25/10/2006
18:13

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Buon compleanno iPod.

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ipodindexCorreva l’anno 2001. A New York le macerie del WTC erano ancora fumanti. L’attacco alle Torri Gemelle aveva scavato nella storia contemporanea un’immaginaria linea di confine che delimitava un preciso periodo di tempo. In un'altra parte degli Stati Uniti, Steve Jobs presentava al mondo un oggetto che avrebbe segnato per sempre la storia della musica e dell’industria ad essa collegata.

Era il 23 ottobre 2001 è il nome iPod indica un semplice oggetto bianco e compatto, grande all’incirca come un pacchetto di sigarette. Esistono già lettori di file musicali portatili, ma l’iPod è diverso: può immagazzinare nel suo hard disk fino a mille canzoni, da scegliere navigando in un menù semplice e intuitivo. Come il Walkman, permette di avere sempre con sé la musica preferita, ma senza cassette; un computer converte i compact disc in file Mp3 e li trasferisce grazie ad una veloce connessione Firewire. Il prezzo non è dei più abbordabili, ma nonostante i 399 dollari del listino, Apple chiude il 2001 con 125 mila iPod venduti.

24/10/2006
20:15

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Diliberto il kamikaze.

dilibertoL’inopportunismo dei nostri politici non conosce schieramento ideologico. E’ triste a dirsi, ma la stupidità è una delle poche realmente bipartisan. L’ultimo esempio, ma solo in ordine di tempo, ci viene fornito da Oliviero Diliberto. L’intransigente “compagno” esponente di uno dei quattro partiti “comunisti” presenti nel nostro panorama politico (qualcuno sa spiegarmi le differenze fra loro?), adombrato per l’oscurantismo a cui è stato da tempo condannato, ha pensato bene di perpetrare l’ennesimo sfregio all’umana intelligenza. Daria Bignardi nel corso del programma “Le invasioni barbariche” gli ha chiesto: “Scelga un posto dove trascorrere una bella serata. Un luogo tra questi due però: la villa della Certosa del Cavaliere o il Billionaire di Briatore".

Dileberto non si è lasciato sfuggire l’occasione per lanciare al pubblico una sua perla di saggezza. Ha fatto così col capo e poi si è fatto esplodere: "Al Billionaire ma imbottito di tritolo!".

Lungi da me l’idea di invocare l’intervento di una qualsivoglia Procura per una fantomatica “istigazione al reato”, l’affermazione se vogliamo, si commenta da se. Mi stupisce tuttavia un ulteriore passaggio di questa pietra miliare del giornalismo televisivo contemporaneo. Diliberto, infatti, ha seraficamente dichiarato di praticare l'insuperabilità di una vita da quattromila euro al mese, "perché il resto lo dò al partito. E dico che non è affatto poco, con quella cifra si vive bene, si arriva alla fine senza scosse, si ha anche la possibilità di fare spese voluttuarie".

Giusto per la cronaca, quattromila euro sono pari a circa otto milioni di lire del “vecchio conio”. Quanto guadagna un operaio che dovrebbe sentirsi rappresentato da questo mirabile testimone del “socialismo reale”? Il povero “cipputi” sarà certamente contento all’idea che uno degli ultimi adepti del socialismo reale, del marxismo anticapitalista, riesce, nonostante tutto, a “sopravvivere” con “appena” quattro mila euro al mese.

Così come qualche anno fa, ai tempi del primo governo targato centrosinistra, lo stesso Diliberto, appena defenestrato dal ministero di Grazie e Giustizia, decise di concedersi una meritata vacanze negli States. Il viaggio, pare, lo pagò di tasca propria. La scorta, inopportuna e non prevista, la pagammo noi contribuenti.
24/10/2006
06:29

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Bloggher e libertĂ  d'informazione.

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Tisbe pubblica su lamianotizia.com


boton_windowsNegli ultimi tempi si assiste sempre più spesso ad una presa di posizione, da parte dei blogger(s), più o meno legittima o delegittimata del tutto, riguardo le operazioni di controllo effettuate da gestori di blog collettivi, redazioni di aggregatori e di piattaforme. C'è l'abitudine oramai consolidata di gridare alla CENSURA. Ma è proprio così.

