05/07/2008
11:05

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The last post.

Technorati Profile Archiviato da fraba in: pensieri
chiusoUna mia vecchia e anziana professoressa del liceo mi disse una volta:”se non hai nulla da dire, scegli il silenzio.”.

In memoria di queste semplici ma sagge parole, ho deciso di chiudere questo blog.

Interrompo le mie elucubrazioni: forse per qualche mese, forse per qualche settimana, forse per sempre.

Non esiste una causa precisa. Ho forse solo raggiunto il punto massimo di aridità interi
ore. Tale  condizione, m’impedisce di formulare qualsivoglia pensiero che abbia un minimo di senso logico e scrivere giusto per farlo, a mio parere a poco senso. Assodato ciò quindi, preferisco seguire il consiglio della mia vecchia insegnante di Lettere & Filosofia. Non fosse altro che certi silenzi possono essere finanche molto più significativi di tante parole inutili.

Un grazie a tutti quelli che in questi anni mi hanno accompagnato in questo piccolo e qualche volta anche entusiasmante viaggio. Forse ci r’incontreremo su queste pagine o anche altrove.
Per ora scelgo il silenzio ed a ognuno di voi , auguro di tutto cuore, una buona vita.

Francesco
28/06/2008
10:04

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Clementina assolta dal CSM (e Facci rosica...)

forleo(ANSA) - ROMA, 27 GIU - Il gip Clementina Forleo e' stata assolta dalla sezione disciplinare del Csm dall'accusa di aver violato i suoi doveri per la vicenda Unipol. L'accusa riguardava i contenuti dell'ordinanza con la quale, nel luglio del 2007, il gip di Milano chiese alle Camere l'autorizzazione all'uso di intercettazioni di alcuni parlamentari tra cui Fassino e D'Alema. Il Pg della Cassazione, questa mattina, aveva chiesto per la Forleo la condanna alla censura e il trasferimento d'ufficio.

Quì la "rosicata" di Facci su "Il Giornale".
Quì un intervista alla Forleo su "La Repubblica".
27/06/2008
17:14

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Operazione 'Mare Chiaro': quando la giustizia si auto-castra.

Technorati Profile Archiviato da fraba in: ambiente, giustizia, cronaca, rifiuti
mare_chiaroCerte indagini nascono per caso. Questa di cui vi racconto oggi prende il via da un controllo di routine fatto dalla Polstrada di Lanciano. Gli agenti fermano un mezzo pesante che dai documenti di carico dovrebbe trasportare materiale ben diverso da quello che in realtà trasporta. Viene allertata la Procura ed il Sostituto di turno, Rosaria Vecchi, intuisce che la cosa, apparentemente di poco conto, potrebbe nascondere nella realtà ben altro.

Prendono il via l’attività investigativa. Polstrada e NOE di Pescara attivano pedinamenti, intercettazioni ambientali, sequestri, perquisizioni e analisi delle acque. Nel corso dell’azione investigativa un sub vigile del fuoco, che filmava i fondali marini, viene colto da malore e ricoverato per intossicazione. Il 13 maggio del 2006, il PM Vecchi dispone l’esecuzione di 16 arresti e 33 denunciati a piede libero. L’operazione “Mare Chiaro” rileva un vero e proprio disastro ambientale.

L’impianto accusatorio è di quelli solidi e dimostra come dal 2003, 90 mila tonnellate di rifiuti pericolosi, soprattutto alluminio, cloruri idrocarburi e mercurio, sono finiti nel Golfo di Taranto. Gli arrestati non sono affatto “criminali comuni”. I componenti dell’organizzazione, accusati di “associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti pericolosi che ha procurato un disastro ambientale”, erano organizzati e coordinati dalla ditta Ciaf ambiente di Atessa (Ch) che procacciava rifiuti pericolosi provenienti per lo più da Priolo (Ct) mediante la ditta Paradivi servizi srl di Priolo Gargallo (Ct) e li smistava, attraverso una complessa ed articolata rete di formulari e certificazioni, verso lo smaltimento. Smaltimento che avveniva, a detta degli inquirenti, ad opera della Hidrochemical service srl di Taranto la quale provvedeva a sversare i rifiuti nel mare del golfo di Taranto. A detta degli inquirenti, questo traffico ha procurato profitti per 15 milioni di euro. Il traffico toccava varie regioni d’Italia: Abruzzo, Molise, Marche, Puglia, Basilicata, Lazio e Sicilia.

