12/02/2009
18:31
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Arrestato Ugo “Ketty”, transessuale a capo della camorra
di Bruno De Stefano da ManiArmateLa camorra è più a sinistra di Zapatero. Sissignori: avete letto bene. Una delle organizzazione criminali più forti del pianeta si è rivelata più progressista del premier spagnolo. L’abbiamo scoperto solo ieri, quando è saltato fuori che a Napoli il clan dei cosiddetti “scissionisti” (uscito vincente dalla guerra con i Di Lauro) aveva affidato ad un transessuale, Ugo Gabriele detto “Ketty”, la gestione di un fiorente traffico di droga.
Ammettiamolo: in nessun altro settore, pubblico o privato, un capo avrebbe assegnato un ruolo di primo piano ad un personaggio dalla sessualità incerta; nessun dirigente preoccupato dell’immagine della sua azienda o del suo partito politico, si sarebbe fatto rappresentare da una tipologia di persona destinata alla derisione o, peggio ancora, all’emarginazione.
Invece anche stavolta, la camorra ha dimostrato di essere un passo avanti rispetto alla società civile e di aver abbattuto tutti i tabù che ancora resistono tra la gente cosiddetta perbene.
I camorristi, insomma, hanno dimostrato di non essere dei maschilisti rozzi e ipocriti, così come ce li hanno consegnati dozzine di film e centinaia di libri. E dopo aver aperto le porte alle donne (nella camorra le “quote rosa” sono una realtà consolidatissima), i clan hanno sdoganato anche i “diversi” confermando che in quanto a costumi sessuali sono più a sinistra di Zapatero. Dunque, se non fossero arrivate le manette, nel clan degli “scissionisti” , Ugo-Ketty avrebbe fatto carriera né più e né meno come i colleghi maschi. In un partito politico o in una grande azienda, Ugo-Ketty non solo non avrebbe fatto carriera ma sarebbe stato trattato come un appestato.
La camorra sarà anche feroce e sanguinaria: ma ora sappiamo che è anche progressista.














Il Cavaliere vara il decreto sul testamento biologico, nonostante il preventivo parere negativo del Presidente Napo(litano) Orso Capo che imperterrito, comunica subito la sua indisponibilità a contro firmare tale decreto (lo avesse fatto anche per il Lodo Alfano…). Il Caimano, uno che notoriamente difficilmente si lascia intimidire (mafiosi esclusi), tira dritto e dichiara che ricorrerà a una riunione ad horas delle Camere per anticipare l’approvazione della legge. Anche perché, e qui cadiamo nell’avanspettacolo, “va fatto ogni sforzo per non far morire Eluana, ché è così viva che potrebbe fare dei figli”. (Scusaci ancora, Beppe…) Aldilà del Tevere, suonano a festa le campane. Monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita esulta elogiando “il governo ha fatto un gesto di grande coraggio, che sarà apprezzato dalla grande maggioranza di tutti i cittadini”.
Chiedo a me stesso, ma anche a chi per caso passasse da queste parti:
L’edizione on-line de “Il Mattino”, pubblica, in esclusiva, lo
Credo che bisogna amare molto Napoli per continuare a nutrire un qualche interesse per quanto accade in questa città e per il suo futuro. L’elenco delle contraddizione e dei paradossi che compongono il quotidiano di ogni napoletano, riempirebbero pagine e pagine consigliando ai più il perseguimento della famosa esortazione di Eduardiana memoria: “fuitivenne!”.