in quel momento nel punto vendita. Le sbatte la testa con violenza contro una parete facendola crollare a terra intontita, semi svenuta, arraffa il bottino (5.100 euro incassati il giorno prima, durante l´apertura domenicale) e raggiunge all´esterno il complice che le copre le spalle.

Ironia della sorte, la telecamera a circuito chiuso di proprietà del Comune è puntata proprio sull´ingresso del negozio. Ma non funziona. È rotta.
30/05/2007
10:26

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BOLLETTINO DI GUERRA.

bassolino ilovetoxicE’ come scoprire l’acqua calda. Tutti sanno che esiste ma prima di dire “si, è vero”, si aspetta sempre che ci si scotti qualcuno. In questo caso a scottarsi sono stati e, purtroppo, saranno in tanti: innocenti, per lo più. Da più parti si continua nel tentativo di sollevare la pesante coltre che copre lo scandalo dei rifiuti. Scandalo che non è soltanto quello del ciclo ordinario, tragico nella suo quotidianità, ma anche e soprattutto nel disastro ambientale frutto di anni d’imperizia criminale.

L'Apat, l'agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (braccio operativo del ministero), dipinge un quadro a dir poco inquietante. Sul totale del territorio nazionale (esclusa la Sardegna) la Campania è prima per aree contaminate. In altre parole, il 43 per cento dei siti avvelenati in Italia è concentrato in Campania. Il litorale Domitio e l'agro aversano detengono il record negativo di 163 mila 887 aree inquinate, intendendo per tali sia il terreno sia lo specchio d'acqua. Giusto per un confronto immediato, a Taranto, dove c’è l'Ilva, ce ne sono 11mila 374; a Porto Marghera ( polo dell'industria chimica alle porte di Venezia) appena 5mila 790.
Ma cosa avvelena in cotanto modo la Campania? Semplice: i rifiuti pericolosi.

Numerose inchieste della magistratura susseguitesi nel corso degli ultimi anni, hanno dimostrato che le organizzazioni criminali (leggi “sistema” camorra”) hanno smaltito illecitamente nelle zone fra Caserta e Napoli, un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi. L’ultima inchiesta è di qualche settimana fa: sette aziende del casertano sono state messe sotto sequestro per la presenza di diossina nel latte bufalino destinato al settore caseario. (la tanto decantata mozzarella di bufala DOP…) Discorso a parte va 2007-05-27T172228Z_01_NOOTR_RTRIDSP_2_HEALTH-CANCER-BREAST-GENES-DCfatto per la diossina. Anzi le diossine che derivano da tutto quello che viene trattato col cloro e che hanno inimmaginabili capacità cancerogene. Da anni l’istituto oncologico “Pascale” di Napoli, denuncia che nel famoso triangolo della morte Acerra-Marigliano-Nola, “si registrano l' 84 per cento in più di malformazioni e ci si ammala di tumore sino al 20 per cento in più rispetto a tutto il resto d'Italia, zone industriali comprese”.

Parole al vento. Tranne poi scoprire che l’Oms, l'organizzazione mondiale della sanità, denuncia nel suo rapporto al Parlamento Europeo, quanto siano correlate la presenza di discariche, la concentrazione di ecomafie, con l'incidenza e la mortalità per cancro. Il rapporto, pubblicato nel dicembre del 2006, si riferisce al periodo 1997-2002 con dati statistici confrontati su quelli nazionali. L’Asl 4, la più vasta (35 comuni a cavallo tra Napoli e Caserta), è quella più colpita: per alcune patologie l'incremento registrato è pari al 400 per cento in più. Parliamo di tumori maligni al polmone, alla laringe e alla vescica nei maschi e al fegato in entrambi i sessi. Si parla di almeno 250 mila persone “contaminate” in vario modo da sostanze inquinanti. A chiusura del rapporto si legge: “Le zone a maggior rischio identificate negli studi sulla mortalità e sulle malformazioni congenite in buona parte si sovrappongono e sono interessate dalla presenza di discariche e siti di abbandono incontrollato di rifiuti”.