A distanza di due anni, ieri il Gup di Lanciano, Massimo Canosa, ha accolto la richiesta di incompatibilità territoriale avanzata da alcuni legali degli indagati. L’operazione “Mare Chiaro” viene quindi trasferita dalla Procura di Lanciano a quella di Taranto. E mentre i faldoni delle indagini percorrono la riviera adriatica da nord a sud, la possibilità che si giunga ad un giudizio appaiono sempre più remote.

Del resto, nel 2006, gli ambientalisti abruzzesi raccolsero sei mila firme di proteste contro la Ciaf e lo stabilimento venne chiuso. Venne riaperto, poche settimane dopo, grazie all’intervento della Regione Abruzzo.
20/06/2008
09:37

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Partenopoli: la città dove tutto è illegale.

di Mariano Maugeri - Il Sole 24 Ore

bassolino iervolino 03_05Iervolino e Bassolino. Su queste assonanze un gruppo musicale partenopeo ci ha costruito un rap. Il rap della monnezza. Di assonanze, a Napoli, ce ne sono molte altre. Di metaforici rap della monnezza, insomma, si potrebbe riempire un'enciclopedia.
Magari si tratta di vicende meno note, trascurate dai giornali, rimosse da un'opinione pubblica giustamente distratta dall'eterna emergenza dei rifiuti. Ficcare il naso nel palazzo del potere napoletano, Palazzo San Giacomo, si rivela però tutt'altro che una perdita di tempo.

I 60 consiglieri comunali lavorano intensamente. Commissione tutti i santi giorni (con relativo obolo di presenza). E poi defatiganti consigli comunali. C'è un magistrato napoletano che sta scavando su curiose coincidenze, come l'assunzione di un numero significativo di neoconsiglieri o consiglieri in pectore a ridosso dell'elezione. Dicono che così faccian (o facevan) tutti. A Taranto come a Forlimpopoli. Finte assunzioni per poi spartirsi (il consigliere e il datore di lavoro compiacente) il rimborso dello stipendio a carico della comunità.
Qui raccontano con il solito disincanto che il giudice di turno farà un buco nell'acqua: «Difficile da dimostrare: tranne che l'assunzione fasulla non avvenga qualche giorno dopo l'elezione». Fino alla Finanziaria 2007 i consiglieri beccavano due stipendi. Poi, finalmente, il legislatore ha previsto che gli oneri previdenziali e assistenziali fossero a carico del consigliere.
13/06/2008
09:27

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Menzogne.

In questi giorno vivo molte difficoltà nell’esprimere i miei pensieri. Scrivere su queste pagine mi è difficile nella misura in cui percepisco intorno a me uno stato di cose assolutamente fuori da qualsivoglia logica. A ciò si aggiunga che le voci “contro,” ovvero quella che dovrebbe rappresentare l’opposizione, elemento fondamentali in qualsivoglia struttura democratica, o tacciono, o si omologano lasciando ad insignificanti distinguo il compito di certificare il proprio ruolo (oramai nei fatti inutile).

Avrei voluto scrivere qualcosa sulla faccenda intercettazioni ma preferisco desistere. Tuttavia riporto un post di Felice Lima, Giudice del tribunale di Catania, e linko il Capo IV del codice di procedura penale, che attualmente gestisce la dinamica giudiziaria relativa alle intecettazioni. Il solo leggerlo, fa comprendere quanta “fuffa” ci viene propinata in queste ore pur di far passare presunte esigenze comuni che altro non sono se non l’ennesimo atto finalizzato a salvaguardare l’interesse dei soliti noti.

