In questi giorno vivo molte difficoltà nell’esprimere i miei pensieri. Scrivere su queste pagine mi è difficile nella misura in cui percepisco intorno a me uno stato di cose assolutamente fuori da qualsivoglia logica. A ciò si aggiunga che le voci “contro,” ovvero quella che dovrebbe rappresentare l’opposizione, elemento fondamentali in qualsivoglia struttura democratica, o tacciono, o si omologano lasciando ad insignificanti distinguo il compito di certificare il proprio ruolo (oramai nei fatti inutile).
Avrei voluto scrivere qualcosa sulla faccenda intercettazioni ma preferisco desistere. Tuttavia riporto un post di Felice Lima, Giudice del tribunale di Catania, e linko il Capo IV del codice di procedura penale, che attualmente gestisce la dinamica giudiziaria relativa alle intecettazioni. Il solo leggerlo, fa comprendere quanta “fuffa” ci viene propinata in queste ore pur di far passare presunte esigenze comuni che altro non sono se non l’ennesimo atto finalizzato a salvaguardare l’interesse dei soliti noti.
up grade h15:30 - Sempre rimanendo in tema intecettazioni, consiglio la lettura di questa intervista data da Bruno Tinti (magistrato nonchè autore del libro "Toghe Rotte"), pubblicata oggi su "L'Espresso".
up grade h17:45 - Una mia "fonte anonima" (ma non tanto) interna alla magistratura, mi segnala questo interessante articolo sullo stato attuale della giustizia in Italia.
Per favore, basta menzogne e sciocchezze sulle intercettazioni.
di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)
Anche su questo blog, come dappertutto, dilagano i dibattiti sul tema delle intercettazioni. Dibattiti che paiono fondati sul nulla. Su dati falsi o solo suggestivi. Dibattiti falsificati dalla pretestuosità degli argomenti addotti per giustificare (!?) l’ennesima legge ad personas (uso volutamente il plurale). Con riferimento ai quesiti posti da diversi lettori del blog, quelli che a me sembrano i punti di riferimento da tenere presenti sono i seguenti.
1. La assoluta pretestuosità degli argomenti addotti. Davvero non è possibile accettare che si imbroglino fino a questo punto i cittadini. Chi lavora nel nostro settore sa che è assolutamente falso che le intercettazioni telefoniche siano poco fruttuose. Al contrario, sono fruttuosissime. Per molte ragioni sono tra gli strumenti di indagine più efficaci.
2. Ciò che scrivono coloro che dicono che questa efficacia va a scapito di “altri strumenti di indagine” è sciocco (se detto in buona fede) o disonesto (se detto in malafede). In ogni caso sintomo evidente di disinformazione (in buona o malafede). Per un verso, infatti, non ha alcun senso contrapporre “nuovi metodi” a “vecchi metodi”. In tutti i campi si usano i metodi migliori del momento in relazione agli obiettivi da perseguire. La TAC non fa ombra all’auscultazione del torace. Dove serve la TAC serve proprio la TAC e dove basta l’auscultazione non si fa la TAC. E’ normale che il numero delle TAC aumenti. Perchè è uno strumento di indagine prezioso che consente di salvare vite umane. E non ha alcun senso non usarlo per lasciare spazio “ai bei vecchi metodi”.
Chi dice queste cose dei “metodi investigativi di una volta” è semplicemente persona che non sa di cosa parla o che è in perfetta malafede.