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Polonio, monnezza e fesserie che ci propinano.
Io c'ho provato ad ignorare l'argomento, ma in giro su giornali, TV, radio, altri blog (putroppo) ne stanno girando anche troppe, di fesserie. C'è differenza fondamentale, tra l'altro, tra fesserie e fesserie. Finchè si tratta di frottole nate dal fatto che non si è addentro a certe questioni, allora passi, ma quando una testata nazionale, o un TG nazionale, ne spara una con errori su cose che si studiano alle scuole medie inferiori, allora c'è qualcosa che non quadra... Non quadra al punto che i casi sono due:1) In Italia non tutti hanno una cultura che arriva alle scuole medie inferiori (compresi giornali e TV).
2) Le frottole sono volute, studiate a tavolino.
Quale che sia la verità, non sta a me dirlo. Io non giudico, a giudicare dovrebbero essere i cittadini, o almeno quelli che hanno una sufficiente capacità critica da saper filtrare le notizie da cui sono bombardati.
Capacità critica di cui è dotata certamente Mata63, che nei commenti di ieri giustamente si chiede (sembra che lo chieda a me, ma in realtà lo chiede a se stessa):
ma 'sto polonio 210 che i NAS cercano per le città si può portare in giro come se niente fosse?
Ha ragione. Anche in questo particolare frangente, infatti, i casi sono due:
1) I NAS non hanno idea di cosa sia il Polonio 210.
2) Lo sanno, ma gli è stato ordinato (in malafede o per incompetenza), di agire in questo modo.
Caratteristiche fisiche
Il Polonio ha numero atomico 84, tanto per cominciare. Segno che per arrivare a 210 ce ne vuole...
Da un punto di vista chimico è simile (ah, gioia e delizia della tavola periodica degli elementi) al Bismuto ed al Tellurio, ma non essendo io un chimico, preferisco lasciar perdere questi aspetti ;)
In natura è molto raro. Lo si trova in bassissime percentuali nei minerali di Uranio. Ma ce ne sta davvero poco! In una tonnellata di Uranio, mediamente, ci sono appena 100 microgrammi di Polonio!
Pertanto, va prodotto sinteticamente.
Prima di vedere come (e dove!) lo si produce, capiamo le sue proprietà e a cosa serve (oltre ad avvelenare gli spioni).
Usi di laboratorio
Mescolato in opportune quantità con il Berillio, il Polonio può essere usato come sorgente di neutroni. Molto utile in esperimenti sui neutroni, o sul bombardamento di neutroni, in laboratori di Fisica delle Particelle o di Struttura della Materia. Le quantità di Polonio usate in queste applicazioni sono talmente basse... da non essere nè pericolose, nè tantomeno usabili per altri scopi.
Usi industriali
In passato lo si è usato per eliminare cariche elettrostatiche nella manifattura della stoffa, ma è stato rimpiazzato da sorgenti di raggi beta, meno pericolose (ma soprattutto meno costose).
Si usa ancora oggi su spazzole che servono a togliere la polvere accumulata sui negativi fotografici, sigillato e schermato in modo da minimizzare i rischi da radiazioni.
Precauzioni
Il polonio è un elemento tossico, altamente radioattivo e pericoloso da manipolare, persino in quantitativi dell'ordine del milligrammo o meno. Le particelle alfa (due protoni e due neutroni) che emette viaggiano per pochi centimetri nell'aria e sono facilmente schermabili, ma in caso di penetrazione nell'organismo (ad esempio per inalazione o ingestione) danneggiano i tessuti (e fanno fuori gli spioni).
Isotopo 210
Nel caso avvenuto nelle cronache, invece è stato usato un particolare isotopo instabile: il Polonio 210.
Questo isotopo del polonio è un emettitore di particelle alfa, ed ha un tempo di dimezzamento di 138,39 giorni. Per i nostri scopi, approssimiamo pure a 140 giorni, per semplicità ;)
L'emissione di particelle alfa è molto alta. Basta pensare che appena un milligrammo di Polonio 210 emette lo stesso numero di particelle alfa di 5 grammi di radio. Non solo. Il decadimento di questo elemento rilascia anche una grande quantità di energia: mezzo grammo di Polonio 210, termicamente isolato dall'ambiente, può raggiungere rapidamente temperature attorno ai 500 °C, e sviluppare circa 140 watt/grammo in energia termica.