 

up grade h15:30 - Sempre rimanendo in tema intecettazioni, consiglio la lettura di questa intervista data da Bruno Tinti (magistrato nonchè autore del libro "Toghe Rotte"), pubblicata oggi su "L'Espresso".

up grade h17:45 - Una mia "fonte anonima" (ma non tanto) interna alla magistratura, mi segnala questo interessante articolo sullo stato attuale della giustizia in Italia.


intercettazioni02Per favore, basta menzogne e sciocchezze sulle intercettazioni.

di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)



Anche su questo blog, come dappertutto, dilagano i dibattiti sul tema delle intercettazioni. Dibattiti che paiono fondati sul nulla. Su dati falsi o solo suggestivi. Dibattiti falsificati dalla pretestuosità degli argomenti addotti per giustificare (!?) l’ennesima legge ad personas (uso volutamente il plurale). Con riferimento ai quesiti posti da diversi lettori del blog, quelli che a me sembrano i punti di riferimento da tenere presenti sono i seguenti.

1. La assoluta pretestuosità degli argomenti addotti. Davvero non è possibile accettare che si imbroglino fino a questo punto i cittadini. Chi lavora nel nostro settore sa che è assolutamente falso che le intercettazioni telefoniche siano poco fruttuose. Al contrario, sono fruttuosissime. Per molte ragioni sono tra gli strumenti di indagine più efficaci.

2. Ciò che scrivono coloro che dicono che questa efficacia va a scapito di “altri strumenti di indagine” è sciocco (se detto in buona fede) o disonesto (se detto in malafede). In ogni caso sintomo evidente di disinformazione (in buona o malafede). Per un verso, infatti, non ha alcun senso contrapporre “nuovi metodi” a “vecchi metodi”. In tutti i campi si usano i metodi migliori del momento in relazione agli obiettivi da perseguire. La TAC non fa ombra all’auscultazione del torace. Dove serve la TAC serve proprio la TAC e dove basta l’auscultazione non si fa la TAC. E’ normale che il numero delle TAC aumenti. Perchè è uno strumento di indagine prezioso che consente di salvare vite umane. E non ha alcun senso non usarlo per lasciare spazio “ai bei vecchi metodi”.

Chi dice queste cose dei “metodi investigativi di una volta” è semplicemente persona che non sa di cosa parla o che è in perfetta malafede.
06/06/2008
12:21

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La truffa delle bonifiche in Campania.

2giu-parata27_giorgio-napolitanoE’ inutile. Come dice qualcuno, è una “trappola mentale” dalla quale non è semplice uscirne. La questione riguardante l’emergenza rifiuti resta sempre in primo piano. Ieri sera ad “Annozero”, parafrasando Santoro, magari è stata profusa passione (in particolare sulla questione Casal di Principe e Casalesi) ma sulla vicenda Chiaiano più che “servizio pubblico”, il giornalista salernitano ed i suoi ospiti, si sono lanciati nell’ormai ben nota “fuffa”. “Fuffa” che ormai ci viene propinata anche dal quirinalizio inquilino. Commentare il “monito” presidenziale riguardante i rifiuti tossici sversati in Campania negli ultimi 20 anni, mi procura l’acutizzarsi della mia ben nota orchite.

Su chi, come e perché ha utilizzato questa terra come discarica per veleni, si è già detto tanto. Poco si è detto, a mio parere, sulle susseguenti azioni da intraprendere a fronte di tale criminale scempio: le bonifiche. Infatti, come non tutti sanno, quello della mancata bonifica della Campania è l’ennesimo scandalo nostrano (DOP come la mozzarella). E’ di oggi la notizia di bonifiche “fantasma” a Nola. Ma la genesi di tale modus operandi, affonda le radici nel tempo.

