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Esumiamo la democrazia?
Ricapitoliamo per gli assenti e per i distratti. Deaglio & Co. lanciano un’accusa, pesantissima, quasi inverosimile, nei confronti non solo di un intero sistema politico, ma anche e soprattutto nei confronti di tutto il sistema istituzionale. Trastullati dai vari reality e distratti dalla cattura di Provenzano, tutta l’Italia non si era resa conto che nella notte del 10 aprile un vero e proprio colpo di stato era stato evitato. Da chi, non è dato saperlo, ne tanto meno il perché.Annunciato da un insolito quanto cauto tam-tam mediatico, venerdì scorso usciva in edicola il settimanale “Diario” con l’annesso DVD “Uccidete la democrazia”. Nel political-trhiller denoaltri, si formulava un’ipotesi alquanto inquietante: durante lo scrutinio delle ultime elezioni politiche, un software installato in maniera truffaldina ed abusiva, avrebbe modificato i dati inviati dalle singole prefetture attribuendo una porzione delle schede bianche al partito del Grande Manipolatore. Non solo.












Magari apparirò bastian-contrario, ma certe cose forse è opportuno dirle, o meglio, non dimenticarle.
Dopo le polemiche suscitate dal film-documentario di Enrico Deaglio, che ventila la possibilità che alle elezioni politiche della scorsa primavera si siano verificati dei brogli, la magistratura riconterà le schede bianche.
Quella per la Camera dei deputati era rosa, quella per il Senato gialla. Visto che vi ho rivelato la verità senza costringervi ad acquistare libri o Dvd, se volete potete inviare qualche euro alla mia casella di posta elettronica.
Sembra la trama di un film visto e rivisto. Il canovaccio usato ed abusato di una comica farsa sfociante in un tragico epilogo. Lui dice che “
E gridano vendetta davanti alle coscienze quei 2400 operai (duemilaquattrocento) della nettezza urbana campana che vanno a lavorare ogni giorno e tornano a casa perché non c’è niente da fare, neanche spazzare la mondezza dentro la sede della loro azienda!!! E vengono pagati per non fare un cazzo 1200 euro al mese!!!
E’ una bella sensazione vedere un vice-rè in mutande. Rende giustizia a tante ingiustizie patite e per un momento, ma solo per un momento, dona speranza, fiducia per un futuro non dico migliore, ma quanto meno diverso. Ieri sera la premiata ditta Gabanelli-Iovine ha tolto definitivamente la maschera al più patetico dei “pulcinella” che la nostra terra abbia mai conosciuto: Antonio Bassolino da Afragola.
"Siamo sull'orlo del fallimento. Le Ferrovie si sono svenate, non hanno più risorse e lo sbilancio è tale che non permette più di andare avanti in una situazione di indebitamento finanziario…è assolutamente indispensabile per noi la ricapitalizzazione di Trenitalia altrimenti corriamo il rischio, non in tempi lunghi, ma brevi, di portare i libri in tribunale".
In queste ultime settimane tanti, troppi, hanno parlato di Napoli e di quanto stava accadendo in questa martoriata città. Finanche Giorgio Bocca, ospite da Fazio, ha invocato l’intervento risolutivo del Vesuvio. Strano, certe affermazioni, (e che nessuno osi parlare di provocazione), credevo fossero avvezze solo alle beceri tifoserie del nord. Evidentemente Bocca ha l’istinto dell’Ultrà. Ovvero, a volte è meglio tacere che parlare giusto per unirsi al coro.