Piccole quantità di Polonio 210 emettono una luminescenza blu dovuta all'eccitazione dell'aria circostante.
Il trasporto
E veniamo alla questione del Polonio che non si capisce come sia stato trasportato. E' una fesseria parzialmente. Solo parzialmente :)
La radiazione alfa viene facilmente bloccata da normali contenitori di Piombo ma finanche di plastica. Pertanto, si può portare nel taschino della giacca, a condizione che sia una quantità dell'ordine di un milligrammo e sia dentro un bidoncino di Piombo o di plastica. Pleonastico aggiungere che questa scatoletta di Piombo (o di plastica) non deve essere aperta ;) Altrimenti si contamina anche il trasportatore/avvelenatore (forse come successo?)
Tutto si gioca sul fatto che questa sostanza emette particelle alfa. E' bastato fare un po' di confusione sull'opinione pubblica, mischiare un po' radiazione alfa e beta ed il polverone è alzato!
Allora, per eliminare ogni dubbio: la radiazione alfa ha molta energia, ma ha corto raggio; è molto pesante, si tratta in pratica di nuclei di Elio, pertanto viene arrestata dopo pochi centimetri da qualunque schermo sufficientemente pesante, ed i contenitori di Piombo vanno benissimo!
Diversamente, la radiazione beta, anche se meno energetica, è difficilmente schermabile ed ha lungo raggio d'azione. Molto più lungo. Pertanto è difficilmente schermabile. Ma non è il caso del Polonio.
Il problema è nell'uso. E' quando viene estratto dal contenitore di Piombo. Se si vuole avvelenare qualcuno, bisogna tirarlo fuori dal contenitore. Ed anche l'avvelenatore viene contaminato. Non ci sono santi.
Qualcuno pensava di farlo ingerire all'avvelenato, ma quando ha aperto il bidone... un po' se l'è inalato (e forse ben gli sta).
Ma dove sta?
Ed ora veniamo all'altro aspetto. Stanno cercando il Polonio :)
Abbiamo già detto che in natura la presenza dell'elemento è cosa rarissima. Molto rara. Pertanto, va prodotto sinteticamente.
Nel 1934 un esperimento ha dimostrato la possiblità di produrre il Polonio bombardando il bismuto con neutroni. in questo modo, il polonio può essere prodotto sfruttando i neutroni prodotti nei reattori nucleari in quantità dell'ordine dei milligrammi.
Quindi, riassumendo, per fare il Polonio ci vuole un reattore nucleare funzionante.
Ricordiamo che in Italia i reattori nucleari sono tutti spenti.
Pertanto, se qualcuno cerca il Polonio, forse non dovrebbe cercarlo in Italia. Se proprio si è avuto l'ordine di cercarlo in Italia, i luoghi dove guardare sono pochi: sono i luoghi dove vengono stoccati i materiali risultanti dal decomissioning delle centrali nucleari.
Luoghi come quelli citati nel Dossier sul Nucleare su Altrenotizie, o magari luoghi come i depositi di Saluggia e di Latina.
Personalmente, a Saluggia ed in tutto il Vercellese uno sguardo ce lo darei. Ma non si può. E si sa anche perchè non si può.
Pertanto, resta una sola cosa da fare: girare a vuoto e bombardare l'opinione pubblica, non di neutroni ma di cavolate. Finchè il prossimo reality show non faccia dimenticare questo. Oppure basta girare a vuoto ed aspettare 140 giorni, tempo di decadimento naturale del Polonio: dopo 140 giorni la massa radioattiva si sarà dimezzata, e pertanto ne resterà così poca da essere praticamente invisibile.
Intanto, anche l'imbroglione italiano contaminato ha i suoi guai con la giustizia. E sia chiaro (anche se ho lasciato perdere l'argomento della monnezza napoletana), che i suoi guai sono proprio per questo: smaltimento illecito di rifiuti speciali a Napoli.












L'inchiesta Sme è nata 11 anni fa, era il lontano1995, sulla base delle dichiarazioni del teste Omega, Stefania Ariosto. La “signora”, allora intima dell’entourage del Cavaliere, racconta alla procura di Milano di un sistema di corruzione attraverso il quale