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La delusione.
Forse mi sono sbagliato. Forse osservo ciò che mi circonda, in modo inadeguato. Vivo in una città dove non esistono problemi di traffico, dove le strade non sono piene di buche, dove i cumuli di mondezza non si accumulano in enormi covoni maleodoranti. Una città dove la sicurezza ed il rispetto delle regole, è garantito da una macchina amministrativa degna di un cantone elvetico e dove da anni ormai, non si susseguono cortei di protesta da parte dei disoccupati più o meno organizzati. Un luogo dove la qualità della vita è fra le migliori d’Italia, dove la Sanità ha livelli di efficienza a dir poco encomiabili e dove i turisti possono tranquillamente passeggiare per le strade ostentando Rolex, gioielli e quant’altro, senza che nessuno possa assolutamente neanche immaginare di rapinarli.
Chissà perché non mi sono reso conto di vivere in un eden come il 57% dei miei concittadini che, impavidi e imperterriti, hanno riconfermato al ruolo di Sindaco Rosa Russo Iervolino.
Al primo turno, senza appello, a confermare la soddisfazione di una popolazione che osannante e plaudente, accompagna Rosettadeimiracoli, verso lo scranno più alto di Palazzo S. Giacomo. E del resto, a ben vedere, tutti gli obiettivi che questa amministrazione si era posta quattro anni fa, sono stati tutti brillantemente raggiunti, o sbaglio?
Tuttavia, nonostante la mia ormai manifesta incapacità di osservare tutto ciò che di bello mi circonda, azzardo qualche piccola personale considerazione.












Quindici ore di treno, più due notti trascorse in pratica senza chiudere occhio. Risultato, una full immersion nelle pagine di libri che avevo comprato ma a cui non avevo dedicato neanche un minuto. Colto quindi da una sorta d’improvvisa bulimia letteraria, armato di iPod che in modalità random passava dall’ ultimi di
Prendendo spunto da un post di
Oggi, vorrei raccontarvi una favola. Una favola dei giorni nostri che ha come protagonista una Donna, il suo compagno ed una piccola luce che si accenderà grazie alla loro forza, al loro coraggio ed alla loro infinita perseveranza.
A volte ritornano. Dalle nebbie della pensione riemerge Francesco Saverio Borrelli, inquisitore evidentemente incompiuto, che dopo aver rivoltato l’Italia come un calzino alla fine degli anni novanta, ora ci riprova con il mondo del calcio.
Probabilmente questa notizia l’avete già letta da qualche parte, ma quando me l’hanno raccontata, ipotizzavo che si trattasse del solito eccesso da tabloid londinese. 
Report domenica sera, ha rimandato in onda un servizio sul calcio