31/08/2006
16:38

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Cicatrici famose

BRIAENGFlavio Briatore, intervistato nel corso del dibattito “Self-made man all'italiana”, all’interno di una manifestazione in corso a Cortina D’Ampezzo, ha mostrato a tutti ed in pompa magna, la cicatrice che testimonia l'intervento subito, confutando i gossip per cui il tumore sarebbe stato tutto un falso.

“L'intervista in cui ammettevo di essere stato malato, non è stata facile” ha spiegato Briatore. ”Io ho reagito al tumore dopo dieci giorni dall'operazione facendomi vedere al Gran Premio e al mio club in Costa Smeralda Billionaire e questo ha portato ai dubbi e ai gossip”.

L'Italia tutta, osannante, ringrazia per quest’ennesima esibizione di dubbio gusto del ragioniere piemontese assunto ormai, ai ranghi di Santo con tanto di stimmate da esibizione.
Ciò detto mi chiedo, quando partirà su E-bay, un’asta a scopo benefico (s’intende) dei punti di sutura asportati al self-made man italiano che tutto il mondo c’invidia?
Ed il sacro bendaggio con cui è stato avvolto il santo ventre di Briatore, verrà conservato in qualche museo, meta di orde di adoranti pellegrini, o distribuito in piccoli pezzi da collezione allegati al prossimo numero di Novella 2000?

Personalmente stanotte dormirò sonni più tranquilli. Il pensiero che quel birbone di Flavio avesse potuto barare circa il suo intervento, mi assillava al punto da non riuscire a chiudere occhio da settimane..
31/08/2006
15:46

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Questi fantasmi.

Technorati Profile Archiviato da fraba in: politica, napoli, attualitĂ 
questifantasmiSe Eduardo avesse scritto oggi “Questi fantasmi”, sarebbe stato semplice evocare in questo titolo, un richiamo alla classe politica di questa città. Infatti, dopo il tormentone della legge speciale per Napoli col quale ci hanno allietato per tutto Ferragosto, ecco pronto per il dopo vacanze quello della candidatura all’Expò 2015. Invece che battere la strada principale che è quella dei contenuti, cioè il programma, le priorità, le risorse ed infine gli strumenti, si procede per continue suggestioni prima scimmiottando Milano e Roma che quei poteri hanno ottenuto relativamente a traffico e trasporti, poi improvvisando improbabili candidature all’Expò, non contenti della recente figuraccia fatta in occasione dell’America’s Cup e di tutti gli altri appuntamenti del genere mancati.

Insomma, la sensazione è che la improvvisazione domini sovrana, che siamo nelle mani di dilettanti allo sbaraglio. Gente che non sa da dove cominciare, che non ha idee e che non è in grado di delineare un percorso per far uscire dalle secche questa povera città. Perfino il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, se ne è accorto, al punto che nel suo soggiorno napoletano ha interrotto le vacanze per farsi spiegare da Sindaco, vicesindaco e Governatore le ragioni dei ritardi ultradecennali su Bagnoli e sull’area Est.
30/08/2006
15:14

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lamianotizia.com

Technorati Profile Archiviato da fraba in: segnalazioni, giornalismo
headerSegnalo questa iniziativa editoriale di sicuro interesse e certamente in linea con il futuro del giornalismo. Cito dalla Home Page:

"Hai mai provato il desiderio, quando vieni a conoscenza di una notizia che ti fa riflettere, di volerne far conoscere al mondo la tua personale visione? Oppure di dare voce a notizie spesso emarginate o trascurate dai massmedia? LaMiaNotizia vuole andare oltre le 5 tradizionali domande del giornalismo – chi, cosa, quando, dove, perché – espandendole così da sapere perché una notizia è importante per te e per la comunità in cui vivi.
Questo è “citizen journalism”: informazione partecipativa, indipendente e democratica."


Se ci scrivo io, che sono un semplice cioccolattaio, non vedo perchè non dobbiate farlo anche voi.
30/08/2006
11:11

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Nottebianca a Napoli: è notte fonda...

Mancano trenta giorni. Tra un mese esatto, scoccherà l'ora della Nottebianca a Napoli, edizione 2006. Presentata prima delle ferie estive con la solita pomposità, elemento caratteristico dell'amministrazione di questa città, ad oggi, quello che dovrebbe essere un vero e proprio evento, non ha in realtà un programma definito.

grillo--140x180L'unica cosa certa, è la "defenestrazione" di Beppe Grillo. Lo scorso anno, il comico genovese, tenne uno spettacolo di grande successo nella centralissima Piazza Dante ma Rosetta e la sua "gang", mal digerirono le sue invettive circa il progetto di privatizzazione dell'acquedotto napoletano. Di conseguenza quest'anno, niente Grillo.