In altre parole, bisogna difendere la libertà di espressione a qualunque costo, anche quando non è di alcuna utilità e si limita al turpiloquio o peggio ancora viola palesemente la privacy di altri blogger(s)? O forse è vero che molti utenti della blogosfera confondono, senza ritegno, la libertà di potersi esprimere con un certo liberismo di dubbia moralità, molto più consono a Cronaca Vera o Novella2000 piuttosto che alla libera veicolazione di notizie?

Personalmente, pur essendo per la libertà incondizionata della persona, sono portata a credere che la stessa abbia un limite naturale imposto dalla presenza dell'alterità. L'altro va rispettato comunque. Niente ha più valore di una persona, nemmeno il diritto all'informazione. Trovo squallido gridare alla censura ogni volta che i propri post vengono oscurati o cancellati, o rimossi. Trovo squallido parlare di libertà mentre si sta violando apertamente la libertà di qualcun altro. E' un'azione meschina. Nessun blogger ha il diritto di infangare l'onorabilità di qualcun altro pensando di farla franca solo perché si nasconde dietro un nick.

Il turpiloquio, l'offesa gratuita e la violazione della privacy non hanno nulla da spartire con la libertà.
24/10/2006
06:15

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Ci sono ostaggi e ostaggi.

Riporto integralmente dal Blog di Alex.

Rapiscono Giuliana Sgrena, e agiamo come un sol'uomo, ci indigniamo, denunciamo, facciamo fiaccolate. Ne parlammo a lungo anche su questo blog. Alla sua liberazione gioimmo.
Rapiscono Clementina Cantoni, e succede la stessa cosa.
Analogamente, tutti ricorderanno l'emozione e le mobilitazioni civili quando furono rapite le due Simone a Baghdad.
Quando rapirono Enzo Baldoni invece nessuno mosse nulla. Non si videro nè manifestazioni nè altro. Baldoni finì ucciso.
La stessa cosa sta succedendo con Gabriele Torsello: a dieci giorni di distanza, con la vita dell'ostaggio in serio pericolo, non si vede una bandierina della pace in giro.
 
Stavolta, come racconta Gennaro Carotenuto, Veltroni non si sbraccia e non stende tazebao dal Campidoglio "perchè non c'è mercato e lo applaudirebbero in quattro gatti. In giro c'è più solidarietà per tal Massimo Ceccherini, espulso dall'Isola dei famosi, una prece, che per Torsello rapito in Afghanistan."
Certo che siamo strani noi società civile, noi pacifisti, noi progressisti, noi bravi ragazzi, convinti di essere meglio degli altri, e che invece consumiamo come gli altri, pur struggendoci la coscienza.
 
torsello Di Torsello ne scrive un po' Peacereporter, ma lo fa in punta di piedi, quasi con pudore. Torsello stesso chiede ai media di aiutarlo, sostanzialmente inascoltato.
E non si dia la colpa alla sindrome da /governo amico/. Questo ha scelleratamente scelto di restare in Afghanistan, ma non è colpa di Prodi o Parisi l'indifferenza della società civile italiana verso Torsello.
Dice ancora Carotenuto:
"Forse Gabriele, se ti ammazzeranno diverrai un'icona, un'icona pacifista, in fondo è quello che è successo da morto anche ad Enzo Baldoni. Per il momento resti una sottomarca del consumismo pacifista, un prodotto da Hard Discount..."
Perfino l'appello del figlio di Torsello, un bimo di quattro anni, è scivolato via in silenzio.
 
Per questo aderisco anche io all'appello:
Scusate il disturbo, avrete senz'altro di meglio da fare ma c'è qualcosa di semplice e urgente da dire: GABRIELE TORSELLO LIBERO!

Condivido pienamente quanto affermato da Alex e provo ad aggiungere qualche mia personale considerazione.

