30/03/2007
10:45

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Semplice paura o pura vigliaccheria?

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vigliaccoSento di avere un debito profondo nei confronti di me stesso e di queste pagine. Da qualche settimana ho ripreso a scrivere ma forse, e volutamente, ho omesso di dare seguito a quanto pubblicato nel mese di gennaio in riferimento alla mie vicissitudini professionali. Qualcuno a mezzo mail, con la dovuta discrezione ma con una innata dose provocatoria, mi ha fatto notare questo non trascurabile particolare. Del resto il fatto che abbia ripreso a pubblicare i miei spesso insulsi e ovvii pensieri, non ha certo il significato di aver in qualche modo superato “la bufera”: anzi.

Spesso siamo portati a nascondere ciò che ci affligge, ciò che genera in noi ansia, malinconia, insoddisfazione. Nascondiamo le cose brutte come si fa con la povere quando non si ha voglia di pulire. Ma sollevando il tappeto dove queste briciole vengono innaturalmente riposte, le si ritrova tutte accumulate in un enorme e maleodorante informe cumulo. Vorrei provare a sollevarlo questo tappeto ma non nascondo a me stesso il timore che questa operazione “di pulizia” possa deteriorare il mio già logoro rapporto con me stesso. E poi, detto tra noi, a chi può interessare la storia di un rapporto di lavoro finito in maniera traumatica? E’ semplicemente una storia come tante altre, con un decorso come tanti altri e con un epilogo, non ancora definito, come tanti altri.

O forse che questa mia ritrosia a scrivere di me altro non è che vigliaccheria allo stato puro?

29/03/2007
09:42

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Garantismo lessicale.

togheSono stato spesso criticato, a voce, di una mia presunta propensione a schierarmi sempre e comunque al fianco della magistratura e di chi opera al suo interno. Per quanto possa contare il mio parere e la mia opinione, il mio difendere l’operato dei giudici è sempre stato una conseguenza di elementi oggettivi. Ed anche oggi, sempre fondandomi su elementi di fatto, resto allibito di fronte alla decisione della Procura di Napoli di scarcerare un presunto killer della camorra.

28/03/2007
14:11

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La politica informatica del nostro Paese.

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impiegatiSecondo il Cnipa per l'acquisto di beni e servizi informatici nel 2005 lo Stato ha speso 1.676 milioni di euro. Guardando poi il numero di computer per dipendente 'da ufficio' (cioè con una scrivania e a cui un pc può dare una mano) si scopre che in quasi tutti i ministeri ci sono più terminali che lavoratori. Esempio: Al ministero delle Politiche agricole ci sono per esempio 2,4 pc per dipendente, agli Esteri 1,6, al Lavoro 1,4 e alla Salute 1,4. Riguardo all’uso poi, la cosa assume caratteri fantozziani: molti di questi computer vengo usati solo come macchine da scrivere meno del 50% delle postazioni è collegato al Web.

28/03/2007
12:23

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S. Gennaro aiutaci tu.

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sgennaroDubito che a qualcuno faccia piacere vivere in una città militarizzata. Tuttavia e tenuto conto di quanto sta accadento a Napoli in queste ore (due morti e tre feriti nel giro delle ultime dodici ore) prima arriva l’esercito, meglio è. Non è questa la panacea, per carità.

Il potenziamento dell’attività dell’“intelligence” di polizia, carabinieri e guardia di finanza renderebbe migliorare e completa la conoscenza della rete criminale, colletti bianchi compresi. La magistratura dovrebbe evitare i frequenti errori di procedura per i quali i boss ritornano in libertà, comminare pene più severe, confiscare i beni dei clan in tempi ragionevoli. Di certo e di sicuro c’è che una maggiore presenza di uomini in divisa per le strade, servirebbe a contenere la microdelinquenza e lo stillicidio delle diffusissime illegalità minori.

26/03/2007
10:50

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L'evoluzione della specie.