Inutile sottolineare che, visto lo spazio temporale dell’indagine, tutto porta a credere che nei prossimi anni, qualora non vi fosse un intervento strutturato di bonifica, l’acuirsi di tali fenomeni inciderà sempre più tragicamente sulle condizioni di vita e di salute delle popolazioni attigue ai siti inquinati.
Ma non c’è da temere: le bonifiche ci sono.

methlab10L'annuario dell'Apat 2006 descrive gli aggiornamenti sulla stato di inquinamento delle regioni. In Campania vengono indicati come siti potenzialmente contaminati 2551 aree ( in Lombardia 1237). Tra i siti da bonificare inseriti o inseribili in anagrafe ce ne sono 23 con sola indagine preliminare, 20 con il piano di caratterizzazione approvato, 3 con progetto preliminare approvato, 2 con progetto definitivo approvato. Alla voce bonificati, zero spaccato. Lo stesso discorso vale per i cinque (perché dal 2005 oltre a Bagnoli, Napoli Orientale, Litorale domitio e agro aversano, il litorale vesuviano è stato inserito anche il bacino del Sarno) siti di interesse nazionale avvelenati. Per intenderci quelli che da soli rappresentano il 43 per cento del totale nazionale del territorio inquinato. Alla voce bonifica ancora una volta c'è uno zero.

Ma perché temere? C’è la Regione Campania ed il suo “piano di bonifiche”.
Per sette siti pubblici (Serre, Sala Consilina, Benevento, Montesano sulla Marcellana, San Bartolomeo in Galdo e di Napoli piazzale Tecchio e del torrente Fenestrelle di Monteforte irpino) sono previsti sei milioni di euro. Con un ulteriore stanziamento di 4 milioni di euro sono stati previsti interventi in 256 siti. Dopo due indagini 151 sono risultati contaminati e la cifra iniziale di quattro milioni di euro è lievitata a sei milioni e 19_06 acerra485 mila euro. I soldi da spendere sono stati contabilizzati, ma siamo ancora a zero bonifiche. Perché tra i piani e l'applicazione degli stessi ci passa il mare e senza soldi, “non si cantano messe”. La conferma di ciò arriva il 3 aprile scorso. In quella data il professor Arcangelo Cesarano, subcommissario alle bonifiche viene ascoltato in commissione Ambiente. (sul sito del Senato c'è il resoconto stenografico) Cosa dice Cesarano in quella occasione? Che finora non è partita nessuna bonifica e soprattutto, che mancano i fondi nonostante nel 1997 fossero stati stanziati dallo Stato 174 milioni di euro. Sono stati dirottati sull'emergenza rifiuti.

Dovrebbero essere in corso interventi di radicale disinquinamento dei terreni, delle acque, del sottosuolo ma senza soldi, fino ad ora è stato possibile intervenire parzialmente solo nel Litorale Domitio e nell’ Agro aversano: sono state rimosse 1.400 tonnellate di materiale, prevalentemente inerti dell'edilizia. Briciole, perché nei 77 comuni del sito il commissariato stima che vadano portate via 800 mila tonnellate di materiali, almeno il 10 per cento dei quali sono rifiuti tossici e nocivi e questo “non avendo neanche una conoscenza adeguata della situazione della falda sotterranea”. (sempre Cesarano ai senatori).

Sei anni fa il Ministero dell’Ambiente, la Regione ed il commissariato alle Bonifiche, stipularono un contratto per la bonifica dei territori con la società Jacorossi SpA. Tre senatori di Rifondazione Franco Russo Spena, Raffaele Tecce e Tommaso Sodano hanno presentato un anno fa un'interrogazione parlamentare sull'operato della società. “Da verifiche effettuate dalla provincia di Caserta e di Napoli”, si legge, “emergerebbero gravi irregolarità a carico di Jacorossi SpA, relative allo smaltimento di diverse decine di migliaia di tonnellate di rifiuti”. Inutile sottolineare che, a bonifiche praticamente ferme, la Jacorossi aveva già incassato 65 milioni di euro. A distanza di oltre un anno, poco è cambiato.

Ma l’ottimismo è d’obbligo: ministeri, Regione, agenzie, comuni, commissariati e via dicendo, sono tutti sul problema. E poi con un piano regionale così efficace ed efficiente, perché disperare?
29/05/2007
18:46

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VESPA, BASSOLINO E IL SACCHETTO IN SECONDA SERATA.