Ormai la distinzione fra ostaggi ed ostaggi è sempre più netta e decisa. Mi sembra quasi un fenomeno di marketing. Ci sono ostaggi che con la loro storia fanno vendere più copie (vedi le gemelle Kessler/Simone) e quelli che invece “se la vanno a cercare” (Enzo Baldoni, tanto per citare un esempio). Anche nelle tragedie quindi, è il "mercato" che decide cosa fare, in che modo ed in che tempi. Uomini e donne che si recano in ambiti difficili per svolgere la loro professione, ridotti a prodotti da vendere?
Ho paura di si. Altrimenti non si spiega il totale disinteresse evidenziato da Alex.

Ieri sera è andata in onda l’ultima puntata de “La pupa ed il secchione”. Rassegniamoci. E’ questo lo specchio reale del nostro Paese. E così sarà fino a quando lasceremo imporci dagli altri modelli, ideali, pensieri e stili di vita.

Sono stanco e sfiduciato e la mia assenza da queste pagine n’è la concreta riprova.
18/10/2006
06:26

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Le folli spese della Zarina

sandra_mastellaAlcune donne vivono con lo shopping un rapporto quasi osmotico, ai limiti della nevrosi. Su quest’elemento, tacciabile di retorica e di misoginia, ritengo che tutti possano, in mera linea di principio, essere d’accordo.
La cosa però diventa letale se tale istinto primordiale è soddisfatto con l’altrui denaro. A tal proposito si può qui citare, a mero titolo esemplificativo, quanto speso per esigenze personali e di rappresentanza dal Presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo Mastella.

La glamourosa moglie del Ministro di Grazia e Giustizia (Dio li fa e poi li accoppia…) è appena tornata da un viaggio a New York finanziato interamente con fondi della Regione, della Provincia e della Comunità Europea. Poco più di un miliardo delle vecchie lire, utilizzati per portare a spasso nella “Grande Mela” centosessanta fra assessori, funzionari della regione e della provincia, giornalisti, “nani & ballerine”. Tutto questo per consentire a “Lady Mastella" di sfilare, bardata di regolare fascia stile-Miss, per le vie di Manhattan in occasione del Columbus Day, a testimonianza della fertile attività turistica ed economica della Regione Campania.

La “Presidente” però, ha esigenze particolari per l’espletamento delle sue funzioni. Lo dimostra una “lista della spesa” pubblicata in questi giorni dall’inserto cittadino de “La Repubblica”. Vediamo di cosa si tratta.

- CONSULENTI: due, uno non basta. Il genio politico della “Zarina” necessita di una continua assistenza “di natura tecnico-giuridica”. Totale della spesa, 160 mila euro.
- DONI NATALIZI: “Si è proceduto a individuare... prodotti particolarmente ricercati e rispondenti a requisiti di unicità e originalità, tali da rendere gli articoli di che trattasi non paragonabili ad altri similari». E quali sono gli oggetti non similari? Ecco: 14 mila euro per agendine piccole o grandi; 15 mila euro per una sessantina di medaglie in oro; 14 mila per tazze, piatti e regali genere "casalinghi" ma ricercati; 7 mila euro per «80 cravatte in seta settepieghe, un piumino, stole in raso e cachemire, foulard, sciarpe indiane». E ancora: 4 mila euro per «antipastiere con disegni e raffigurazione modello Re Magi», 1100 euro per vassoi in silver e vasi in argento sheffield. E infine: 3500 euro per allestire una bacheca in vetro design per custodire il presepe che arredava la sede regionale lo scorso dicembre; e ancora 1.200 euro per 3 alberi di Natale (acquistati, guarda caso da una ditta di Benevento).
- MANUTENZIONE ORDINARIA DI PIANTE ED ESSENZE: il “pollice verde” della “zarina, costa. E non poco. 10 mila euro di spese in sei mesi, per coltivare il poco verde distribuito nei vari uffici del Centro direzionale.
- BUFFET E CATERING: esistono i doveri di buona accoglienza e di saluto. In questo la “zarina” è esempio vivente e ne potrebbe assumere finanche una cattedra di libera docenza. (Chi non ricorda il “memorabile” matrimonio” del primogenito?). totale della spesa per i primi sei mesi, 25 mila euro.
- SERVIZI FOTOGRAFICI (compresi di album e portafoto): gli incontri di “Lady Mastella, devono essere immortalati per trasferire ai posteri l’immortale traccia della sua attività istituzionale. Ecco perché c´è quasi sempre un fotografo pronto per ogni stretta di mano. 7.800 euro, per immortalare 6 incontri con figure istituzionali, tra cui il prefetto di Benevento che viene a Napoli a rendere omaggio alla ”Zarina”, o la visita ai ragazzi di Nisida.