In compenso, si parla della partecipazione di Benigni che insieme a Manu Chao, dovrebbero rappresentare le principali attrazione della manifestazione. Dovrebbero, dicevo.

Infatti, di certo, non esiste ancora nulla. Fervono le trattative, le riunioni. Voci di corridoio, parlano d'intercessioni Dalemiane, per convincere il comico toscano a nobilitare una manifestazione che al momento, appare alquanto povera. Povera nel programma, ma non certo nel budget: 1.200.000 euro già stanziati per migliorare, se possibile, l'inaspettato successo dello scorso anno. Insomma, come sempre, l'improvvisazione impera assoluta.

siano70278473010125857_bigPer non parlare poi della comunicazione verso l'esterno dell'evento, pressochè nulla e comunque, visti i tempi, assolutamente in ritardo rispetto all'evento. Il sito WEB, è una pagina senza alcuna indicazione sul programma, informazione turistica o sui trasporti. Nessuna offerta per i potenziali visitatori, nessuna traduzione in inglese, francese o spagnolo. L'ennesima occasione persa per gli albergatori e gli operatori del settore ai quali non è stato comunicato nulla di certo in tempi tali da consentire un minimo di pianificazione.

Che a Napoli si viva alla "giornata", è ormai cosa risaputa ed assodata dai fatti. Tranne poi lamentarsi delle occasioni sprecate (Coppa America) o richiedere investimenti su manifestazioni future (Expo 2015). Ma se questi sono i presupposti, chi è tanto folle da voler affidare collocamenti finanziari, finanche cospicui, a questi improvvisati amministratori della cosa pubblica, affetti da pressapochismo cronico?
29/08/2006
10:57

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Giudizi Universali

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sistinaFSono stanco del giudizio degli altri. Anzi, a dire il vero, ne ho proprio piene le scatole di tutte quelle persone (e sono tante) pronte sempre a sindacare ogni tua scelta, ogni tuo gesto, parola, decisione e finanche sentimento. Ogni qualvolta faccio qualcosa, c'è sempre qualcuno pronto a dire "hai fatto bene" o "hai fatto male", "sei questo" o "sei quello".

Beninteso, parliamo sempre di apprezzamenti non richiesti, assolutamente gratuiti, frutto spesso più di congetture personali che di oggettive valutazioni. Scopro, ogni giorno che passa, il sorgere nelle mie vicinanze, di una vera e propria "scuola del buon senso", pronta sempre a darmi addosso ad ogni qualsivoglia occasione. E' tanto difficile comprendere che nella vita di un Uomo ci sono momenti un cui è necessario, staccarsi da una realtà in cui non ci si riconosce più? E' un mio diritto vivere in maniera dissoluta e nessuno, sottolineo nessuno, può avocarsi la prerogativa di essere sempre pronto/a a puntarmi il dito contro. Secondo quale codice poi? Il personale raziocinio? L'esigenze e il tornaconto proprio?

Fino ad oggi, sono state poche le persone che mi hanno giudicato in maniera gratuita. Tutti, lo hanno fatto e lo fanno, semplicemente perchè vogliono che io sia come loro vorrebbero che fossi. E questo, indipendentemente da ciò che penso, vivo o che ho vissuto. E' così difficile comprendere che non è cosa semplice guardare nell'anima di un Uomo? E' tanto assurdo accettare che spesso anche il "titolare" ha seri problemi a guardarsi dentro? Perchè prima di giudicare me, non fate un sereno e profondo esame della vostra vita, della vostra coscienza?

Lasciatemi vivere come voglio e come sento di voler fare. Nessuno ha il diritto di condannarmi se desidero la dissolutezza, il caos morale, se non voglio essere una "bella persona". Sono il peggio del peggio, la feccia dell'umanità, il male assoluto capace di spingere alla cancrena qualunque essere umano gli si avvicini. Ciò detto quindi, chiunque è avvisato.

Ergo, se non si vuole restare feriti, umiliati, offesi, oltraggiati dalla mia presenza, basta evitarmi. Non esiste obbligatorietà nei rapporti umani.
29/08/2006
06:49

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Aldo Cazzullo. Italia - Germania 2a 0

italiagermania20Ero certo che la vittoria ai Mondiali dell’Italia pallonata, generasse la consueta invazione di pubblicazioni finalizzate alla celebrazione di un così tal evento. Generalmente, infatti, a fronte di un evento, di qualsivoglia genere, l’editoria nostrana si lascia prendere da una sorta di bulimia pubblicativi, molto spesso di discutibile qualità. In questo caso, complice forse Calciopoli, tutto ciò non è avvenuto. In ogni caso, vi segnalo questo libro: “Italia – Germania 2 a 0”.