12_05 bruno vespaTutto mi sarei aspettato nella mia vita, fuorché di fare da teaser a “Porta a Porta”. Ma l’occasione è di quelle ghiotte. Infatti stasera nella “terza camera” dello Stato italiano, si parlerà dell’emergenza rifiuti in Campania e fra gli ospiti, sulle bianche poltrone del potente tele-giornalista, siederanno nientepòpòdimenoche il "Vicerè cadente" (Bassolino) e "l’uomo della provvidenza" (Bertolaso).

Tenuto conto della “indiscutibile” professionalità di Bruno Vespa, noto scendiletto di qualsivoglia potere, vero o presunto, e della caratura “comica” dei suo ospiti, sono certo che assisteremo ad una messa in scena degna della migliore tradizione della sceneggiata napoletana. Ovvero, fra luoghi comuni, omissioni varie e menzogne ben assortite, l’ascoltatore medio spegnerà la televisione a fine trasmissione, qualora non si addormenti prima, convinto che l’emergenza rifiuti è un invenzione di chissà chi e che a Napoli tuttovabenemadamalamarchesa.

Per cercare di contrastare questo probabile scempio della verità, su decidiamoinsieme.it si è condivisa l’idea di postare, per ogni fregnaccia raccontata, l’effettiva verità. Il tutto verrà poi inoltrato agli organi d’informazione, trasmissioni tipo Report e Striscia, le Iene, e postato su tutti i Blog interessati e sensibili all’argomento.

Si tratta di una vera e propria campagna di contro-informazione che, alla luce dei fatti, potrebbe in qualche modo scuotere qualche coscienza in più accelerando un processo finalizzato alla defenestrazione della “banda del sacchetto”.

Utopia? Può darsi. Di certo non ci costa nulla. Perché quindi non provarci?

Aggiornamento alle 23,47.
Altro che Governatore. Altro che Vicerè. Bassolino è peggio di uno sguisciante capitone. Neanche il viscido Vespa avebbe fatto meglio. E' dire che "Il Mattino" dava la cosa per certa. Tuttavia,sembra che il governatore aveva accettato subordinando il si definitivo solo sulla base della garanzia di non finire in un trappolone. Forse che Vespa in un rigurgito di autonomia professionale abbia cortesemente ritirato l'invito  o forse è questa l'ennesima riprova della debolezza "istituzionale" del  vicerè?
Lo scopriremo solo vivendo. Di certo, dormiremo tutti meglio senza le (eco)balle televisive di Bassolino.

28/05/2007
07:32

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VEDI NAPOLI E POI...

Repubblica on-line pubblica una “suggestiva” sequenza di foto della città ripresa dall’alto. Al solito “Maschio Angioino” ed al vetusto “Castel dell’Ovo” l’attuale panorama è formato da milioni di eco-balle di rifiuti in attesa di essere smaltite dall’ormai fantomatico termovalorizzatore presente soltanto nelle farneticanti dichiarazioni del vicerè Bassolino. Il resto delle foto sono qui.

Repubblica Napoli - 27 maggio 2007
IL REPORTAGE /Sull´elicottero delle Fiamme gialle, sorvolando discariche abusive e legali.
Dal cielo tonnellate di ecoballe a un passo da fragole e pomodori. Un milione e mezzo di pacchi di immondizia occupa un suolo pari a cento campi di calcio

ansa104697762605165504_bigUn´altra discarica è a poca distanza dall´aeroporto di Capodichino, in una cava di 30 mila metri quadrati. Vicino c´è Poggioreale, e a due passi dal cimitero c´è lo scasso delle macchine: a dividerli, solo il muro di cinta dietro il quale stanno le tombe. «Quello invece - proseguono i finanzieri - è olio usato. I terreni su cui realizzano questi depositi sono “nudi”, non viene fatto nessun trattamento». L´inquinamento c´è ed è un reato. Dal marzo 2006 la Finanza ha sequestrato un totale di centomila metri quadrati di terreni e cave adibiti a discariche abusive, denunciando 30 persone. Chi utilizza illegalmente le cave è soggetto solo a una sanzione amministrativa, massimo 10 mila euro di multa. A stabilirlo è una legge regionale, la numero 54 del 1985, modificata dieci anni dopo, nel ‘95, a un anno dalla prima emergenza rifiuti.
Nel campo della legalità non va meglio. Le Fiamme gialle mostrano le discariche di Villaricca, dove i siti sono chiusi da anni ma il percolato che fuoriesce ancora è una realtà. Ed ecco Villa Literno: campi di pomodoro, serre dove si coltivano fragole e in mezzo il cimitero delle ecoballe, il più grande della Campania. L´odore fetido arriva fino a cinquecento metri d´altezza. Più di un milione e mezzo di ecoballe a forma di parallelepipedo coperte da teli neri e sparse su 610 mila metri quadrati di terreno. Per smaltire le quali ci vorranno decenni e senza l´aiuto di nessun termovalorizzatore. Neppure quello di Acerra, quando sarà pronto, servirà all´operazione perché, come si sa, i rifiuti non sono stati divisi prima di essere compattati e il trattamento con l´inceneritore è ammesso previa inertizzazione, cioè separazione da tutto ciò che non è umido e produce sostanze tossiche, come la diossina.
27/05/2007
10:48