MASTELLA_SANDRASe a tutto ciò si aggiunge il capitolo riguardante i “fitti d’oro” per le sedi inutilizzate dagli uffici della Regione Campania, oggetto di un’indagine della Magistratura contabile, possiamo almeno pensare ad un utilizzo singolare dei fondi pubblici?

E la presidente Mastella, contestualmente interpellata, replica subito a muso duro: “Non mi sottraggo a nessun confronto. Anzi, non ho nulla da nascondere io. Quanto alle mie spese di rappresentanza, spendo davvero meno di quanto potrei”. Inoltre, sulle consulenze: “Andate a vedere al Commissariato per i rifiuti quanto costa una consulenza: quelle sì che sono miliardarie. Le mie no: solo indispensabili”. Infine, su Natale e shopping pubblico: “Mi fanno le pulci anche per la prassi di essere un po’ ricercata nei doni natalizi? Bene, ci stavo già pensando, ora ho deciso. Niente doni il prossimo Natale, neanche l´agendina. Mi spiace. Vogliono l´austerity? La avranno. Massima”.
Neanche un piccolo panettone?
17/10/2006
20:56

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Figlioli miei, blogger immaginari… e spacciati

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boton_windowsAntonio Persia sul suo Blog lancia questo estemporaneo appello a tutti i bloggher. Mi ha colpito molto questo post e previa autorizzazione dell'autore, lo pubblco per renderlo disponibile a tutti.

Un grazie all'autore per questo spunto di riflessione, a mio parere, estremamente appropriato al momento storico vissuto dalla blogosfera.



Ci stiamo facendo surclassare da concorsi, classifiche e premi, ma non vogliamo accettare la sconfitta del mezzo, che sta portando solo al chiacchiericcio e non verso obbiettivi e piattaforme comuni. Per me non ha alcuna importanza chi scrive, bensì quello che si scrive.

Quelli che si occupano di politica ancora ragionano con categorie partitiche e politiche come destra, sinistra, centro, comunisti, fascisti e liberali.

Tutto questo fa parte ormai della storia che ci siamo lasciati alle spalle. L’oggi è caratterizzato da altri rapporti di forza, categorie e simboli, ma non dalle idee, appannaggio solo dei maitre a pensée, autorizzati a diffondere il verbo pre-confezionato.

I politici si appropriano della delega e ne fanno scempio, al soldo delle multinazionali, e i blogger cosa fanno? Si divertono con i premi, le classifiche, gli accessi, i più bravi, le più colorate e le più glamourouse.

Altro treno perduto, miei cari, altra occasione storica gettata nel cesso.

Nel post di ieri chiedevo di esprimere commenti sul proprio sentirsi di sinistra, di destra e così via. Nessuno se l’è sentita di affrontare l’argomento serenamente. Allora è vero che la confusione è tanta. E in questa confusione non si è capaci di capire se c’è il nuovo, cos’è e da dove arriva.

Siamo bombardati mediaticamente da tutte le lobbies di questo mondo e noi? Ci beiamo dell’Oscar al miglior blog.

SIAMO SPACCIATI
16/10/2006
22:11

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Se un Blog è libero. (ma libero veramente...)