Aldo Cazzullo, l’autore, ha quarant'anni ed è inviato del «Corriere della Sera»: un buon motivo per essere invidiato da tanti giornalisti. Un ottimo motivo, invece, è la foto scattata negli spogliatoi dell'Olympiastadion di Berlino il 9 luglio dopo la finale Italia-Francia: Cazzullo con la Coppa del mondo tra le mani. Quella sera il giornalista del «Corriere della Sera» ascoltava le parole dei campioni azzurri e scattava foto con il telefonino per i due figli. Ad un certo punto passò Gattuso con la Coppa. Fece uno scambio con Cazzullo. Al centrocampista il telefonino, al giornalista la Coppa: «Adesso te la faccio io la foto». È quella che appare sulla retrocopertina del libro «Italia-Germania 2 a 0: diario di un mese mondiale» : titolo che fa il verso ad un'altra partita mitica della Nazionale (semifinale di Mexico '70, Italia-Germania 4 a 3), il racconto dal 10 giugno al 10 luglio è l'ultimo lavoro di Cazzullo.

Quella del 4 luglio, semifinale mondiale, è definita da Cazzullo «la notte più emozionante per lo sport italiano dal Bernabeu in poi». Perché quel 2-0, reti di Grosso, il terzino che nel 2000 valeva sei milioni «di lire, non di euro», e di Del Piero, è considerato il punto più alto toccato dalla Nazionale partita per la Germania tra le polemiche perché era scoppiato il caso dei campionati falsati. Cazzullo ha scritto il diario per «fermare quei giorni» e descrivere il mese di un gruppo «che non voleva passare alla storia come generazione Moggi». Ci sono i ritratti dei campioni: Lippi, Buffon, Materazzi, Totti, Del Piero, Grosso, Toni, Iaquinta e Camoranesi. Le storie dei viaggi del giornalista attraverso un paese in cui batte un cuore azzurro perché oltre seicentomila italiani vivono in Germania.

Cazzullo descrive le facce, le emozioni e le ore di un'avventura indimenticabile. Lo stile, è quello di un Blog: leggero, leggibile, immediato e molto efficace. Il modo giusto, a mio parere, per ricordare e celebrare, i fantastici giorni dell’avventura azzurra ai mondiali di calcio di Germania.
27/08/2006
08:18

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Occhiali rotti.

Oggi è un giorno strano per me. Una data che si rincorre negli anni lasciando sempre una indelebile traccia nella mia fragile anima. Esiste probabilmente una sorta di nemesi da datario, che associa a determinati numeri, eventi che segnano il nostro destino, la nostra vita, la nostra memoria. Eventi o scelte che tracciano i sottili confini in cui la nostra esistenza oscilla fra la soddisfazione e l’insoddisfazione, fra la felicità, seppure di un momento, e l’insoddisfazione perenne. Un anno fa, ponevo fine a qualcosa che per me era stato importante e che forse ancora oggi lo è. Questa mia decisione, mi trascinava in un vortice di dolore, di rimpianti e di rimorsi, che ancora oggi assilla la mia fragile esistenza. Ma il destino ha voluto che in quello stesso giorno, un anno prima, un altro evento lasciasse una indelebile traccia nella mia coscienza.

enzoIl 26 agosto del 2004, Enzo Baldoni, giornalista freelance e caposcuola nell'uso del blog in Italia e all'estero, veniva barbaramente trucidato in Irak. La sua conoscenza del mondo pubblicitario in termini di comunicazione efficace, concisa e corretta, associata alla sua esperienza dell'utilizzo delle tecniche informatiche e delle dinamiche delle comunità virtuali, lo pone ai massimi livelli di questa forma di comunicazione mediatica. Era solito far passare concetti crudi in forma lieve e dissacrante. Usava testi e molte fotografie ed era nel suo stile evidenziare il ruolo dei suoi accompagnatori di viaggio.

Samuele Bersani, gli ha dedicato una canzone nel suo ultimo album. S’intitola “Occhiali rotti”.
Ne pubblico qui il testo, in memoria di Enzo, ma anche in ricordo di ciò che di mio si è “rotto” in quella calda e inutile estate di un anno fa.
24/08/2006
06:48

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Municipalizzate illegalitĂ .

off_est03L’estate napoletana è contraddistinta ormai da due anni, dal destino ubicativo del centro sociale Officina 99. Quindici anni orsono, sulla scia dei movimenti anarchici che con il tempo muteranno nei NO GLOBAL, un gruppo di giovani angioletti, decise di occupare una struttura industriale dismessa, ma pur sempre di proprietà di un privato, ubicata nell’immediata periferia orientale di Napoli. Nacque così, Officina 99, centro sociale ufficialmente votato alla divulgazione culturale ed artistica in una delle periferie più degradate della città ma, di fatto, combriccola di nullafacenti con l’hobby della musica condita da una buona dose di sostanze stupefacenti di vario genere e tipo.