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Mandiamoli a casa!

A volte le immagini valgono più di mille parole. Questi quattro minuti di video raccolgono tanti elementi su cui questo e tanti altri blog hanno posto l’accento denunciando sprechi, inefficienze ed incompetenze. La magistratura deve fare il suo corso, così come il dibattito politico al quale ognuno di noi deve saper apportare il proprio contributo. Tuttavia non esiste possibilità di dialogo con gli artefici di questo scandaloso stato di cose. Io continuo imperterrito ad affermare che la giunta comunale di Napoli e quella della Regione Campania, devono essere defenestrate. In qualsiasi altro paese civile, l’intervento del Presidente della Repubblica avrebbe generato un naturale processo di dimissioni da parte dei responsabili di questa emergenza. Da noi, no. Stando così le cose quindi, deve essere la società civile a chiedere che vadano via. Una richiesta civile, lecita, giustificata da quanto è possibile osservare camminando per le vie della città evitando, se possibile, le strade del centro. Infatti, con l’ennesima abile mossa propagandistica, lì come per incanto, i cumuli di rifiuti sono spariti. Ed è questo l’ennesima provo di una dolosità di comportamento che merita una risposta ed un azione volta a porre fine a questo indegno teatrino.
25/05/2007
16:34

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UN PARTITO DI

20Piero Fassino ha dichiarato: "Sono certo che il Partito Democratico rappresenta la soluzione al problema della monnezza di Napoli."

Francamente continuo a credere che le questioni riguardanti il costituente PD debbano necessariamente passare in sub-ordine ad un emergenza che probabilmente non è ben percepita dai più. Ci stiamo giocando a tutto tondo il futuro di questa città, dei suoi abitanti, cioè noi ed i nostri cari. L’incidenza di malattie tumorali ha raggiunto punte ben al di sopra di qualsivoglia media. Il rischio di malattie infettive è ormai conclamato e stando così le cose, del PD e della scandalosa nomina di Bonny&Clyde nella commissione costituente, “non me ne può fregà de meno”.

Il centro-destra ha intrapreso la strada della raccolta firme per chiedere che i responsabili di questo sfascio vadano a casa. Per quanto strumentale, da un punto di vista politico, è un gesto concreto. L’unico forse fino ad ora. Certamente quello che “l’uomo della strada” percepisce.

Prima di pensare alla ricostruzione, è necessario sgomberare il terreno dalle macerie. Francamente io ho invece la sensazione che in qualche modo si voglia coprire lo “sgarrupamento” con dei sottili teli chiamati “rinnovamento”.

C’è bisogno di agire. Informare, in primo luogo, chi del problema ne ha la percezione solo quando si ritrova la porta di casa invasa dai sacchetti. Bisogna fa comprendere a tutti che quello del ciclo ordinario, è solo la punta dell’icebreg di un problema di ben altra portata. Il vicerè l’altro giorno ha dichiarato che il problema dell’emergenza nasce, fra l’altro, dalla mancata attuazione dei progetti legati alla realizzazione dei “termovalorizzatori”. Cosa posso aspettarmi, in termini d’infomrmazione, da una stampa che lascia passare tali castronerie senza opporre un benchè minimo accenno di “resistenza”? Lo sanno ormai anche i bambini che i tanto decantati “termovalorizzatori” in realtà altro non sono che degli inceneritori mascherati.

