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Semplice paura o pura vigliaccheria?
Sento di avere un debito profondo nei confronti di me stesso e di queste pagine. Da qualche settimana ho ripreso a scrivere ma forse, e volutamente, ho omesso di dare seguito a quanto pubblicato nel mese di gennaio in riferimento alla mie vicissitudini professionali. Qualcuno a mezzo mail, con la dovuta discrezione ma con una innata dose provocatoria, mi ha fatto notare questo non trascurabile particolare. Del resto il fatto che abbia ripreso a pubblicare i miei spesso insulsi e ovvii pensieri, non ha certo il significato di aver in qualche modo superato “la bufera”: anzi.
Spesso siamo portati a nascondere ciò che ci affligge, ciò che genera in noi ansia, malinconia, insoddisfazione. Nascondiamo le cose brutte come si fa con la povere quando non si ha voglia di pulire. Ma sollevando il tappeto dove queste briciole vengono innaturalmente riposte, le si ritrova tutte accumulate in un enorme e maleodorante informe cumulo. Vorrei provare a sollevarlo questo tappeto ma non nascondo a me stesso il timore che questa operazione “di pulizia” possa deteriorare il mio già logoro rapporto con me stesso. E poi, detto tra noi, a chi può interessare la storia di un rapporto di lavoro finito in maniera traumatica? E’ semplicemente una storia come tante altre, con un decorso come tanti altri e con un epilogo, non ancora definito, come tanti altri.
O forse che questa mia ritrosia a scrivere di me altro non è che vigliaccheria allo stato puro?












Sono stato spesso criticato, a voce, di una mia presunta propensione a schierarmi sempre e comunque al fianco della magistratura e di chi opera al suo interno. Per quanto possa contare il mio parere e la mia opinione, il mio difendere l’operato dei giudici è sempre stato una conseguenza di elementi oggettivi. Ed anche oggi, sempre fondandomi su elementi di fatto, resto allibito di fronte alla decisione della Procura di Napoli di scarcerare un presunto killer della camorra.
Secondo il Cnipa per l'acquisto di beni e servizi informatici nel 2005 lo Stato ha speso 1.676 milioni di euro. Guardando poi il numero di computer per dipendente 'da ufficio' (cioè con una scrivania e a cui un pc può dare una mano) si scopre che in quasi tutti i ministeri ci sono più terminali che lavoratori. Esempio: Al ministero delle Politiche agricole ci sono per esempio 2,4 pc per dipendente, agli Esteri 1,6, al Lavoro 1,4 e alla Salute 1,4. Riguardo all’uso poi, la cosa assume caratteri fantozziani: molti di questi computer vengo usati solo come macchine da scrivere meno del 50% delle postazioni è collegato al Web.
Dubito che a qualcuno faccia piacere vivere in una città militarizzata. Tuttavia e tenuto conto di quanto sta accadento a Napoli in
Per chi non lo sapesse o per chi, causa remore ideologiche o altro, ritiene che il malcostume di dilapidare il pubblico denaro sia solo ed unicamente una prerogativa di Berlusconi e della sua cricca, sono lieto di annunciare che lo spreco è assolutamente bipartisan. Tale triste constatazione è esplicitamente descritta in un articolo pubblicato dal settimanale “
Nella Procura di Potenza si azzuffano peggio che le galline nel pollaio. Motivo del contendere? Varie ed eventuali. In realtà quello che accade, non è altro che lo sport preferito dal sistema informativo italiano: la delegittimazione di un PM/Giudice/GIP scomodo.
"Anche noi Baldoni abbiamo seguito con trepidazione la vicenda di Daniele Mastrogiacomo e davvero ci ha fatto piacere vedere la sua faccia stravolta tornare a sorridere dopo tanti giorni di prigionia. È in evitabile che di questa storia ci abbia colpito, soprattutto quella sorta di energia diffusa che è scaturita dai più diversi settori della società italiana che ha contribuito in modo importante a restituire a Mastrogiacomo la libertà".
Assodato che il “guardare dal buco della serratura” sia una delle pratiche preferite dagli italiani, cosa ormai nota tenuto conto del successo e dalla popolarità dei vari reality, sarebbe opportuno fare alcune considerazioni su quanto sta accadendo a