Riporto integralmente dal Blog di Alex.
Rapiscono Giuliana Sgrena, e agiamo come un sol'uomo, ci indigniamo, denunciamo, facciamo fiaccolate. Ne parlammo a lungo anche su questo blog. Alla sua liberazione gioimmo.
Rapiscono Clementina Cantoni, e succede la stessa cosa.
Analogamente, tutti ricorderanno l'emozione e le mobilitazioni civili quando furono rapite le due Simone a Baghdad.
Quando rapirono Enzo Baldoni invece nessuno mosse nulla. Non si videro nè manifestazioni nè altro. Baldoni finì ucciso.
La stessa cosa sta succedendo con Gabriele Torsello: a dieci giorni di distanza, con la vita dell'ostaggio in serio pericolo, non si vede una bandierina della pace in giro.
Stavolta, come racconta Gennaro Carotenuto, Veltroni non si sbraccia e non stende tazebao dal Campidoglio "perchè non c'è mercato e lo applaudirebbero in quattro gatti. In giro c'è più solidarietà per tal Massimo Ceccherini, espulso dall'Isola dei famosi, una prece, che per Torsello rapito in Afghanistan."
Certo che siamo strani noi società civile, noi pacifisti, noi progressisti, noi bravi ragazzi, convinti di essere meglio degli altri, e che invece consumiamo come gli altri, pur struggendoci la coscienza.
Di Torsello ne scrive un po' Peacereporter, ma lo fa in punta di piedi, quasi con pudore. Torsello stesso chiede ai media di aiutarlo, sostanzialmente inascoltato.
E non si dia la colpa alla sindrome da /governo amico/. Questo ha scelleratamente scelto di restare in Afghanistan, ma non è colpa di Prodi o Parisi l'indifferenza della società civile italiana verso Torsello.
Dice ancora Carotenuto:
"Forse Gabriele, se ti ammazzeranno diverrai un'icona, un'icona pacifista, in fondo è quello che è successo da morto anche ad Enzo Baldoni. Per il momento resti una sottomarca del consumismo pacifista, un prodotto da Hard Discount..."
Perfino l'appello del figlio di Torsello, un bimo di quattro anni, è scivolato via in silenzio.
Per questo aderisco anche io all'appello:
Scusate il disturbo, avrete senz'altro di meglio da fare ma c'è qualcosa di semplice e urgente da dire: GABRIELE TORSELLO LIBERO!
Condivido pienamente quanto affermato da Alex e provo ad aggiungere qualche mia personale considerazione.
Ormai la distinzione fra ostaggi ed ostaggi è sempre più netta e decisa. Mi sembra quasi un fenomeno di marketing. Ci sono ostaggi che con la loro storia fanno vendere più copie (vedi le gemelle Kessler/Simone) e quelli che invece “se la vanno a cercare” (Enzo Baldoni, tanto per citare un esempio). Anche nelle tragedie quindi, è il "mercato" che decide cosa fare, in che modo ed in che tempi. Uomini e donne che si recano in ambiti difficili per svolgere la loro professione, ridotti a prodotti da vendere?
Ho paura di si. Altrimenti non si spiega il totale disinteresse evidenziato da Alex.
Ieri sera è andata in onda l’ultima puntata de “La pupa ed il secchione”. Rassegniamoci. E’ questo lo specchio reale del nostro Paese. E così sarà fino a quando lasceremo imporci dagli altri modelli, ideali, pensieri e stili di vita.
Sono stanco e sfiduciato e la mia assenza da queste pagine n’è la concreta riprova.