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sordi_locPer chi non lo sapesse o per chi, causa remore ideologiche o altro, ritiene che il malcostume di dilapidare il pubblico denaro sia solo ed unicamente una prerogativa di Berlusconi e della sua cricca, sono lieto di annunciare che lo spreco è assolutamente bipartisan. Tale triste constatazione è esplicitamente descritta in un articolo pubblicato dal settimanale “L’Espresso” riguardante l’impiego di fondi pubblici finalizzati alla promozione turistica del nostro paese attraverso l’utilizzo del web.
23/03/2007
11:46

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La regola di Pantalone.

pantaloneNella Procura di Potenza si azzuffano peggio che le galline nel pollaio. Motivo del contendere? Varie ed eventuali. In realtà quello che accade, non è altro che lo sport preferito dal sistema informativo italiano: la delegittimazione di un PM/Giudice/GIP scomodo.

 

Il canovaccio è quello visto tante e tante volte nel corso degli ultimi decenni: dal Pool antimafia di Palermo negli anni ‘80 fino ad arrivare ai giorni nostri. Si prende uno o più PM che hanno pestato o stanno per pestare i piedi di qualche grosso personaggio, e lo si lancia in pasto alla pubblica opinione con accuse più o meno fondate ma sempre costantemente smentite poi dalle inevitabili inchieste/ispezioni o dal tempo che passa e tutto porta via con se. Mirabili ed attenti esecutori di questo che ormai è diventato lo sport nazionale più seguito dopo il calcio, gli organi d’informazione (o meglio, di disinformazione) di casa nostra.

 

22/03/2007
15:33

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Il dovere della memoria.

enzo-mohamed"Anche noi Baldoni abbiamo seguito con trepidazione la vicenda di Daniele Mastrogiacomo e davvero ci ha fatto piacere vedere la sua faccia stravolta tornare a sorridere dopo tanti giorni di prigionia. È in evitabile che di questa storia ci abbia colpito, soprattutto quella sorta di energia diffusa che è scaturita dai più diversi settori della società italiana che ha contribuito in modo importante a restituire a Mastrogiacomo la libertà". 

"Ricordiamo come se fosse adesso la solitudine della nostra famiglia di fronte alle scelte più delicate e determinanti, le notizie contraddittorie o addirittura palesemente false che ci giungevano dall'Sismi e dalla Croce Rossa Italiana in conflitto tra loro, lo sguardo muto e accigliato del Vaticano che evidentemente non ci considerava abbastanza cristiani per essere degni di aiuto, la corsa al nascondiglio degli uomini politici d'ogni ordine e risma governativi e no".

"Qualche tempo dopo l'uccisione di Enzo dalle colonne di questo giornale chiedevamo pubblicamente ai così detti organismi competenti di dare agli italiani alcune spiegazioni sul comportamento delle istituzioni durante il caso Baldoni. Non abbiamo mai ricevuto nessuna risposta. Ora, noi sappiamo benissimo quanto sia difficile la situazione in Iraq, dove ogni giorno muoiono decine di persone senza neanche sapere il perchè. Però vorremmo, come cittadini italiani, che a qualche anno di distanza fosse rispettato almeno uno dei nostri diritti: che lo Stato faccia il possibile perchè quel che resta del corpo di Enzo sia riportato nella sua terra".

Lettera firmata da Sandro Baldoni, fratello di Enzo, e pubblicata sul quotidiano "La Repubblica" di oggi.

21/03/2007
16:27

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L'etica della gogna.

sir_04Assodato che il “guardare dal buco della serratura” sia una delle pratiche preferite dagli italiani, cosa ormai nota tenuto conto del successo e dalla popolarità dei vari reality, sarebbe opportuno fare alcune considerazioni su quanto sta accadendo a Silvio Sircana.
Ricapitoliamo i fatti: il portavoce del governo Prodi, in una calda sera di settembre, dopo aver cenato con un’amica sale in macchina e sulla strada di casa si ferma e parla con un transessuale. Di cosa abbiano parlato, ad oggi, non ci è dato sapere. Di certo e di sicuro c’è che Sircana dopo questo più o meno pregnante colloquio, ha proseguito tranquillo e spedito verso la sua destinazione finale.