L’ho detto l’altro giorno e lo dico oggi: ORA BASTA!
Basta con questo immobilismo, basta con un dibattito politico che pur essendo giusto e sacrosanto, dovrebbe essere accompagnato in parallela via da azioni di protesta concrete, efficaci, che trascinino quella parte della città immobile in una sorta di cancrenica assuefazione.

Il futuro passa anche attraverso il coinvolgimento di figure nuove nell’agorà della politica. Ma fino a quando alle cariatidi responsabili di tale sfascio gli sarà concesso di perpetuare nella loro inetta opera concedendogli finanche il “patentino” di “costituenti”, fino a quando verrà ancora concesso credito e parola ai Di Donato ed ai Pomicino, la disaffezione nei confronti di un’attiva partecipazione alla vita sociale, resterà l’inespresso sogno di una generazione che potrà serenamente affermare di aver fallito.

25/05/2007
13:22

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AMLETICO QUESITO.

04È mattina
Esco sul balcone a salutare mia figlia che va a scuola
Nell'aria un odore acre e una patina di fumo
"Ecco"- mi sono detta -"hanno incendiato la spazzatura"
Mi chiudo in casa e penso ai miei figli che respireranno diossina

Io ci avevo creduto al cambiamento,al rinnovamento al "passo dopo passo"
Che scatto di orgoglio aveva avuto la mia città
E invece era fumo negli occhi..come questa spazzatura che brucia.

L'evento, cercano l'evento :L'America's cup,il festival del teatro,ecc..
il resto è optional

Ieri il tg nazionale ha dato come prima notizia la spazzatura a Napoli
Che vergogna "La situazione è tragica" dice Napolitano
Lo Segue il sindaco Iervolino
Forse per avere altri soldi

Ma chiediamoci Da quanto è cosi' tragica?
Hanno attaccato Giorgio bocca per il libro” Napoli siamo noi”
Ma che c’è di falso in quel libro?
Chi vive a Napoli sa che è cosi’

È inutile nascondersi
Significa non vedere la realtà
Chiudere i balconi e non sentire la puzza

In questo momento mi chiedo
Che puo' fare il partito democratico per me,per la mia città
Dove ha governato sempre la sinistra?
Aspetto una risposta

Chiara, Pianura, Napoli
25/05/2007
11:31

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LE VIE DEI RIFIUTI (Reloaded)

Immagine1 Se a Marigliano era il turno della politica, qui si punta ad un incontro più tecnico-monnezzaro, e senza scontri con i politici.
A mio avviso, potrebbe nascere una cosa positiva...Ad ogni modo, ecco i dati.
 
Sabato 26 Maggio alle 18:30, nell'ambito della manifestazione "Tutti insieme per....", Via Mauri, (zona Mercatello) Salerno, la Libreria Baol presenta il libro "Le vie infinite dei rifiuti" di Alessandro Iacuelli.
 
Qui c'è la mappa
 
Interverranno:
Alessandro Iacuelli, giornalista, autore del libro.
Vincenzo Venditto, prof. associato di chimica industriale, Università degli Studi di Salerno.
 
Alessandro Iacuelli è giornalista free lance. Fa parte della redazione della testata on-line Altrenotizie (www.altrenotizie.org), per la quale ha curato tra l'altro, inchieste sull'emergenza gas dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e le ecomafie in Italia meridionale.
Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a tempo pieno della particolare "emergenza" che vive la Campania da quasi 15 anni, tornando a seguire la "sua" terra, il commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose legate alla presenza camorristica, e l'aspetto sanitario che sta provocando un aumento dei casi di cancro nella regione.
 
Vincenzo Venditto dal 1996 svolge attività di ricerca presso l'Università di Salerno, dove ricopre il ruolo di prof. associato di chimica industriale. Larga parte della sua attività di ricerca ha riguardato aspetti relativi alla caratterizzazione chimico-fisica e strutturale dei materiali polimerici. La sua attività di ricerca è testimoniata da 46 articoli pubblicati su riviste scientifiche di carattere internazionale, nonché da 4 brevetti industriali.
Tra le attività didattiche c'è anche un corso (1 CFU) su "Gestione dei Rifiuti" per la Laurea in Chimica, indirizzo Chimica dell'Ambiente e dei Beni Culturali.