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Dada, società Italia del gruppo RCS, ha acquisito la statunitenste Tipic Inc e con essa la piattaforma Splinder. Ne hanno parlato nei giorni scorsi Alex e Bunkr sui loro blog.
Aldilà delle valutazioni di ordine economico, provo a fare un piccolo paragone con quanto accaduto in passato nell’ambito dell’etere. Mi riferisco al fenomeno delle Radio Private.

Voxon_intNata nella seconda metà degli anni 70, la radiofonia privata è stata per lungo tempo sinonimo di libertà d’espressione tipica dei fermenti giovanili che hanno caratterizzato quegli anni. Intrattenimento, notizie, principalmente di carattere locale, e musica a volontà. L'antitesi dei rigidi modelli proposti all'epoca da Radio Rai che, infatti, perse quasi subito la metà dei propri ascolti. Aldilà del raggio d’emissione, necessariamente locale, e nonostante la qualità media della programmazione risentisse di debolezze infrastrutturali, l’entusiasmo per quell’aria di novità contribuì ai cambiamenti in atto in quegli anni, nell’identità del Paese. Attraverso il sovraffollamento dell’etere, caratteristica questa di un’anarchia poi regolamentata dal legislatore, sono transitati i movimenti giovanili, il referendum sul divorzio e quant’altro. Nella prima metà degli anni ’80 però, il fenomeno si ridimensionò con l’avvento dei grossi gruppi editoriali. Essi riorganizzarono il tutto in chiave imprenditoriale modificando e limitando lo spirito iniziale con cui era nata la radiofonia privata.
Possiamo paragonare il fenomeno dei Blog alle Radio Libere? A mio parere, si.

mixerLa libertà di comunicare, il trasferimento di nozioni, concetti e notizie con modalità nuove, l’autonomia nel poter sperimentare anche nuove forme di linguaggio utilizzando la rete come strumento di veicolo espressivo, rende il Blog per certi versi simili alle Radio Libere degli anni 70. Se oggi il Paese fosse chiamato ad una scelta epocale come quella del referendum sull’aborto, non pensate che i Blog potrebbero assumere una ragguardevole veste nell’influenzare parte dell’opinione pubblica?
Personalmente, penso proprio di si.

E come potrebbe cambiare lo scenario con l’avvento dei grandi gruppi editoriali?

In primo luogo, le piattaforme potrebbero subire delle sostanziali modifiche strutturali. Oggi la pubblicità nei Blog è una compente marginale e che, in quanto tale, non ne condiziona i contenuti. Potrà essere sempre così?
Gli effetti deleteri della commistione fra mercato pubblicitario ed universo informativo, sono evidenti e palesi così come, ed è questa a mio parere la più grossa anomalia di questo Paese, appare evidente come i gruppi industriali che controllano gran parte dell’informazione, ne condizionano irreparabilmente l’integrità e l’indipendenza di giudizio. Tale aspetto potrebbe un domani incidere anche sul fenomeno Blog? E se si, come?

Oggi i Blog cominciano ad essere dei grossi “driver” di opinione. Sempre più spesso vengono citati come punto di riferimento anche da altri organi d’informazione diventando quindi, fonte più o meno attendibile. Con l’avvento dei grossi gruppi editoriali, riusciranno i Blog a mantenere questa sorta d’integrità d’opinione o saranno fagocitati dagli “interessi di bottega”?
15/10/2006
10:53

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Sosteniamo Roberto

robertosavianoSul suo Blog, Tisbe raccoglie l'invito a sostenere Roberto Saviano, attraverso la firma di un messaggio di solidarietà indirizzato all'autore di "Gomorra". Aderisco volentieri a questa iniziativa, riportando una frase dal sito sosteniamosaviano.net ed invitando tutti ad attivarsi per diffondere il relativo link.

"Un'iniziativa apartitca e apolitica. Roberto non deve essere considerato un martire o un eroe, ma non possiamo accettare il recinto che si è venuto a creare intorno a Roberto, un recinto legittimato purtroppo anche da alcuni organi istituzionali."