Era il 2001 quando per risanare un territorio devastato dai rifiuti tossici sversati dalla camorra, il governo di allora pensò bene di costituire un ulteriore commissariato. A capo dello stesso, venne nominato Antonio Bassolino (un nome, una garanzia) già a capo del commissariato ai rifiuti. Nel 2002 il Ministero del Lavoro, senza una gara d’appalto, ma con la sola richiesta garanzia di assumere 380 LSU, sigla un accordo con la Jacorossi Spa. Obbiettivo: bonificare il territorio di 80 comuni. Valore del contratto: 140 milioni di euro. Con questo contratto, la Jacorossi si assicura un bel "terno al lotto". Una legge speciale prevede infatti che lo Stato garantisca in proprio la gran parte degli stipendi per i primi tre anni. Vista la situazione oltremodo vantaggiosa, la Jacorossi subappalta la gran parte dei lavori, lucrando sul passaggio, e si tiene gran parte di quegli operai fermi a giocare a carte (cosa questa che loro stessi hanno poi denunciato). Una volta passati i tre anni della legge speciale, quella per intenderci dove lo Stato pagava gli stipendi agli operai, la Jacorossi mette in atto un piano di ridimensionamento della struttura. Tanto, a pensarci bene, licenziamenti e cassa integrazione sempre dallo Stato vengono pagati.
06/06/2008
09:00

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La beffa nucleare.

centrale nucleareSono settimane che in Italia impazza il dibattito: nucleare si, nucleare no.
Nel frattempo, in Slovenia, a pochi passi da casa nostra, in una centrale nucleare qualcosa non gira per il verso giusto. Krsko, sede della centrale, si trova nel sud-ovest della Slovenia ed è ad appena 130 Km da Trieste.

Ne parla, come sempre con assoluta competenza e cognizione, Alessandro su Altrenotizie.

Io mi limito ad una semplice e quanto mai banale osservazione. Sprecare tempo e risorse a chiacchierare sulle futuribili centrali nucleari nostrane, quando intorno a noi abbiamo delle vere e proprie “bombe” ad orologeria, mi sa tanto di arma di “distrazione di massa”. Cosa conta di più, ciò che potrebbe accadere ora o ciò che presumibilmente potrebbe accadere qualora fra 10/15 anni anche il nostro paese avesse fonti autonome di energia nucleare?
04/06/2008
13:37

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Napoli e la civile SocietĂ 

gomorra_locandinacfr: M. Mau per “Il Sole 24 Ore”

Via Manzoni, quartiere elegante di Napoli. Da Mergellina curve e controcurve attraverso via Orazio, condomini tirati a lucido, terrazzi ricolmi di piante mediterranee e vista mozzafiato sul golfo di Napoli. Proprio a metà di via Manzoni c'è l'ingresso della funicolare. Cameriere con le ceste della spesa, signore che fanno shopping. All'interno della funicolare un'edicola. Chi entra compra i giornali ma non riesce a poggiare i soldi sul piatto di plastica che di solito è sorretto da due braccia di acciaio: il piatto c'è, ma è utilizzato come base di un proiettore portatile. Sul video scorrono le scene del film Gomorra. Un pezzo di carta appiccicato con lo scotch chiarisce la questione: " Dvd di Gomorra 3 euro".

Chiediamo lumi alla signora seduta all'interno dell'edicola. Un po' impacciata, minimizza: «Un ragazzo di colore ce ne consegna una decina alla volta». Noi insistiamo: e se fosse la camorra a commercializzarli? La signora si preoccupa: «Ma che dice, so' guaglioni!». Sì, certo, a Napoli so' tutti guaglioni. Anzi, bravi guaglioni. Ma chi lo compra il dvd pezzottato, come si dice da queste parti? Qui non siamo ai Quartieri, qui abitano tutti signori, gente con le case di proprietà, magari da generazioni. Vuoi vedere che sono gli stessi che poi s'indignano? Quelli del «guarda come ci siamo ridotti »?, quelli che imprecano contro lo Stato che non c'è e poi lasciano cadere lì che dopo tutto Gomorra avrebbero potuto scriverlo pure loro. Scriverlo magari sì, ma girare il film no. E dammi 'sto dvd a tre euro…